MOTORI DI CREAZIONE - L'era prossima della nanotecnologia
di K. Eric Drexler
Prefazione di Marvin Minsky

Titolo Originale: Engines Of Creation: The Coming Era of Nanotechnology
Prima Edizione in Lingua Originale: Anchor Books - 1986
Copyright: K. Eric Drexler
Engines of Creation (sul sito e-drexler.com)

Clicca qui per scaricare Motori di creazione in formato PDF, dal sito Veneto Nanotech



Motori di Creazione è l'inevitabile punto di partenza per chiunque sia interessato alla nanotecnologia e al suo potenziale impatto sulla nostra vita nei prossimi anni. Estropico ne presenta la prima versione integrale in italiano.

Traduzione Italiana: Vincenzo Battista

Il traduttore della presente edizione italiana desidera ringraziare la Dottoressa Raffaella Russo per l'aiuto fornito per la traduzioni dei termini biologici e biochimici, e Fabio Albertario, per il supporto e l'incoraggiamento che mi ha fornito durante la stesura della presente traduzione. Ogni mancanza residua è ovviamente da attribuirsi al traduttore, che vi prega di segnalarla con una e-mail indirizzata a:


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Indice

Introduzione alla Versione Web
Prefazione, di Marvin Minsky
Ringraziamenti

Parte Prima: I FONDAMENTI DELLA PREVISIONE

Capitolo 1: Motori di Costruzione
Capitolo 2: I Principi del Cambiamento
Capitolo 3: Prevedere e Progettare

Parte Seconda: I PROFILI DEL POSSIBILE

Capitolo 4: Motori di Abbondanza
Capitolo 5: Macchine Pensanti
Capitolo 6: Il Mondo Oltre la Terra
Capitolo 7: Motori di Guarigione
Capitolo 8: Longevità in un Mondo Aperto
Capitolo 9: Una Porta sul Futuro
Capitolo 10: I Limiti dello Sviluppo

Parte Terza: PERICOLI E SPERANZE

Capitolo 11: Motori di Distruzione
Capitolo 12: Strategie e Sopravvivenza
Capitolo 13: Scoprire i Fatti
Capitolo 14: La Rete della Conoscenza
Capitolo 15: Abbondanza di Mondi e Tempo

Postfazione, 1985
Postfazione, 1990
Postfazione, 1996

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Glossario

Riferimenti per il Capitolo 1
Riferimenti per il Capitolo 2
Riferimenti per il Capitolo 3
Riferimenti per il Capitolo 4
Riferimenti per il Capitolo 5
Riferimenti per il Capitolo 6
Riferimenti per il Capitolo 7
Riferimenti per il Capitolo 8
Riferimenti per il Capitolo 9
Riferimenti per il Capitolo 10
Riferimenti per il Capitolo 11
Riferimenti per il Capitolo 12
Riferimenti per il Capitolo 13
Riferimenti per il Capitolo 14
Riferimenti per il Capitolo 15
Riferimenti per la Postfazione del 1985
Riferimenti per la Postfazione del 1990

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Introduzione alla Versione Web  
di K. Eric Drexler

I dieci anni da quando Motori di Creazione fu pubblicato per la prima volta ci hanno portato molto avanti sulla strada che conduce allo sviluppo della nanotecnologia molecolare e della fabbricazione molecolare. I progressi sono stati più rapidi di quanto mi aspettassi. Anche i concetti di base sono stati accolti in maniera più polemica e controversa di quanto mi fossi atteso. Persino adesso, dopo (per esempio) che lo US Science Advisor, il Consiglio Statunitense per la Scienza, si è pronunciato positivamente sulla plausibilità della fabbricazione molecolare, alcuni segmenti del mondo scientifico hanno ancora qualche difficoltà con alcune idee piuttosto semplici.

Appare ovvio tuttavia che conquistare il preciso controllo della materia a livello molecolare permetterà avanzamenti tecnologici importantissimi, e che alcuni nostri progressi verso l'acquisizione di questa capacità sono altrettanto evidenti. Il macchinario molecolare che troviamo già in natura costituisce la dimostrazione esistente di capacità enormi. Progressi ottenuti nella ricerca per la costruzione di tali macchine vengono costantemente riportati dalle pubblicazioni scientifiche ogni settimana. Forse il fatto che l'orizzonte temporale sia spesso limitato al breve termine, tendenza comune alla scienza Europea ed a quella Statunitense, fornisce la scusa per trascurare le conseguenze di ciò che già ora sappiamo essere possibile.

