
| L'Homo Sapiens Sapiens non è certo lo stadio finale della nostra evoluzione. |
| Nel giro di pochi decenni, genetica, biotecnologie, nanotecnologia, informatica e robotica permetteranno alla razza umana di dirigere la propria evoluzione, così come l'individuo potrà finalmente ottenere il controllo del proprio destino. I trapianti di organi sono oggi operazioni quasi di routine ed è persino possibile cambiare sesso, ma tali pratiche possono solo essere descritte come rudimentali se si considerano le promesse di intervento a livello molecolare di bio e nanotecnologie. Il risultato finale e logico, ma raramente discusso, di tale progresso non può che essere l'eliminazione delle malattie ed il controllo del processo di invecchiamento. Al di là di questo orizzonte, la terra incognita della post-umanità. |
| Di fronte a tali prospettive, quale è l'atteggiamento, l'attitudine più appropriata? Questa sezione del sito dà spazio a quei filosofi e a quegli intellettuali che si confrontano con queste tematiche e che hanno sviluppato un approccio positivo nei confronti delle tecnologie emergenti. |
| C O N T E N U T I : |
| I Principi Estropici Versione 3.0, Una Dichiarazione Transumanista, di Max More |
| I Principi Estropici non sono considerati verità o valori assoluti. I Principi codificano ed esprimono le attitudini di coloro che si descrivono come "estropici". Il pensiero estropico rappresenta una piattaforma filosofica da cui affrontare la condizione umana. Questo documento evita deliberatamente di menzionare specifiche convinzioni, tecnologie o conclusioni. Questi Principi intendono solamente offrire una piattaforma in continua evoluzione, dedicata ad affrontare la vita in maniera razionale ed efficiente, senza la zavorra di dogmi che non potrebbero superare una analisi scientifica o filosofica. Come gli umanisti, abbiamo una visione razionale della vita, volta a metterci in controllo della nostra esistenza, senza credenze dogmatiche di nessun tipo. La filosofia estropica rappresenta una visione del mondo ottimista e serena, in cerca di continuo auto-miglioramento basato su motivi scientifico-razionali. |
| La Dichiariazione e il FAQ transumanista, di Nick Bostrom et al. |
| L'umanità sarà radicalmente trasformata dalla tecnologia del futuro. Prevediamo la possibilità di ri-progettare la condizione umana in modo di evitare l'inevitabilità del processo di invecchiamento, le limitazioni dell'intelletto umano (e artificiale), un profilo psicologico dettato dalle circostanze piuttosto che dalla volontà individuale, la nostra prigionia sul pianeta terra e la sofferenza in generale. |
| Introduzione all'immortalismo, il rifiuto della morte |
| L'immortalismo altro non è che la speranza di vita eterna, condivisa in forme diverse da tutte le culture del mondo, ripulita da ogni traccia di metafisica. È l'eterna ricerca dell'immortalità, strappata da un esilio forzato nell'universo mitologico ed introdotta nel mondo del razionale e del potenzialmente possibile. È l'inconscio fine ultimo e la non dichiarata giustificazione morale di vaste aree di ricerca scientifica che spaziano dalla genetica, alle biotecnologie, alla nanotecnologia. È l'ultimo tabù di una società dalla tecnologia relativamente avanzata, ma non ancora capace di realizzare la propria aspirazione centrale, o persino di poterne discutere apertamente senza sentirsi colpevole di arroganza. |
| Immortalità: ultima frontiera della libertà, di David Nicholas |
| Il fatto che la morte continui ad esistere, rende futile il nostro parlare di libertà. Le idee di libertà che accettano passivamente l'inevitabilitá dell'oblivio personale suonano sempre piú come vuota retorica. Gli dei ci hanno abbandonato e le nostre razionalizzazioni, di fronte al nulla sul nostro orizzonte personale, sono sempre meno convincenti. Ci rendiamo conto che c'è qualcosa di profondmente sbagliato in questa situazione, ma di fronte all'apparente inevitabilità del nostro destino, continuiamo ad ignorare quella che è la logica conclusione: dobbiamo salvarci da soli o perire. |
| Contro la vecchiaia, di Nick Bostrom |
| Un numero crescente di ricercatori sostiene che l'estensione radicale della vita umana è ormai solo questione di tempo. L'invecchiamento è un processo biochimico e gli esseri umani impareranno ad intervenire in esso e a rallentarlo. L' abolizione dell'invecchiamento è teoricamente possibile. È un obiettivo non ancora raggiungibile al momento, ma un giorno lo sarà. Di conseguenza, la domanda che dobbiamo porci è: arriverà in tempo per noi? O moriremo proprio prima dell'inizio di un'era in cui la vita media umana è molto più lunga e priva di malattie? |
| Guardare in modo positivo al concetto di hybris, di Roberto Marchesini |
