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23 dicembre 2004 |
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LIBRI: La singolarita' e' vicina, di Raymond Kurzweil |
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Un'anticipazione sulla prossima pubblicazione di Ray Kurzweil, in concomitanza con l'arrivo su Estropico della traduzione italiana dei primi tre capitoli del suo ultimo lavoro (Viaggio Fantastico). |
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Ray Kurzweil e' un inventore / scrittore / imprenditore di successo, la cui lunga carriera e' stata recentemente premiata con il "Lemelson Prize" del MIT (un premio per "invenzione e innovazione" che comporta, oltre al prestigio, un assegno di mezzo milione di dollari). L'interesse di Kurzweil per il rapporto uomo-computer inizia all'eta' di 15 anni (quando scrive un algoritmo in grado di comporre musica) e da allora ha prodotto un insieme di visioni del nostro futuro fra le piu' affascinanti (o sconcertanti, a seconda del punto di vista). Dopo quella pragmatica "road map" personale verso il futuro che e' Viaggio Fantastico, in "The Singularity Is Near", Kurzweil torna a concentrarsi sul nostro futuro post-umano e su quel momento storico descritto come una "singolarita' tecnologica" durante il quale la rapidita' senza precedenti del progresso tecnoscientifico portera' alla convergenza fra corpo e macchina e alla fusione fra mente e computer. "The Singularity Is Near" continua ed espande i temi gia' affrontati in "The Age of Spiritual Machines " (il cui primo capitolo e' disponibile in italiano su Estropico) e descrive la civilizzazione che emergera' da tali sconvolgimenti, se riusciremo a non autodistruggerci. Sara' necessariamente una civilizzazione in cui vivremo in continuo bilico fra il reale e il virtuale e in cui tali termini perderanno il loro significato originale. Una societa' in cui l'intelligenza operera' da un substrato non-biologico miliardi di volte piu' veloce e potente di quello biologico a cui siamo oggi legati, con tutte le relative conseguenze. Un mondo in cui invecchiamento, inquinamento, carestie e persino la morte saranno stati confrontati e domati. |
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Un articolo su Wired: Kurzweil's Future Coming Fast |
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"The Singularity Is Near" su Amazon |
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21 dicembre 2004 |
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SOCIETA'/SALUTE: La societa' aperta fa bene alla salute. Piu' un paese e' democratico e migliori sono le condizioni di salute della sua popolazione. |
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Nulla di sorprendente, verrebbe da dire, dato che i paesi liberi tendono anche ad essere i paesi piu' ricchi, mentre molti dei paesi piu' poveri sono oppressi da varie forme di regimi dittatoriali. Pero', i ricercatori spagnoli hanno tenuto conto, nei modelli matematici creati per l'analisi, delle differenze nel livello di affluenza, disparita' sociale e disponibilita' di servizi pubblici in ognuno dei paesi presi in considerazione. Ebbene, anche includendo tali fattori, le societa' aperte rimangono quelle "piu' sane". Il team del ricercatore spagnolo Carlos Alvarez-Dardet della Universidad de Alicante ha analizzato lo stato di salute (aspettativa di vita, mortalita' infantile, mortalita' materna) delle popolazioni di paesi classificati come "liberi", "parzialmente liberi" e "non liberi". Il risultato e' che i primi come stato di salute generale della popolazione sono i paesi liberi, seguiti da quelli parzialmente liberi, mentre gli ultimi sono quelli non liberi. Non e' possibile stabilire quale specifico fattore influisca positivamente sui fattori presi in esame nelle societa' democratiche, ma i ricercatori indicano, come possibile spiegazione, il fatto che nelle societa' aperte l'accesso a fonti di informazione e' meno difficile, l'esistenza di network sociali e gruppi di pressione e' permessa e i governanti dimostrano una maggiore attenzione ai bisogni dei governati. I ricercatori spagnoli suggeriscono anche la possibilita' di utilizzare l'introduzione di regole democratiche come indirette misure di salute pubblica, mirate, sul lungo termine, a ridurre la mortalita' generale di una popolazione, controbilanciando l'impatto negativo di situazioni di indigenza o di disparita' sociali - un autentico approccio futurizzante. |
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Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal: |
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Effect of democracy on health: ecological study |
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18 dicembre 2004 |
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CRIONICA/IBERNAZIONE UMANA: Esempi naturali di crionica |
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Il Corriere della Sera di lunedì 13 dicembre (Pag. 20) si occupa delle rane boschive del Nord America e della loro abilita' di sopravvivere ai rigori invernali tramite l'ibernazione. |