Motori di Creazione faceva alcune proiezioni sullo sviluppo dei sistemi di pubblicazione ipertestuale; ora ne è quanto meno apparso uno. Sebbene il Web manchi di diverse importanti caratteristiche, fornisce comunque molti dei benefici descritti in Motori di Creazione. È gratificante vedere Motori di Creazione disponibile in questo media. I miei ringraziamenti a Russell Whitaker per la conversione del libro in html, ed a Jim Lewis per aver scansionato elettronicamente il testo per una precedente versione destinata al sistema ipertestuale HyperCard.

[NOTA: Una seria omissione è stata commessa in una precedente versione dei ringraziamenti per la conversione elettronica del testo originale. Ringraziamenti aggiuntivi dovrebbero essere rivolti a John L. Quel, da condividere con The Boeing Company e con John Cramer della University of Washington. Tutti loro hanno contribuito vari anni fa, poco dopo la pubblicazione del libro, alla scansione elettronica a riconoscimento di caratteri (OCR) del testo originale, in un tempo in cui questo tipo di scansione era una sfida di notevole impegno tecnico. Grazie al Dottor Jim Lewis per aver portato alla mia attenzione questa omissione. - Russell Whitaker]

Non c'è molto che cambierei se riscrivessi oggi Motori di Creazione (non farei altro che perdemi nei  dettagli rendendolo neno leggibile e cambierei ben poco della sostanza). Il lavoro tecnologico si mantiene in evoluzione, e si espande in portata così come nei dettagli analitici, ma i concetti di base sono sopravvissuti ad un esame critico sia sulla rete che altrove.

Per tenervi informati sugli sviluppi nella nanotecnologia, potete contattare il Foresight Institute o visionare il Sito Web del Foresight (http://www.foresight.org), nonché il sito dell'Institute for Molecular Manufacturing attualmente in costruzione.

Eric Drexler, Research Fellow
Institute for Molecular Manufacturing
Palo Alto, California - Aprile 1996


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Prefazione  
di Marvin Minsky

Engines of Creation (Motori di Creazione) di K. Eric Drexler è un libro enormemente originale che riguarda le conseguenze di nuove tecnologie. È ambizioso ed immaginativo, e cosa migliore di tutte, le sue riflessioni sono tecnicamente fondate.

Ma come si potrebbe prevedere dove ci condurranno scienza e tecnologia? Nonostante molti scienziati e tecnici abbiano provato a farlo, non c'è forse da stupirsi che i tentativi più riusciti siano quelli degli scrittori di fantascienza come Jules Verne e H. G. Wells, Frederik Pohl, Robert Heinlein, Isaac Asimov, e Arthur C. Clarke? È certo che alcuni di questi scrittori conoscevano parecchio sulla scienza dei loro tempi. Ma forse il motivo più importante del loro successo è stato che si sono occupati in egual misura anche delle pressioni e delle scelte che immaginavano emergere dalle loro società. Malgrado ciò, come Clarke stesso ha sottolineato con enfasi, è virtualmente impossibile prevedere i dettagli delle future tecnologie su periodi più lunghi di un secolo in avanti, o forse persino su periodi più brevi. Per prima cosa, è virtualmente impossibile prevedere in dettaglio quali alternative diverranno tecnicamente realizzabili su un intervallo di tempo di qualsiasi lunghezza. Perché? Semplicemente perché se si potesse prevedere tutto con chiarezza, probabilmente si riuscirebbe a raggiungere quelle stesse cose in molto meno tempo, ammesso che ci sia la volontà di farlo. Un secondo problema è che risulta ugualmente difficile fare supposizioni sul carattere dei cambiamenti sociali che hanno maggiori probabilità di accadere. Considerate tali incertezze, guardare avanti è come costruire una torre di ragionamenti molto alta e sottile. Tutto quello che sappiamo con certezza è che una tale costruzione è inaffidabile.
Come si potrebbe costruire con maggiore buon senso? Anzitutto le fondamenta devono essere ben stabili, e Drexler ha costruito sulle aree più fondate della conoscenza odierna. Per proseguire, si dovrebbe supportare ogni passo che giunga ad una conclusione importante arrivando a questa lungo più di una strada, prima di intraprendere il passo successivo. E questo perché, in mancanza di un tale modo di procedere ed a causa delle così tante incognite, nessun singolo ragionamento potrebbe essere sufficientemente robusto da sostenersi in piedi da sé. In conformità a questo criterio, Drexler fornisce supporti molteplici per ogni argomento importante. In definitiva non si fida mai completamente del suo giudizio personale su tali argomenti poiché tutti noi abbiamo, senza esserne consapevoli, desideri e timori che condizionano il modo in cui pensiamo.