| Il XX secolo ha visto l'acme e, molto probabilmente, il tramonto definitivo dell'identità forte, cioè di quell'ideale di purezza che, in virtù di una tradizione consolidata nella cultura occidentale, aveva cercato nell'eugenetica di Francis Galton e in alcune successive ricerche da parte anche di autorevoli genetisti una convalidazione scientifica, diffondendosi nei primi decenni del Novecento nel Nord America e nel Vecchio Continente. Purezza e razzismo hanno di fatto costituito un binomio inscindibile, consumandosi poi in episodi di pulizia etnica ricorrenti,sovente in forma strisciante all'interno delle società liberali, ma in forma più massiccia ed eclatante nei regimi totalitari, fondati su una proposizione oppositiva e autoreferenziale dell'identità. Il carattere di diversità espresso attraverso varie forme: il delinquente-degenerato, il teriomorfo, il freak, il pazzo, la persona-cosa o l'essere contro-natura è stato utilizzato puntualmente come rivelatore di inferiorità e/o di contaminazione, ove la designazione di alterità veniva tradotta in termini di esclusione dalla cosmopolis umana. Il XXI secolo si candida come l'età della contaminazione. |
| Lettera a Madre Natura, di Max More |
| Madre Natura, veramente, ti siamo riconoscenti per ciò che ci hai fatto diventare. Indubbiamente hai fatto il meglio che potevi. Tuttavia, con tutto il dovuto rispetto, dobbiamo dire che sotto diversi aspetti avresti potuto fare di meglio con il nostro organismo. Ci hai creati vulnerabili alle malattie e alle ferite. Ci obblighi ad invecchiare e a morire - proprio quando cominciamo a divenire saggi. Sei stata un po' avara nel darci consapevolezza dei nostri processi somatici, cognitivi ed emotivi. Sei stata poco generosa con noi, donando sensi più raffinati ad altri animali. Possiamo funzionare solo in certe specifiche condizioni ambientali. Ci hai dato una memoria limitata e scarso controllo sui nostri istinti tribali e xenofobi. E ti sei dimenticata di darci il nostro libretto d'istruzioni! |
| L'ordine spontaneo nelle nuove rivoluzioni scientifiche, di Guglielmo Piombini |
| In una intervista rilasciata all'inizio degli anni `90, Friedrich von Hayek, il grande economista vincitore del Premio Nobel nel 1974, esprimendo soddisfazione per la grande rinascita delle idee liberali cui aveva avuto la fortuna di assistere negli ultimi anni della sua vita, affermò che "il liberalismo è l'unica filosofia politica veramente moderna, l'unica compatibile con le scienze esatte. Converge con le più recenti teorie fisiche, chimiche e biologiche, in particolare con la scienza del caos formalizzata da Ilya Prigogine. Sia nell'economia di mercato sia nella Natura, l'ordine nasce dal caos: l'assestamento spontaneo di milioni di decisioni e di dati porta non al disordine, bensì ad un ordine superiore". Chi andasse a leggere qualche saggio recente di divulgazione scientifica troverebbe numerosissime conferme del giudizio espresso dal grande economista austriaco, e rimarrebbe impressionato dall'incredibile penetrazione in tutti i rami delle scienze naturali dell'idea, tipicamente liberale ed hayekiana, della superiorità dell'ordine spontaneo sull'ordine decretato. |
| Il corpo come paesaggio, di Roberto Marchesini |
| Il nostro corpo si sta trasformando in un paesaggio, sempre di più proviamo la sensazione ambigua quanto ricca di fascino di diventare esploratori della nostra galassia somatica e, come gli Argonauti, di perderci nelle maglie di un continente ancora tutto da scoprire. Grazie alle nuove sofisticatissime tecniche di indagine, in grado non solo di rivelarci i recessi più reconditi e microscopici, ma altresì di offrirci immagini tridimensionali delle attività fisiologiche, delle fasi metaboliche, delle distese istologiche, cominciamo ad abituarci a nuovi orizzonti organici da attraversare come navigatori del XVI secolo. |
| Coscienza soggettiva, quasi un FAQ sulla coscienza soggettiva |
| L'anno è il 2030 La tecnologia necessaria a creare una copia perfetta di un cervello umano è disponibile (che si tratti di una copia identica a livello atomico, creata con mezzi nanotecnologici o di un modello su computer, basato su scannerizzazione del cervello originale, poco importa ai fini di questa discussione ) La domanda è: se il cervello in questione fosse il tuo, la copia saresti sempre tu? |
| Simulazione, Coscienza, Esistenza, di Hans Moravec |
| Nel corso degli ultimi secoli, la scienza fisica ha risposto soddisfacentemente a così tante domande sulla natura delle cose, ed ha aumentato le nostre abilita` così enormemente, da venire vista da molti come unica legittima contendente al titolo di vera conoscenza. Altri sistemi ideologici potranno avere utilita` sociale per i gruppi che li adottano, ma sono alla fine solo storie inventate. Io sono parziale a tale fondamentalismo fisico. I fondamentalisti fisici, pero`, devono concordare con Rene` Descartes che il mondo che percepiamo attraverso i sensi potrebbe essere un'elaborata messinscena. |
| Postumanesimo: la tecnologia come volano di ibridazione con l'alterità animale, di Roberto Marchesini |