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Si tratta di un adattamento evolutivo che e' anche presente in altri animali, ma che le rane boschive sfruttano al meglio: all'avvicinarsi dell'inverno si proteggono dal danno da congelamento producendo un antigelo naturale e accumulando grasso, il quale e' poi trasformato in glucosio (un'altra sostanza che offre protezione, a livello cellulare, contro il danno da congelamento). Cosi' protette, le rane boschive sopravvivono al congelamento del 65% del proprio organismo (la parte composta d'acqua). Dall'articolo: "Se riuscissimo a fare come le rane boschive [...] ci si aprirebbero nuove frontiere. Si potrebbero trapiantare organi dopo mesi o almeno settimane. Si potrebbero fermare un cervello colpito da ictus o il cuore di un infartuato e operare su di essi, e poi 'resuscitare' i pazienti. O ibernare una persona e risvegliarla anni dopo." Visto che qui siamo su Estropico e non sul Corriere, non possiamo non commentare che glicerolo e antigelo sono le due sostanze base del trattamento pre-congelamento utilizzate nella pratica sperimentale conosciuta come crionica, o con il meno preciso termine di "ibernazione umana". E possiamo solo essere d'accordo con la prima parte della dichiarazione di uno degli esperti intervistati, Boris Rubisnky dell'universita' della California: "Non c'e' nulla di magico nelle rane, e' questione di chimica. Tuttavia ogni organismo ha le sue caratteristiche, ed e' troppo presto per sperimentare sugli esseri umani". Certamente, non sarebbe etico sottoporre a congelamento una persona in buona salute, in quanto non sarebbe possibile, con le conoscenze e le tecniche correnti, riportare tale persona in vita. Ma se questa persona fosse in punto di morte? O se fosse appena stata dichiarata "morta" da personale medico? E se, infine, potessimo intravedere il possibile arrivo di tecnologie in grado di riparare i danni e di ripristinare la salute del paziente? |
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Un'altro articolo, sulla stessa pagina, affronta l'argomento dal punto di vista filosofico, ("Il sogno di risvegliarsi in un mondo migliore"). L'autore, Giorello Giulio, esprime un sentimento che non possiamo non condividere: "E come notava (1905) un [...] grande scienziato-filoso Ernst Mach, nell'impresa tecnico-scientifica capire significa anche poter imitare, 'trasferendo' in un apparato apposito il processo osservato in natura. S'intravede così una prima, importante applicazione di quel che si e' scoperto alla conservazione degli organi destinati ai trapianti. Per dirla coi contestatori del Sessantotto, questo e' solo l'inizio: e continua la lotta contro la sofferenza, la malattia, la morte." |
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Gli articoli del Corriere: |
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Dalle rane del ghiaccio il segreto dell' ibernazione |
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Il sogno di risvegliarsi in un mondo migliore |
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La pagina sulla crionica/ibernazione umana di Estropico |
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15 dicembre 2004 |
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TRANSUMANESIMO: TransVision 2005. Verso un Nuovo Mondo: per una vita migliore, piu' sana, piu' lunga, per tutti. |
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La conferenza internazionale transumanista per il 2005 si terra' a Caracas, in Venezuela, dal 22 al 24 luglio 2005. Arthur C. Clarke fra i partecipanti (in video-conferenza). La conferenza, la prima TransVision in Sud America, e' organizzata dalla Associazione Transumanista Venezuelana in collaborazione con la World Future Society Venezuela e l'Universidad Simón Bolívar (spesso descritta come il MIT del Venezuela). Il programma e' ancora fluido, ma il tema centrale sara' l'impatto delle tecnologie per l'incremento delle capacita' umane sullo stato di salute della popolazione mondiale e sullo sviluppo economico. La conferenza seguira' i tre temi centrali del rapporto fra transumanesimo e allungamento e incremento della vita; fra transumanesimo e nuove tecnologie; fra transumanesimo e i paesi in via di sviluppo: prosperita' globale, salute e sviluppo economico. Le seguenti sono alcune delle presentazioni finora annunciate: Il transumanesimo e i paesi in via di sviluppo; La storia del transumanesimo, di Max More; Arte e transumanesimo, di Natasha Vita-More; Oltre lo spazio e l'umanita', di Arthur C. Clarke. Fra gli altri partecipanti: Nick Bostrom, Anders Sandberg, Robert Bradbury, Robin Hanson, Gregory Stock. |
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10 dicembre 2004 |
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BIOTECNOLOGIE: Arrivano le cellule artificiali. Un promettente sviluppo bio-medico e un importante passo avanti verso la Vita Artificiale. |