Ma a differenza della maggior parte degli iconoclasti, per molti anni Drexler ha esposto queste idee, con coraggio ed apertamente, sia agli scettici più conservatori che ai più visionari sognatori e pensatori appartenenti a serie comunità scientifiche (come quella che ruota attorno al MIT). Egli ha sempre ascoltato attentamente quello ciò che gli dicevano i suoi interlocutori, ed in qualche caso ha anche modificato di conseguenza le proprie opinioni.

Motori di Creazione si apre con la perspicace osservazione che quello che possiamo fare dipende da quello che possiamo costruire. Questo conduce ad una attenta analisi dei possibili modi di ammucchiare atomi. Quindi Drexler domanda: "Che cosa potremmo costruire con questo meccanismo di accatastamento d'atomi?". Per prima cosa, potremmo fabbricare macchine assemblatrici persino molto più piccole delle cellule viventi, e fabbricare materiali più forti e più leggeri di qualsiasi altro materiale attualmente disponibile. Quindi, migliori navette spaziali. Quindi, minuscoli dispositivi che possano viaggiare lungo i capillari per entrare nelle cellule viventi e ripararle. Quindi, la capacità di curare le malattie, invertire le devastazioni dell'età e rendere i nostri corpi più veloci o più forti di prima. E potremmo anche fabbricare macchine tanto piccole da avere la dimensione di un virus, macchine che lavorerebbero a velocità che nessuno di noi può ancora pienamente apprezzare. Ed a quel punto, una volta che avremmo imparato come fare tutto questo, potremmo avere la possibilità di assemblare questa miriade di minuscole parti in macchine intelligenti basate, forse, sull'impiego di migliaia di miliardi di nanoscopici dispositivi che elaborino in parallelo e che producano descrizioni, le confrontino con degli schemi precedentemente memorizzati, ed utilizzino le memorie di tutti i loro precedenti esperimenti. Per cui queste nuove tecnologie potrebbero cambiare non soltanto i materiali che usiamo per modellare il nostro ambiente fisico, ma anche le attività che potremmo essere in grado di perseguire all'interno di qualsiasi tipo di mondo che costruiremo.

Ora, tornando al problema posto da Arthur C. Clarke riguardo la difficile previsione di ciò che accadrà in un tempo superiore ai cinquanta anni da oggi, vediamo che si tratta di una affermazione persino quasi discutibile, tenuto conto degli argomenti che Drexler tratta. Una volta avviato il processo di "accatastamento" di atomi nello schema voluto, un periodo di "soli cinquant'anni" potrebbe comportare maggiori trasformazioni di tutte quelle che abbiamo visto fin da tempi prossimi al medioevo. Tuttavia, a dispetto di tutto quello che sentiamo dire a riguardo delle moderne rivoluzioni tecnologiche, mi sembra che esse non abbiano fatto una gran differenza nelle nostre vite lungo l'ultimo mezzo secolo trascorso. La televisione ha davvero cambiato il mondo? Sicuramente meno di quanto avesse già fatto la radio ed ancora meno di quanto l'avesse cambiato il telefono. E che dire degli aereoplani? Hanno semplicemente ridotto i tempi di viaggio da giorni ad ore e per di più dopo che ferrovie ed automobili li avevano già ridotti da settimane a giorni! Ma Motori di Creazione ci porta sulla soglia di cambiamenti genuinamente significativi; la nanotecnologia potrebbe avere più effetto sulla nostra esistenza materiale di quello già comportato dalle ultime due grandi invenzioni in questo dominio: ossia la sostituzione dell'uso di travi e pietre con metalli e cementi e lo sfruttamento dell'elettricità. Allo stesso modo, possiamo paragonare i possibili effetti della Intelligenza Artificiale a proposito di come pensiamo e come potremmo giungere a pensare su noi stessi, solo con due altre precedenti invenzioni: quelle del linguaggio e della scrittura.
Presto saremo faccia a faccia con queste prospettive ed opzioni. Come dovremmo agire nel gestirle? Motori di Creazione spiega come queste nuove alternative potrebbero essere indirizzate verso molte delle nostre più vitali preoccupazioni umane: verso benessere o povertà, salute o malattia, pace o guerra. E Drexler non offre un mero catalogo di neutrali possibilità, ma una moltitudine di idee, nonché proposte di punti di partenza per cominciare a valutare queste idee.