| È sempre più evidente che le rivoluzioni informatica e biotecnologica del XX secolo hanno introdotto elementi di riflessione che necessariamente dovranno essere affrontati all'interno di una rinnovata cornice filosofica - la si voglia chiamare neoumanistica o postumanistica, ovviamente a seconda del livello di eccentricità assegnato all'uomo - perché di fatto i principi basilari su cui si fondava la vecchia distinzione tra umano e non-umano sono decaduti. Ma questo non significa che sia sufficiente mescolare un'irrazionale fede nella tecnologia alle più viete proposizioni antropocentriche - proiettando nella tecnosfera l'ultima delle grandi utopie illuministiche - per entrare in una nuova stagione di pensiero. |
| I livelli di "future-shock", di Eliezer S. Yudkowsky |
| Un livello di future-shock [lo choc culturale provato di fronte a potenziali futuri sviluppi - NdT] è l'unità base di misura di quanto qualcuno possa prendere in considerazione uno scenario di tecnologia avanzata, senza esserne turbato o spaventato, ma anche senza essere travolto da un'ondata di cieco entusiasmo. Il Future-Shock Livello 0 (FSL0), per esempio, è rappresentato dalla tecnologia moderna e dal mondo di oggi. FSL1 è il livello in cui troviamo realtà virtuale e un'economia basata sull'e-commerce. FSL2 è viaggi interstellari, ingegneria genetica, immortalità fisica. FSL3 è nanotecnologia e/o intelligenza artificiale dalle capacità intellettuali paragonabili a quelle umane. FSL4 è la Singolarità. |
| Max More sulla singolarità tecnologica - un'intervista al fondatore dell'Extropy Institute |
| Laccelerazione tecnologica delle prossime decadi, ci porterà ad un momento in cui tale accelerazione crescerà in maniera esponenziale: la singolarità." Sarà un muro al di là del quale non è possibile vedere? Una barriera tanto impenetrabile quanto l'orizzonte di evento di un buco nero, una singolarità controllata da Intelligenze Artificiali superintelligenti? O si tratterà di una fase più lenta che ci porterà in un'era post-umana in cui non avremo età e saremo dotati di superintelligenza? E possibile che questo meme sia dirottato da singolaritari passivi" ossessionati da una futura estasi pseudo-religiosa? |
| Il progetto "Principia Cybernetica" - nota introduttiva, di Giuseppe Vatinno |
| Il Principia Cybernetica Project (PCP) è un tentativo, supportato da tecnologie informatiche, di sviluppare una completa filosofia cibernetica ed evoluzionistica (cioè basata sulla teoria dellevoluzione darwiniana). La filosofia di base del PCP è -per molti versi- simile a quella di transumanisti ed estropici. Infatti, alla base di tutto -per il PCP- esiste levoluzione naturale di tipo neodarwiniano (uno dei testi base è il famoso: Il gene egoista di Richard Dawkins). Attraverso il processo di selezione emergono strutture stabili con sempre maggiore fitness (o adattamento) allambiente. La tendenza dellevoluzione è -come per i transumanisti- verso una singolarità tecnologica che porterà alla nascita di una nuova metastruttura basata su un supercervello (Global Brain) tramite una transizione di metasistema. Levoluzione è guidata dal concetto di auto-organizzazione verso forme sempre più complesse. |
| Sul divenire postumano, di Max More |
| Perchè spingerci oltre noi stessi e la nostra umanità? Perchè tentare di divenire postumani? Perchè non accettare i nostri limiti di esseri umani e rinunciare alla trascendenza? La risposta è insita nelle domande stesse. Esse appaiono timide, lamentose o troppo soddisfatte di sé. L'Illuminismo e la prospettiva umanista ci dicono che il progresso è possibile, che la vita è una grande avventura e che la ragione, la scienza e la benevolenza possono liberarci dai confini del passato. Certo, possiamo realizzare molto restando esseri umani. Però, potremo raggiungere le vette più alte solo applicando la nostra intelligenza, determinazione ed ottimismo all'emergere dalla crisalide che è l'essere umano. L'evoluzione, malgrado i nostri sforzi, ha incanalato il nostro comportamento in specifiche direzioni sviluppatesi all'interno della nostra neurologia. Il nostro corpo e il nostro cervello limitano le nostre capacità. La nostra creatività è limitata dai confini dell'intelligenza, dell'immaginazione e della capacità di concentrazione dell'essere umano. |
| Pierre Teilhard de Chardin - Ovvero l'avvento dell'Homo Noeticus, di Giuseppe Vatinno |
| Un'introduzione a Teilhard de Chardin, proto-transumanista e cattolico. Nel panorama intellettuale della Chiesa Cattolica il caso di De Chardin è senza dubbio particolare: fu infatti il primo uomo di Chiesa che tentò di conciliare le evidenze -diremo sperimentali- della teoria dell'evoluzione naturale proposta da Charles Darwin con i rigidi assiomi della dottrina Cattolica in tema di creazionismo e creazione. Cosicché la sua è stata principalmente un'attività tesa a rendere plausibile la teoria darwiniana nell'ambito teologico; infatti, la sua è una "visione avente per base il mondo della materia e per vertice Dio". |