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Fabbriche di proteine delle dimensioni di un batterio sono state create da ricercatori della Rockefeller University a New York, "impacchettando" i macchinari intracellulari necessari per la produzione di proteine in una membrana artificiale insieme alle materie prime necessarie (ammino acidi). Non si tratta di vere e proprie cellule e non si possono ancora definire viventi, in quanto non hanno la capacita' di dividersi e quindi replicarsi, ma rappresentano un importante passo avanti verso la creazione di "vita artificiale". Al momento, possono produrre proteine solo per qualche giorno, ma gia' si accenna a possibili applicazioni mediche per la produzione di proteine con proprieta' terapeutiche (come per esempio l'insulina) che sono oggi prodotte con micro-OGM. Essendo sistemi molto piu' semplici, le cellule artificiali potrebbere essere piu' facilmente adattate per la produzione delle specifiche proteine desiderate. L'ambizioso obiettivo dei ricercatori e' ora quello di inserire le molecole necessarie alla divisione nella membrana artificiale, permettendo alle cellule di dividersi come batteri e creando in tal modo il primo esempio di vita artificiale. |
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L'articolo su Nature: Artificial cells take shape. Bacterium-sized 'protein factories' are a step along the road to synthetic life. |
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7 dicembre 2004 |
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NANOTECNOLOGIE: Sistemi autoreplicanti |
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Robert Freitas e Ralph Merkle si occupano di un tema nanotecnologico fondamentale e spesso incompreso, quello dell'autoreplicazione. |
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Macchine cinematiche (definizione) autoreplicanti ("Kinematic Self-Replicating Machines", Landes Bioscience 2004) offre una panoramica della voluminosa letteratura teorica e sperimentale riguardante i sistemi fisici autoreplicanti, in particolare le macchine cinematiche autoreplicanti del titolo, cioe' quei sistemi in cui loro propria replicazione e' intrapresa non da software, ma da oggetti fisici. Dopo un breve periodo di intensa attivita' negli anni '50 e, in seguito, negli anni '80, il settore ha ricevuto un'ulteriore spinta negli ultimi anni, con il riconoscimento della fattibilita' della nanotecnologia molecolare. Un'ulteriore spinta e' poi venuta dalla realizzazione che certi sistemi autoreplicanti sono sufficientemente semplici da consentire esperimenti pratici di laboratori con sistemi funzionanti. |
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27 novembre 2004 |
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MEDICINA ANTI-INVECCHIAMENTO: Assegnato il primo premio "Topo Matusalemme" per la ricerca anti-invecchiamento. Topi di laboratorio di mezza eta' ritrovano le energie della gioventu' (e vivono piu' a lungo) grazie alla restrizione calorica. |
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Il 21 novembre, nel corso della conferenza della Societa' Americana di Gerontologia, a Washington, il direttore della Methuselah Foundation, Aubrey de Grey, ha consegnato il premio al Dr. Stephen Splinder per uno studio presentato su "Proceedings of the National Academy of Science of the USA" l'aprile scorso. La novita' rappresentata dall'esperimento e' che i benefici della restrizione calorica sono stati ottenuti in animali dell'eta' di 19 mesi, cioe' l'equivalente della mezza eta' umana (tipicamente, gli studi sulla restrizione calorica impongono una dieta ferrea sin dallo svezzamento). Inoltre, la dieta del gruppo di controllo e' stata del 10% in meno del fabbisogno "normale", evitando così di paragonare il gruppo "ristretto" con un gruppo di controllo obeso. Riducendo gradualmente la dieta del gruppo di topi sperimentale fino al 40% in meno di quello di controllo, ma evitando accuratamente la malnutrizione, Spindler ha ottenuto un allungamento del 15% della vita media e massima dei topini a dieta e una riduzione dei casi di tumore. Il livello di vitalita' dei topi sperimentali, rispetto a quelli di controllo, e' evidente da un filmato disponibile sul sito della Biomarker, l'azienda che ha condotto l'analisi genetica (RNA epatico) degli animali. Nel giro di due mesi, l'espressione genetica (epatica) dei topi a dieta a cominciato ad assomigliare a quella tipica di animali da anni sottoposti a restrizione calorica, dimostrando che non e' mai troppo tardi per ottenere i benefici di questa dieta - almeno per i topi. La Methuselah Foundation dispone di un fondo-premi di mezzo milione di dollari donati da persone che non sono piu' disposte a subire passivamente l'invecchiamento e le malattie che esso comporta. Creando un incentivo finanziario alla ricerca medica per il ringiovanimento e per l'allungamento della vita nel topo di laboratorio, il doppio obiettivo della fondazione e' quello di incoraggiare il progresso scientifico nel settore e di avvertire il grande pubblico della possibilita' che le terapie oggi sperimentate sui topi, potrebbero, in un futuro non troppo lontano, essere disponibili nella farmacia sotto casa. |