Motori di Creazione è il miglior tentativo mai presentato e così dotato di lungimiranza, per prepararci a pensare a quel che potremmo diventare se dovessimo persistere nel creare nuove tecnologie.

Marvin Minsky
Donner Professor of Science
Massachusetts Institute of Technology


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Ringraziamenti  

Le idee esposte in questo libro sono state forgiate da molte menti. Tutti gli autori hanno un debito incalcolabile nei confronti dei precedenti scrittori e pensatori, e le sezioni dedicate alle note e ai riferimenti bibliografici forniscono un parziale riconoscimento del mio debito. Ma anche altre persone hanno avuto una influenza più immediata attraverso la lettura e la critica completa o parziale di svariati saggi, articoli e bozze, che di fatto sono stati gli antenati della attuale versione di questo libro. I loro contributi si sono espressi in forme che vanno da brevi lettere a critiche, e da suggerimenti a revisioni estese e dettagliate; a tutti loro va riconosciuto molto del merito per l'evoluzione del manoscritto verso la sua forma e il suo contenuto attuale. In ogni caso mi attribuisco la responsabilità di tutte le sue pecche residue.

In proposito, vorrei avere il piacere di ringraziare Dale Amon, David Anderson, Alice Barkan, James Bennett, David Blackwell, Kenneth Boulding, Joe Boyle, Stephen Bridge, James Cataldo, Fred e Linda Chamberlain, Hugh Daniel, Douglas Denholm, Peter Diamandis, Thomas Donaldson, Allan Drexler, Hazel Drexler, Arthur Dula, Freeman Dyson, Erika Erdmann, Robert Ettinger, Mike Federowicz, Carl Feynman, David Forrest, Christopher Fry, Andy, Donna, Mark, e Scott Gassmann, Hazel e Ralph Gassmann, Agnes Gregory, Roger Gregory, David Hannah, Keith Henson, Eric Hill, Hugh Hixon, Miriam Hopkins, Joe Hopkins, Barbara Marx Hubbard, Scott A. Jones, Arthur Kantrowitz, Manfred Karnovsky, Pamela Keller, Tom e Mara Lansing, Jerome Lettvin, Elaine Lewis, David Lindbergh, Spencer Love, Robert e Susan Lovell, Steve Lubar, Arel Lucas, John Mann, Jeff MacGillivray, Bruce Mackenzie, Marvin Minsky, Chip Morningstar, Philip Morrison, Kevin Nelson, Hugh O'Neill, Gayle Pergamit, Gordon e Mary Peterson, Norma e Amy Peterson, Naomi Reynolds, Carol Rosin, Phil Salin, Conrad Schneiker, Alice Dawn Schuster, Rosemary Simpson, Leif Smith, Ray Sperber, David Sykes, Paul Trachtman, Kevin Ulmer, Patricia Wagner, Christopher Walsh, Steve Witham, David Woodcock, ed Elisa Wynn. Poiché questa lista è stata compilata da archivi incompleti e mucchi di manoscritti annotati, mi scuso con coloro che potrei aver dimenticato. Devo ringraziamenti ulteriori a coloro che hanno partecipato a svariati incontri, tenutisi al MIT ed altrove, poiché hanno sollevato domande che mi hanno aiutato a raffinare queste idee e la loro presentazione.

Per il loro aiuto ed incoraggiamento, vorrei anche ringraziare il mio agente, Norman Kurz, ed i miei assistenti editoriali, James Ralmes, Dave Barbor, e Patrick Filley. Infine, per alcuni contributi di eccezionale qualità ed importanza, durante tutto questa fatica, vorrei ringraziare Mark S. Miller e, più di tutti, Christine Peterson. Senza il suo aiuto, non avrei potuto rendere tutto ciò possibile.

K. Eric Drexler


Parte Prima: I FONDAMENTI DELLA PREVISIONE

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Postfazioni, Glossario, Note e Bibliografia




Estropico