| Quello che il gesuita vede nell'evoluzione naturale è sintetizzabile in due elementi: 1) La crescita verso una sempre maggiore "complessità." 2) La presenza di un "valore limite", di una "soglia" oltre la quale cominciano a manifestarsi degli epifenomeni come quello della vita, della coscienza e quindi del pensiero. |
| In difesa della dignità postumana, di Nick Bostrom |
| I transumanisti promuovono il punto di vista secondo il quale le tecnologie per l'incremento delle capacità umane dovrebbero essere rese liberamente disponibili e che l'individuo dovrebbero avere la possibilità di scegliere quali di queste tecnologie applicare a se stesso (libertà morfologica) e che i genitori dovrebbero normalmente poter decidere quali tecnologie riproduttive utilizzare nella procreazione (libertà riproduttiva). [...] In netta opposizione a questo approccio transumanista, troviamo un fronte bioconservatore che si pronuncia contro l'uso della tecnologia per la modificazione della natura umana. Bioconservatori prominenti includono Leon Kass, Francis Fukuyama, George Annas, Wesley Smith, Jeremy Rifkin e Bill McKibben. Una delle preoccupazioni principali dei bioconservatori è che le tecnologie che permetterebbero il miglioramento dell'essere umano potrebbero essere deumanizzanti. La preoccupazione, espressa in diverse forme, è che queste tecnologie potrebbero minacciare la dignità umana o inavvertitamente corrompere un qualche aspetto di fondamentale importanza per l'essere umano, un qualcosa che è però difficile esprimere a parole o includere in un'analisi dei pro e contro. |
| Il "comunismo magico" e i "cosmisti" sovietici, di Giuseppe Vatinno |
| Abbagliati dall'ideologia totalitaria imperante nella Russia del loro momento storico, in preda ad un quasi delirio di onnipotenza ed infine dimenticati, persi fra le pagine violente della storiografia del ventesimo secolo, i cosmisti russi dimostrarono però una forte sensibilità immortalista e possono essere oggi riconosciuti come atipici antesignani del transumanesimo. |
| Transumanesimo, di Julian Huxley |
| La conseguenza di un miliardo di anni di evoluzione è che l'universo sta diventando cosciente di sé, in grado cioè di comprendere qualcosa del proprio passato e del proprio possibile futuro. Questa autoconsapevolezza cosmica si sta realizzando in un frammento molto piccolo dell'universo: alcuni di noi esseri umani. Forse è stato realizzato anche altrove, con l'evoluzione di creature coscienti sui pianeti di altre stelle, ma su questo nostro pianeta non mai è accaduto prima. [...] È come se l'uomo improvvisamente fosse stato nominato direttore dell'azienda più importante al mondo, chiamiamola l'azienda dell'evoluzione, senza averlo chiesto, senza avvertimento e senza una preparazione adeguata. Come non bastasse, non può rifiutare l'incarico. Che lo desideri o meno, che si renda conto di cosa stia facendo o meno, è lui che in pratica determina l'orientamento futuro dell'evoluzione su questo pianeta. Questo è il suo destino inevitabile e prima se ne renderà conto e comincerà a credere in esso, meglio sarà per tutti. |
| Nostro Signore del Bit. Il "Punto Alfa" - Appunti per un modello di "dio cibernetico" di Giuseppe Vatinno |
| Noi qui vogliamo incominciare a delineare un'ipotesi di "dio" visto come fine ultimo dell'evoluzione tecnologica in un processo di "coscientizzazione" progressiva dell'intero universo nella cornice della grande battaglia tra le forze estropiche e quelle entropiche, e cioè tra le forze legate all'"ordine" e quelle legate al "disordine." [...] L'esito finale del processo evolutivo sarebbe quindi un "essere" completamente cosciente e controllante ogni più piccolo dettaglio, ogni più piccolo atomo fisico e bit di informazione. Tramite il controllo dello spazio-tempo avrebbe anche la possibilità di interagire con il passato ed il futuro. Avrebbe infine domato le forze entropiche e vivrebbe in una infinita autocoscienza. Utilizzerebbe la perfetta e completa conoscenza di tutte le forze della natura rappresentando, di fatto, un'unità autocosciente in sommo grado. |
| Entropia ed estropia nell'universo, di Giuseppe Vatinno |
| La seconda legge della termodinamica è -per certi versi- una sorta di verdetto di condanna a morte per il nostro universo. Infatti, essa sancisce che nei processi energetici dell'universo si osserva un'inevitabile degradazione in calore. In pratica si può dire che per le trasformazioni energetiche di un sistema chiuso l'entropia può solo aumentare. Un sistema termodinamico tenderà allo stato di equilibrio, cioè quello di massima entropia. |
| La scienza come modello etico, di Riccardo Campa |