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24 novembre 2004 |
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LIFE EXTENSION - Muscolatura geneticamente modificata |
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Un articolo apparso sul numero di Agosto 2004 di Le Scienze si occupa delle prospettive e delle problematiche etiche che si presenteranno quando le nuove terapie geniche saranno disponibili. |
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Un'introduzione: vi sono tre tipi di muscolatura - cardiaca, liscia e scheletrica. E' quest'ultima che qui ci interessa, ed e' quella che si puo ammirare in body-builders alla Schwarznegger. La muscolatura scheletrica si puo' dividere a sua volta in fibre veloci e fibre lente, ed e' soggetta ad un drammatico calo di volume e potenza con l'avanzare dell'eta' (in particolare le fibre veloci, le piu' vulnerabili), in un processo sconcertantemente analogo a quanto accade a chi e' affetto da distrofia muscolare. Inoltre, il mantenimento di una muscolatura scheletrica e' energicamente dispendioso, ragion per cui l'evoluzione ci ha selezionati provvisti di opportuni meccanismi che tendono a conservare uno stretto rapporto fra dimensioni del muscolo e sua attivita. Insomma, non si diventa dei Maciste stando a casa a gurdare la TV... La novita e' che, una volta compresi i meccanismi di anabolismo e catabolismo muscolare, il dott. H. Lee Sweeney dell'universita' di Pennsylvania, ha scoperto un modo eccezionalmente potente e semplice per potenziare l'anabolismo muscolare. Ha ingegnarizzato un virus adenoassociato (scelto per la sua facilita' di infettare solo le cellule muscolari scheletriche) reso innocuo, inserendovi poi all'interno un gene sintetico del fattore di crescita muscolare prodotto dalla muscolatura sotto sforzo, il IGF1. Poi ha iniettato il tutto nei topi. Risultato: sia la massa muscolare che la velocita' di crescita sono aumentate del 15-30% rispetto ai gruppi di controllo; prevenzione dell'indebolimento muscolare nei topi piu anziani; mantenimento della capacita generativa dell'eta giovanile. Risultati analoghi o ancora piu potenti, andando a selezionare topi geneticamente modificati in grado di sovraesprimere il gene IGF1. Non si sono rilevati effetti collaterali degni di nota, ne' tracce di IGF1 nel flusso ematico. Un altro approccio e' quello di somministrare farmaci antagonisti della miostatina (in sviluppo, per ora con scopi zootecnici), il cui meccanismo di azione, anche se non ancora completamente chiarito, limita la crescita muscolare. Le razze bovine Belgian Blue e Piemontese sono esempi degli effetti, causati da una mutazione naturale, della mancanza (o, meglio, l'inefficacia) della miostatina. Sembra quindi che anche questa mutazione sia compatibile con la vita e non comporterebbe effetti collaterali rilevanti. Topi OGM sprovvisti di questo fattore, tanto per cambiare, hanno sviluppato muscolature invidiabili per volume e qualita'. |
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A questo punto, alcune considerazioni e possibili scenari, in on'ottica estropica. E' probabile che, entro una decina di anni, queste tecniche saranno rese disponibili e saranno (in maniera anche economica) in grado di curare agevolmente molti tipi di distrofia muscolare e di combattere efficacemente uno dei maggiori effetti collaterali della vecchiaia, l'atrofizzazione della muscolatura scheletrica e tutto tutto il suo corredo di disagi (non autosufficienza, debolezza, fratture...) L'affrancarci da questo giogo a cui e' dovuta sottostare l'intera umanita' per tutta la sua storia, credo sara' considerato come una delle piu' grandi conquiste della medicina di tutti i tempi e della terapia genica in particolare. Per i piu' giovani, vorra' dire anche poter pensare con piu serenita' alla vecchiaia dei propri cari. L'autore fa notare come un atleta geneticamente modificato sarebbe praticamente impossibile da smascherare, oltre al fatto che un campione europeo di sollevamento pesi "soffra" naturalmente di questa mutazione. Inoltre sono gia' stati rilevati piu di 90 (90!) geni o regioni cromosomiche in grado a vario titolo di influire sulle performance atletiche. Il problema e' evidente: con test su grande scala sui bambini delle elementari, ad esempio, i governi saranno potenzialmente in grado di selezionare ed avviare alla pratica sportiva quei giovani provvisti di un certo patrimonio genetico anziche' un altro. Questo apre scenari molto interessanti: da un parte gli stati che rifiuteranno di ricorrere, per motivi etici, a questi screening si dovranno accontantare di poche e pochissime medaglie alle olimpiadi, ma soprattutto, gli atleti che useranno terapie geniche per migliorare le loro prestazioni, saranno praticamente impossibili da smascherare. Ma anche se fosse possibile, essi potranno sempre appellarsi al fatto che i loro avversari "selezionati" geneticamente hanno nei loro confronti un inaccettabile vantaggio competitivo (vedasi a questo proposito il fondista finlandese due volte medaglia d'oro Eero Mantyranta, in grado di avere, grazie ad una specifica mutazione genetica, una risposta migliorata all'eritropoietina). Insomma, molto probabilmente l'etica dei giochi olimpici dovra' adeguarsi (prima o poi, certo...) e ritenere non punibili le tecniche di selezione e miglioramento genico. E questo principio diverra', inevitabilmente, un formidabile e potentissimo "cavallo di Troia" per la diffusione di concetti transumanisti. |
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19 novembre 2004 |
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SPAZIO: Nel 2005 la prima vela solare? (finanziata da privati) |
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Piccolo e' bello? Uno sforzo relativamente piccolo, ma agile e spinto dalla passione, batte i ben piu' sostanziali, ma lenti e burocratici, sforzi pubblici. |
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Dopo il successo di SpaceShipOne, un altro team finanziato dal settore privato sta per tentare un'impresa spaziale innovativa. La Planetary Society ha annunciato il lancio di Cosmos 1 per il 1 marzo 2005, il compleanno di Carl Sagan fondatore e presidente dell'associazione sino al momento della morte, |
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nel 1996. La decisione finale sulla data sara' presa pero' dalla marina russa, assoldata dall'associazione americana per il lancio, in base alle condizioni metereologiche. Il lancio avverra' da un sottomarino in piena immersione, su di un vettore Volna (un missile intercontinentale riciclato dai tempi della guerra fredda). Sebbene molti progetti di vele solari siano stati proposti e sebbene NASA, ESA e le agenzie spaziali russa e giapponese abbiano dei piani di ricerca e sviluppo in questa direzione, Cosmos 1 e' il primo ad essere realizzato. Le vele solari utilizzano la pressione dei fotoni esponendo enormi "vele" alla luce del sole. Questo modello di navigazione spaziale offrirebbe un semplice e pratico sistema di propulsione per i viaggi interstellari. Una volta posizionata in orbita, la vela della navicella dispieghera' tutti i suoi 600 metri quadrati divisi in otto pannelli e sara' visibile a occhio nudo dalla superficie terrestre. |
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16 novembre 2004 |
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DICONO DI NOI: L'anima in un chip. Un articolo su Il Tempo di sabato 13 novembre cita Estropico e il concorso Biochip 2005 a proposito di uploading e interfaccia computer/cervello. |
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Un articolo positivo, nonostante il titolo poco promettente ("L'ultima follia di due ricercatori statunitensi: trasferire la coscienza umana nel cyberspazio"). Dall'articolo: L'ANIMA in un chip, come una cassetta nel videoregistratore, un dvd nel lettore multimediale, una scheda nel telefonino. Il concetto e' lo stesso, cambia solo l'ingombro mentale dell'immagine. Fantascienza? Probabilmente. Ma il noto esperto di robotica Hans Moravec (già docente alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh) e il suo collega Alexander Chislenko hanno teorizzato la possibilita' di scaricare la personalita' umana nei computer, come fosse un comunissimo file, e abbandonare il corpo come un sacco vuoto. Nell'attesa i fans del futuro aspettano, sperano e cercano di contribuire al raggiungimento del traguardo finale. Entro il giugno del 2005, il sito internet Estropico (su proposta del professor Carlo A. Pelanda) ha lanciato il concorso Biochip: invita chiunque a presentare progetti (in italiano o inglese) per «esplorare, attraverso una varietà di idee originali, l'interfaccia tecnologia/mercato e cercare di capire quali configurazioni di mente siano industrialmente realizzabili, almeno con ragionevole probabilità iniziale». Il desiderio di non essere non solo umani è tanto. I fan del futuro sono parecchi, organizzati e "ribattezzati": si chiamano extropiani [se il sito si chiama Estropico, si chiameranno estropici, no?! NdR], transumanisti, post-umanisti, tecnognostici. Vorrebbero che la tecnologia riuscisse a sconfiggere la morte, malattia incurabile, la decadenza delle membra, la vecchiezza. Credono che un giorno gli scienziati arriveranno a scrivere la stroria della creazione cyborg con questo incipit: in principio l'uomo creò i robot a sua immagine e somiglianza. Sostengono l'adozione dei cibi geneticamente modificati. Sono convinti che l'essere umano non sia un prodotto finito ma da migliorare. Sono tifosi dell'hi-tech integralista: il digitale in sostituzione del biologico, il sintetico in alternativa del naturale. |
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13 novembre 2004 |