| Il dibattito accesosi intorno alle più recenti scoperte scientifiche e tecnologiche - in particolare la tecnica della clonazione, la creazione di organismi geneticamente modificati, la fecondazione artificiale, i computer biologici - ha riaperto l'annoso e mai sopito dibattito sugli aspetti morali e sociali della scienza. [...] Il dibattito ha dimensioni planetarie e non poteva non toccare l'Italia [...] Nel nostro paese, la discussione si è fatta subito molto intricata, per non dire confusa. La ragione è che i tradizionali movimenti intellettuali, politici, e religiosi si sono divisi sul problema. Si è vista in campo una critica alla scienza e alla tecnologia proveniente dal mondo cattolico, ma anche una difesa di esse proveniente da prelati, nonché da intellettuali, scienziati e politici di fede cristiana. Anche il mondo laico è risultato diviso, con intellettuali e politici di orientamento progressista e modernista corsi in soccorso della scienza ed altri di orientamento luddista, postmoderno o ecologista su posizioni più o meno apertamente antiscientifiche. I partiti pro e contro la scienza sono trasversali e attraversano tutto l'arco parlamentare. |
| Entropia ed estropia. Là dove si nasconde il segreto dell'universo - E Dio disse:"Sia la macchina. E la macchina fu", di Giuseppe Vatinno |
| La seconda legge [della termodinamica], per quanto ne sappiamo, ha valenza universale e domina tutto il comportamento della materia, ma proprio l'evoluzione termodinamica permette alla materia di strutturarsi in forme altamente organizzate (e quindi altamente ordinate) come appunto quelle che danno origine alla vita cosciente. Introducendo una variabile fisica che chiamiamo "estropia" (Estropia = -Entropia) che è l'esatto contrario dell'entropia prima definita, possiamo caratterizzare il fenomeno delle strutture organizzate, come la "vittoria" (purtroppo temporanea) dell'estropia sull'entropia. Ecco dunque che tutta l'evoluzione darwiniana può quindi essere vista come una "lotta" tra l'estropia organizzante e l'entropia disorganizzante. La fine di una struttura biologica è dovuta, in ultima analisi, proprio alla irrefrenabile tendenza del sistema a porsi in equilibrio termico con l'ambiente circostante. La vita è solo frutto del continuo apporto di "entropia negativa" e cioè estropia, tramite l'immissione e l'utilizzo di energia esterna. |
| Lettera da Utopia, di Nick Bostrom |
| Se potessi tornare indietro nel tempo, che consigli daresti al tuo io-bambino? Su questa falsariga, il filosofo transumanista Nick Bostrom si mette nei panni di un nostro discendente postumano che invia una lettera aperta all'Umanità di oggi. A tratti poetico, a tratti pragmatico, Bostrom descrive un futuro ricco di possibilità e indica il percorso di autotrasformazione che dovremo seguire. "Caro essere umano, spero che questa mia lettera ti trovi in pace e prosperità! Spero mi perdonerai per questa missiva inaspettata. Anche se non ci siamo mai incontrati, per ora, non siamo certo due sconosciuti. In un certo senso siamo apparentati. Strettamente apparentati Io sono uno dei tuoi possibili futuri. Se tutto va bene, un giorno, tu diventerai me. Se ciò accadrà, non sarò più soltanto un tuo possibile futuro, ma il tuo futuro reale. In quel caso, sono una tua prossima fase." |
| Benvenuti nel mondo del cambiamento esponenziale, di Nick Bostrom |
| Un articolo dal rapporto "Better Humans? The politics of human enhancement and life extension" pubblicato dal think-tank britannico Demos e dedicato alle tecnologie per il potenziamento umano e alle loro conseguenze sociopolitiche. Cosa può fare la classe politica alla luce di tali possibilità? Una priorità deve essere l'abbandono della premessa che la natura e la condizione umana rimarranno fondamentalmente immutati nel corso del secolo corrente. Sarà poi necessario dotarsi di tecniche di pianificazione e di scenarizzazione a lungo termine più accurate. Tali tecniche già sono impiegate nel prendere in considerazione alcune decisioni politiche, come per esempio l'importanza di ridurre il riscaldamento globale. Tuttavia, una volta presi in considerazione gli scenari qui illustrati, ci rendiamo conto che i rischi del riscaldamento globale sono poca cosa rispetto ai rischi creati dal progresso tecnologico nelle prossime decadi. Forse dovremmo investire una frazione dei fondi e degli sforzi oggi dedicati al problema del cambiamento climatico per affrontare questi rischi. |
| Transumanesimo, di Riccardo Campa |
| Il termine "transumanesimo" indica una dottrina filosofica appartenente alla famiglia delle ideologie progressiste. Gli intellettuali transumanisti elaborano, studiano o promuovono le tecnologie finalizzate al superamento dei limiti umani. Analizzano i trend, le dimensioni psicologiche, le implicazioni etiche e l'impatto sociale di tali tecnologie, ponendo in luce soprattutto gli aspetti positivi dello sviluppo scientifico, ma senza sottovalutarne i potenziali pericoli. Con lo stesso termine si indica il movimento intellettuale e culturale che, facendo riferimento a tale filosofia, ritiene possibile e desiderabile l'alterazione in senso migliorativo della condizione umana. Per "miglioramento" si intende la limitazione e, possibilmente, l'eliminazione di processi naturali come l'invecchiamento, la malattia e la morte, nonché l'aumento delle capacità intellettuali, fisiche e psicologiche dell'uomo. |