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NANOTECNOLOGIE: Il nanotech rinnega suo padre? Tre articoli di Wired (tradotti su Boiler.it) si chiedono se il settore delle nanotecnologie sia sfuggito di mano al suo creatore, Eric Drexler. |
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Non c'e' dubbio che Eric Drexler possa essere definito il padre della nanotecnologia, come dimostrato dalla prima pubblicazione scientifica sul tema, dalla principale opera di diffusione (Motori di creazione - L'era prossima della nanotecnologia), dallo studio tecnico di possibili nanosistemi (Nanosystems) e dalla continua opera del suo Foresight Institute. Sostenere, pero', che il "nanotech" gli sia sfuggito di mano, come sostengono gli articoli di Ed Regis, e' una chiara esagerazione giornalistica. Dopotutto, lo sviluppo delle nanotecnologie non e' un qualcosa che possa essere veramente controllato, né da Drexler, né da istituzioni scientifiche o da governi. Lo si potrebbe descrivere come il nostro naturale approdo tecnoscientifico e in quanto tale esso e' immune, sul lungo termine, ad influenze di questo genere. L'obiettivo di Drexler e del Foresight Institute e' sempre stato molto piu' realistico: avvertire il grande pubblico e la comunita' scientifica delle potenzialita', sia positive che negative, delle nanotecnologie in modo di essere preparati al loro arrivo. Quello che sta succedendo ora e' che le prime applicazioni nanotecnologiche cominciano ad arrivare sul mercato, ma si tratta di nanomateriali (per esempio, vernici dotate di particolari proprieta' conferitegli da nanoparticelle) e non di nanosistemi. L'enfasi e' quindi sul breve termine e sugli enormi giri d'affari dei prossimi anni. Cio' e' indubbiamente un fatto positivo, in quanto attira ulteriore interesse ed investimenti nel settore, ma comporta un rischio, che si e' in parte gia' avverato. Concentrandosi sul breve termine si trascurano le molto piu' significative possibilita' che rimangono per ora al di la' dell'orizzonte del business, cioe' la visione drexleriana di una nanotecnologia avanzata: nanorobot e manifattura molecolare. Il Congresso americano ha recentemente approvato il "21st Century Nanotechnology Research and Development Act" dal quale sono stati rimossi, all'ultimo momento, i finanziamenti per gli studi sulla fattibilita' della manifattura molecolare e questa e' indubbiamente una sconfitta per Drexler e per tutti i sostenitori dello sviluppo nanotecnologico piu' avanzato (fra i quali Estropico si schiera senza esitazione). Non si dimentichi pero' la lezione della |
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storia: l'America ebbe bisogno dei ripetuti shock impartiti dai sovietici con il primo satellite (Sputnik, 1957) e il primo uomo in orbita (Yuri Gagarin, 1961) per lanciarsi nella corsa, poi vinta, allo spazio. Oggi, shock simili potrebbero arrivare da Cina o India, entrambe molto interessate alle nanotecnologie e non solo alle loro prime, rudimentali, applicazioni. |
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La polemica Drexler/Smalley - Di questa polemica, Estropico si e' gia' ampiamente occupato. Si noti che gli articoli di Regis danno ampio spazio ai detrattori della manifattura molecolare (Richard Smalley), ma molto meno ai suoi sostenitori e alle loro argomentazioni sulla sua fattibilita'. Inoltre, l'ovvia dimostrazione della fattibilita' della manifattura molecolare, cioe' il fatto che tutti i sistemi viventi la pratichino quotidianamente, e' completamente ignorata da Regis, per non parlare di cio' che gia' possiamo fare, in termini di assemblaggio atomo-per-atomo, con la microscopia elettronica a scansione e simili strumenti. |
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Pettegolezzi - Infine, alcune correzioni sui commenti "gossip" dell'articolo: la fine del matrimonio fra Drexler e Christine Peterson e' storia di qualche tempo fa e, giusto per restare in tema di pettegolezzi, pare che Drexler sia gia' in una nuova relazione; il fatto che si sia trasferito in un piccolo appartamento (fatto utilizzato nell'articolo per dare una generale impressione di malinconico declino) e' una non insolita conseguenza di qualunque divorzio; infine, un divertente errore di traduzione che fara' piacere alla ex signora Drexler: "wife of twenty-one years" voul dire che Christine Peterson e' stata sposata con Drexler per ventun anni, non che quella sia la sua eta'! |
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11 novembre 2004 |
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CRIONICA: il progetto Timeship. Un articolo della rivista di architettura L'Arca, sul visionario (dal punto di vista architettonico, ma non solo) progetto Timeship. |
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Come arrivare ad un futuro in cui la malattia sia stata eliminata e le cause genetiche dell'invecchiamento siano state rimosse? La risposta e' con un viaggio nel tempo non in senso fantascientifico, ma pratico: con la crionica. Timeship ("nave" o "macchina del tempo") e' il progetto di un edificio di 24.000 metri quadrati destinato a divenire un importante centro di ricerca medica (terapie anti-invecchiamento ed estensione della vita), nonche' di ricerca e di pratica crionica. L'edificio potra' contenere 50.000 "pazienti" in biostasi (sospensione crionica, ibernazione umana o congelamento che dir si voglia) ed e' stato progettato con particolare attenzione alla sicurezza. L'articolo, scritto per L'Arca dall'architetto responsabile del progetto, Stephen Valentine, si occupa del progetto dal punto di vista architettonico, analizzando il simbolismo adottato per accompagnare i pionieri del freddo in un futuro post-umano e offre dettagliate informazioni sull'immagazzinamento crionico e sulle attivita' di ricerca che i sostenitori e finanziatori del progetto (tra i quali la Life Extension Foundation) intendono portare avanti nella Timeship. |
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3 novembre 2004 |
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OGM: Un appello contro gli inutili neoluddismi anti-OGM. Una lettera aperta, pubblicata sul Il Foglio, contro l'atteggiamento neo-luddista del ministro per le politiche agricole e forestali. |
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Lettera aperta al Sig. Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi |
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Il ministro per le Politiche agricole e forestali, On. Gianni Alemanno, ha assunto la guida di un movimento d'opinione ostile all'introduzione sul territorio italiano degli organismi geneticamente modificati (OGM). Questa campagna è culminata nella proposta di un decreto legge che vorrebbe impedire la semina di OGM e che consentirebbe solo alcune attività di ricerca, peraltro destinate alla sola tracciabilità e valutazione e non allo sviluppo di nuovi OGM di interesse anche nazionale. Noi sottoscrittori di questo appello ci rivolgiamo al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, affinché si opponga - come ha già fatto in passato - a questo provvedimento. Riteniamo, infatti, che si tratti di una proposta antiscientifica, illiberale e nociva per l'economia italiana. L'avversione nei riguardi degli OGM non ha base scientifica: non v'è prova che i prodotti finora commercializzati in molte parti del mondo e da molti anni anche in Italia (si pensi, ad esempio, alla soia o al mais) siano pericolosi per la salute umana o per l'ambiente. La stessa Chiesa Cattolica ha riconosciuto, con un documento della Pontificia Accademia delle Scienze, le opportunità offerte dagli OGM in termini di miglioramento della condizione umana, nel mondo occidentale e ancor più nei Paesi in via di sviluppo. Il bando degli OGM è illiberale, sia verso i produttori che verso i consumatori, che verrebbero privati della possibilità di scelta messa a disposizione dal progresso tecnologico. Gli agricoltori che volessero investire nel biotech per aumentare la propria competitività sui mercati globali con il decreto Alemanno si vedrebbero condannati a restare ben lontani dai sistemi agricoli più avanzati che da anni si avvalgono delle conquiste dell'ingegneria genetica. Riteniamo, infine, che separare, come fa il ministro Alemanno, le attività di ricerca e sperimentazione da quelle di semina e commercializzazione sia un grave errore. La ricerca scientifica ha un valore in sé e contemporaneamente aiuta l'uomo a vivere meglio. Avrebbe poco senso affrontare l'impresa scientifica relativa agli OGM, se poi non venisse concessa la possibilità di applicarne i risultati. Per tutte queste ragioni noi, scienziati, intellettuali, accademici, giornalisti e cittadini di questo Paese esprimiamo l'auspicio che l'iniziativa dell'On. Alemanno venga arginata e che anche in Italia la libertà d'iniziativa e la libera ricerca scientifica siano rispettate e tutelate. Tra i firmatari: Rino Cammilleri, Alessandro Cecchi Paone, Raimondo Cubeddu, Renato Farina, Giuliano Ferrara, Oscar Giannino, Giordano Bruno Guerri, Alberto Mingardi, Carlo Pelanda, Angelo Maria Petroni, Renato Angelo Ricci, Francesco Sala, Antonio Socci, Riccardo Viale |
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23 ottobre 2004 |
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ROBOTICA: Scenari alla "Io Robot" fra tre anni? |