| La scienza pura e l'orizzonte postumano, di Riccardo Campa |
| Un nutrito gruppo di filosofi e scienziati, molti dei quali piuttosto autorevoli, ritiene che il naturale sbocco della ricerca nel campo dellingegneria genetica, della robotica, della nanotecnologia, e dellintelligenza artificiale sia il superamento dellumanità, ovvero la nascita di una specie postumana. Se questa visione futurologica abbia un fondamento o meno lo potrà decidere, come al solito, soltanto la storia. Lidea del miglioramento delluomo attraverso la scienza e la tecnica è portata avanti da un movimento intellettuale e culturale che si autodefinisce: transumanesimo [...] se il senso del nostro essere è comprendere e spiegare il mondo, non abbiamo che una strada da percorrere: il potenziamento biofisico. Finora, due etiche della scienza si sono confrontate sul palcoscenico della storia, quella degli utilitaristi e quella dei razionalisti. Per gli utilitaristi la scienza ha senso soltanto se è utile alluomo. Questa visione è ben rappresentata dal detto baconiano «sapere è potere». I razionalisti ritengono invece che la scienza sia un bene in sé. Questa visione, che trova testimonianze già al tempo dei Presocratici, può essere sintetizzata nella formula: «sapere è dovere». Ora siamo giunti ad una visione nuova che sintetizza gli insegnamenti dellutilitarismo e del razionalismo ad un livello più alto. Con il transumanesimo, luomo giunge alla consapevolezza che: «potere è sapere». |
| L'ordine spontaneo come motore del transumanesimo |
| Per ordine spontaneo si intende un ordine i cui elementi si auto-organizzano in maniera evoluzionistica con risultati spesso enormemente superiori a quelli di ordini "guidati". Gli esempi di ordine spontaneo sono sia intorno a noi che dentro a noi: la complessità del linguaggio e dei mercati globali sono emersi tramite processi evolutivi, così come la complessità della natura e dell'organismo umano. Il concetto hayekiano di Ordine Spontaneo ha fatto parte delle prime versioni dei principi estropici fino al 1998, quando l'Extropy Institute lo ha sostituito con il concetto popperiano di Società Aperta, nella versione.3 dei principi, secondo alcuni in un tentativo di aprire il movimento transumanista ad un pubblico più ampio di quello di tendenza libertarian che era stato fra i primi ad adottare il transumanesimo moderno, soprattutto negli USA. Oggi che il transumanesimo ha molte e diverse anime, il transumanesimo basato sull'ordine spontaneo propone di incanalare le forze del libero mercato, del capitalismo e della globalizzazione verso il progetto transumanista teso al superamento della condizione umana. |
| Transumanisti e rare inclinazioni, di Eliezer Yudkowsky |
| Ho sostenuto, recentemente, che le radici del transumanesimo affondano nell'amore della vita. Tutto qui. Un bioconservatore umanista può sostenere che sia giusto salvare la vita di una persona, o curarne le malattie, se questa persona è giovane, ma quando questa persona diventa "troppo vecchia" (quando questo sia, esattamente, è raramente specificato) dovremmo abbandonare i nostri sforzi tesi a mantenere tale persona in vita e in buona salute. Un transumanista, invece, dice senza riserve: "La vita è un bene, la morte è un male. La salute è un bene, la morte è un male". Che tu abbia 5, 50, o 500 anni la vita è un bene. Perchè morire, quindi? Tutto qui. Come mai, allora, questa persistente e diffusa convinzione che il transumanesimo implichi una qualche forma di feticismo tecnologico, un timore insolitamente forte della morte, o qualche altra strana inclinazione personale? |
| Il punto di vista conservatore sull'immortalità, di Charles N.W. Keckler |
| "Immortalità" è una parola grossa. Eppure, le aspettative di vita nei paesi sviluppati, ma non solo, continuano ad allungarsi e il continuo progresso biomedico ha spinto molti intellettuali a confrontarsi con le questioni bioetiche aperte dalla possibilità di un'immortalità fisica biotecnologica, o quantomeno di prospettive di vita radicalmente più lunghe. Fra questi si sono distinti due alfieri del conservatismo americano come Fukuyama e Kass, entrambi schieratisi apertamente contro gli interventi mirati all'allungamento della vita umana oltre i suoi limiti "naturali". In questo suo intervento, Charles N.W. Keckler analizza tali critiche ed illustra come una presa di posizione a favore dell'allungamento della vita non sia in contraddizione con i principi del conservatismo. "Una della linee di demarcazione più importanti per un essere umano è la differenza fra la vita e la morte, ed essa è da tempo entrata nella politica americana. Nel dibattito sull'aborto (e dintorni), le posizioni delle varie parti sono chiare, con la maggior parte dei conservatori schierati dalla parte della vita, una posizione, questa, intesa come non-interferenza con lo sviluppo umano all'inizio della vita. Così anche nelle polemiche sull'eutanasia: per i conservatori è preferibile non interferire con la vita, lasciando che segua il suo corso, senza una burocrazia medica che si intrometta per decidere se la morte sia l'obiettivo migliore dal punto di vista sociale. Ma quando si parla di allungamento della vita, molti conservatori, senza per questo abbandonare le loro credenziali pro-vita, sembrano essere "pro-morte" nel senso che si oppongono, o che come minimo considerano poco saggio o prudente, ogni tentativo serio di rallentare, fermare o invertire il processo dell'invecchiamento. In un recente articolo di Ross Douthat, per esempio, l'opposizione al sogno dell'immortalità (identificato come salvazione scientifica e non-religiosa) è stato descritto come la caratteristica fondamentale del pensiero conservatore rispetto a quello progressista." |
| Dinosauri, Dodi, Umani? Di Nick Bostrom |
| Qualcosa come il 99,9% di tutte le specie mai vissute sono ora estinte. Faremo anche noi la fine dei dinosauri e dei dodi? Come potrebbe succedere? E che cosa possiamo fare per evitare questa fine? Un rischio esistenziale è definito come una minaccia che annienti la vita intelligente originaria della Terra o permanentemente e drasticamente ne limiti le potenzialità. Dal momento che siamo ancora qui, sappiamo che nessun disastro esistenziale è mai accaduto. Ma mancando l'esperienza con tali calamità, è anche probabile che non abbiamo evoluto i meccanismi, biologici o culturali, necessari a gestire tali rischi. La specie umana ha una lunga esperienza con i rischi: animali pericolosi, tribù e individui ostili, cibi velenosi, incidenti automobilistici, Chernobyl, Bhopal, eruzioni vulcaniche, terremoti, la siccità, le guerre, le epidemie di influenza, il vaiolo, la peste nera, l'AIDS. Questi tipi di disastri si sono verificati più volte nel corso della storia. Il nostro atteggiamento nei confronti del rischio è stato plasmato da tentativi ed errori nel cercare di far fronte a tali rischi. Ma, per quanto tragici siano tali eventi per le persone direttamente coinvolte, essi non hanno determinato il destino a lungo termine della nostra specie. Anche le peggiori di quelle catastrofi erano semplici increspature sulla superficie del grande mare della vita. I rischi esistenziali sono un fenomeno relativamente nuovo. Con l'eccezione di una distruzione della specie da parte di impatto di una cometa o di un asteroide (un caso estremamente raro), probabilmente non ci sono stati significativi rischi esistenziali nella storia dell'umanità sino alla metà del ventesimo secolo, e certamente nessuno che era in nostro potere fare qualcosa in merito. |
| La "nuova era" della rete, di Giuseppe Vatinno |
| Internet, di fatto, ha cambiato il volto della società al pari dellinvenzione della stampa; la Rete ha infatti permesso a miliardi di persone in qualsiasi angolo del mondo di condividere dapprima i propri dati e poi, oggi, anche le loro esperienze tramite i blog e YouTube e le loro conoscenze tramite Wikipedia, la prima enciclopedia on line mondiale. Internet, sembra essere il prototipo, anche abbastanza avanzato, di una sorta di superorganismo cibernetico che potrebbe anche essere interpretato come un nuovo livello evolutivo della civiltà umana. [...] Lidea che la tecnologia possa dare luogo ad una Cyber struttura capace di intelligenza artificiale complessa e raffinata e quindi, in un tempo lontano ma determinato, di coscienza, è stata già presentata e gode di buona letteratura e saggistica. Il futurologo americano Ray Kurzweil ne ha addirittura tratteggiato lavvento nella sua nozione di singolarità tecnologica che, entro qualche decina danni, potrebbe portare ad una evoluzione rapidissima e sostanzialmente esponenziale delle capacità mondiali di calcolo distribuito ponendo la base, appunto, della formazione di questo super agglomerato tecnologico con ambizioni coscienziali. [...] Ora, allo scadere del primo decennio del XXI secolo, lumanità guarda incuriosita (ed a volte un po preoccupata) allaffacciarsi cosmico di questa nuova possibilità evolutiva rappresentata da una evoluzione tecnologica capace, nel futuro, di integrare chip al silicio e neuroni al carbonio in un nuovo ed esplosivo cocktail. La nuova fase di Internet e del Web sembra proprio corroborare queste indicazioni. |
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| Più che umani. La bioetica filosofica e le tecnologie del potenziamento psicofisico, di Vincenzo Russo |
| Sezione Prima: Panoramiche |
| - Introduzione |
| 1.1 La convergenza tecnologica e le possibilità di migliorare la condizione umana |
| 1.2 La scelta del problema etico: il biopotenziamento personale |
| 1.2.1 Esclusione dell'eugenetica |
| - Capitolo 2. Nano-Bio-Info-Cogno: Tecnologie Convergenti per il Potenziamento Umano |
| 2.1 La convergenza |
| 2.2 Tecnologie per migliorare le prestazioni psicofisiche |
| 2.2.1 Il potenziamento di capacità prevalentemente somatiche |
| 2.2.2 Il potenziamento di capacità prevalentemente psichiche |
| 2.2.3 L'interfaccia cervello/macchina: le neuroprotesi |
| 2.3 Tecnologie per il prolungamento della vita |
| 2.3.1 Come affrontare il problema |
| 2.3.2 I sette volti dell'invecchiamento |
| 2.3.3 La nanomedicina |
| 2.4 Tecnologie per il miglioramento dell'umore e del benessere psichico |
| 2.5 Il corpo umano, Versione 2.0 |
| - Capitolo 3. Coordinate morali |
| 3.1 Il punto di contatto |
| 3.2 Il desiderio di migliorarsi |
| 3.3 e la morale di una società democratica |
| 3.4 Etica pubblica ed etica privata |
| 3.5 Obiezioni di principio e obiezioni di prudenza |
| 3.6 Bioetica e biopotenziamento |
| - Capitolo 4. Introduzione al transumanismo |
| 4.1 La Dichiarazione Transumanista |
| 4.2 I due momenti del transumanismo |
| 4.3 Storia del pensiero transumanista? Logica della transizione e logica della stasi. |
| 4.4 Centro e direzione dell'espansione transumanista |
| Sezione Seconda: Due argomenti preliminari |
| - Capitolo 5: Oltre la terapia |
| 5.1 La distinzione terapia/miglioramento e i suoi problemi |
| 5.2 La concezione medica classica |
| 5.3 Un modello di normalità |
| 5.4 La concezione "liberale" |
| 5.5 Conclusione |
| - Capitolo 6. Sul valore morale dei mezzi |
| 6.1 Gli argomenti "dal precedente" |
| 6.2 In che senso il mezzo utilizzato può influire sul giudizio morale di un'azione? |
| 6.2.1 Strumenti diversi possono avere effetti collaterali diversi |
| 6.2.2 L'importanza del metodo |
| 6.3 Perché proprio i biopotenziamenti dovrebbero essere dei mezzi sbagliati? |
| 6.3.1 I biopotenziamenti trasformano l'agente. |
| 6.3.2 Pregiudizio del conservatore: i metodi naturali sono buoni, quelli artificiali sono cattivi. |
| 6.3.3 Dalla non intelligibilità all'alienazione: l'argomento del PCB |
| 6.3.4 L'argomento dello sforzo |
| 6.3.5 I mezzi incarnano dei valori: il meccanicismo lede il concetto di sé, quindi anche quello di responsabilità morale. |
| 6.3.6 Mezzi diversi agiscono su oggetti diversi e con il biopotenziamento il soggetto diventa oggetto: la paura del controllo. |
| 6.4 Conclusioni |
| Sezione Terza: Obiezioni di Principio |
| - Capitolo 7. Organismi tecnologicamente potenziati: sana aspirazione al miglioramento o nociva velleità perfezionista? |
| 7.1 L'aspirazione all'eccellenza |
| 7.2 La perversione dell'aspirazione all'eccellenza |
| 7.3 Cos'è che rende umana un'attività? Intenzionalità ed Eros |
| 7.4 "Prestazione superiore" si dice in molti modi |
| 7.5 Critica dell'uomo perfetto |
| - Capitolo 8: Contro l'eterna giovinezza |
| 8.1 Chi vuol vivere per sempre? |
| 8.2 Il ciclo significante della vita e l'argomento del nichilismo |
| 8.3 Perché l'argomento del nichilismo è inefficace |
| 8.4 Solo per eutanasia |
| - Capitolo 9. Benessere e autenticità: alcuni dubbi sul biopotenziamento del nostro stato d'animo. |
| 9.1 Il dedalo della psicofarmacologia cosmetica. |
| 9.2 Il tecnoedonismo e l'importanza di ricordare in modo appropriato e veritiero. |
| 9.3 La felicità fittizia |
| 9.4 La memoria collettiva e il dovere di ricordare le ingiustizie. |
| 9.5 Il ruolo della memoria nella responsabilità morale. |
| 9.6 Come districarsi? |
| - Capitolo 10. Hybris: dal rispetto per "ciò che ci è stato dato" alla dignità postumana |
| 10.1 La teoria dell'inviolabilità della natura |
| 10.2 Il rispetto assoluto |
| 10.3 Dal rispetto per la natura alla dignità umana |
| 10.4 L'idea più pericolosa del mondo secondo F. Fukuyama |
| 10.5 Euristica della paura o pendio scivoloso? |
| 10.6 I padri fondatori avevano ragione? Uguaglianza, dignità umana e liberaldemocrazia. |
| 10.7 Come aggirare la fallacia naturalistica |
| 10.8 Valori naturali e valori morali |
| 10.9 Il doppio gioco del Fattore X |
| 10.10 Dalla dignità umana alla dignità postumana |
| Sezione Quarta: Obiezioni di Prudenza |
| -Capitolo 11: Effetti collaterali indesiderati: il biopotenziamento e i rischi per la salute. |
| 11.1 Un problema di sicurezza |
| 11.2 Il principio di precauzione della salute personale |
| 11.3 Questo biopotenziamento nuoce gravemente alla salute |
| -Capitolo 12: Biosorveglianza, coercizione morbida e libertà morfologica |
| 12.1 Sul filo del rasoio |
| 12.2 Condizionamento e privacy |
| 12.3 Il riduzionismo e la medicalizzazione dell'autocomprensione |
| 12.4 Dalla medicalizzazione al conformismo |
| 12.5 Il dilemma autenticità/complicità e la libertà morfologica |
| -Capitolo 13: Profezie di sventura, status quo e prove d'inversione |
| 13.1 Pendii Scivolosi Assortiti |
| 13.2 Basta così? |
| 13.3 La Prova dell'Inversione di Bostrom e Ord |
| 13.4 Finale per bioconservatori |
| -Conclusioni |
| 14.1 Conosci te stesso |
| 14.2 Che cosa resta della MCT? |
| 14.3 Il duplice valore del biopotenziamento |
| Gli articoli futurizzanti di Carlo A. Pelanda |
| Per i frettolosi la biorivoluzione è post-umana, ma per i neoilluministi è umanissim |