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Non proprio, ma uno studio delle Nazioni Unite prevede forte crescita per l'uso di robot (sia industriali che domestici). La crescita potrebbe essere talmente vigorosa da risultare in un parco-robot mondiale sette volte le dimensioni di quello odierno. E la novita' e' che non si tratterebbe solo di robot industriali, ma anche di robot per applicazioni domestiche: tagliare l'erba, passare l'aspirapolvere (o essere l'aspirapolvere), etc. Secondo lo studio, condotto per la International Federation of Robotics, il parco-robot-domestici mondiale era di piu' di 600.000 unita' nel 2003 (la stragrande maggioranza aspirapolveri alla Roomba, prodotto dalla iRobot) e sara' di piu' di quattro milioni nel 2007. Entro quella data si prevede anche l'arrivo di altri "specialisti" quali lavafinestre e pulisci-piscine, per non parlare del settore dei robot-giocattolo, sempre piu' tecnologicamente avanzati e gia' oggi piu' numerosi dei robot domestici. Lo studio dell'ONU sostiene che entro il 2010 i robot non solo laveranno i nostri pavimenti, ma anche che la loro presenza sara' di routine nell'assistenza ai disabili, nelle operazioni chirurgiche e in situazioni di emergenza (incendi, terremoti, etc). Ci stiamo quindi avvicinando agli scenari hollywoodiani di Io Robot? Restano certamente molti ostacoli di carattere tecnico, ma dal punto di vista economico la tendenza e' chiara: i prezzi sono in calo, la performance dei robot in vendita comincia finalmente ad essere accettabile e la domanda e' in netta crescita. |
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13 ottobre 2004 |
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NANOTECNOLOGIE: "Una speranza per il futuro o un vaso di Pandora?" |
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Un webcast di Sage Crossroads con Mike Treder, direttore del Center for Responsible Nanotechnology, della World Transhumanist Association e dell'Extropy Institute. Mike Treder e' in piena forma in questo webcast in compagnia di Robert Best dell'Universita' del Sud Carolina e presenta con attenzione una roadmap per lo sviluppo nanotecnologico: dai nanomateriali di oggi, alla produzione industriale molecolare di domani. I temi trattati includono la sicurezza delle nanoparticelle, la possibilita' di abusi, la emergente lobby anti-nanotecnologica, le potenzialita' della nanomedicina sia per curare che per incrementare, e il transumanesimo, visto come positiva, ma non priva di problematiche, conseguenza dello sviluppo di una nanotecnologia matura. SAGE Crossroads e' un progetto di Science Magazine e della Alliance for Aging Research, il cui scopo e' di esplorare l'impatto tecnoscientifico sull'invecchiamento. Chiunque sia interessato al tema trovera' sicuramente almeno un webcast di interesse, nell'archivio. Estropico consiglia "How Soon Will We Be Able to Control Aging?" con Aubrey de Grey e, per un punto di vista diametralmente opposto, "Ageless Bodies and Happy Souls: The Future of Aging in a Biotech Era", con Leon Kass, il bioconservatore direttore del Consiglio del Presidente USA sulla Bioetica. |
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4 ottobre 2004 |
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BIO-CONSERVATORI: Francis Fukuyama si conferma alfiere del bio-conservatismo |
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Pubblicato online l'attacco di Francis Fukuyama al progetto transumanista. Dal sito di Foreign Policy: Fukuyama "ci mette in guardia dai pericoli nascosti nell'uso della biotecnologia per renderci piu' forti, piu' intellingenti, meno violenti e per farci vivere piu' a lungo. L'apparente ragionevolezza del progetto e' parte della sua pericolosita'. E' probabile che cederemo di fronte a tali tentazioni senza renderci conto dello spaventoso prezzo morale che dovremo pagare." |
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L'articolo e' disponibile con registrazione free a Foreign Policy (clicca qui). |
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Estropico ha pubblicato due risposte al duro attacco di Fukuyama: |
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24 settembre 2004 |
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ALLUNGAMENTO DELLA VITA: Colpo grosso per il progetto Topo Matusalemme. Mezzo milione di dollari per i promotori del concorso Methuselah Mouse Prize. |
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L' "X Price" e' un concorso teso ad incoraggiare il coinvolgimento del settore privato nella corsa alla colonizzazione spaziale. Il Methuselah Mouse Prize e' un concorso teso ad incoraggiare la ricerca di terapie anti-invecchiamento. Cosa hanno in comune? Entrambi sono una reazione alla mancanza di risultati, nelle rispettive aree di competenza, da parte delle agenzie del settore pubblico. Il concorso Topo Matusalemme, inoltre, intende far realizzare al grande pubblico come l'invecchiamento altro non sia che una malattia degenerativa che e' possibile, in principio, curare. Dimostrando come cio' sia possibile su topi di laboratorio, i promotori intendono attirare l'attenzione dell'opinione pubblica, e quindi ulteriori fondi, verso quest'area di ricerca. Fa quindi piacere la notizia che le due iniziative ora hanno qualcos'altro in comune: l'X Price ha offerto agli organizzatori del Premio Topo Matusalemme fondi per mezzo milione di dollari ed un impegno di sostegno finanziario a lungo termine. "Con questo contributo vogliamo dimostrare che concorsi di questo genere possono non solo portarci nello spazio, ma possono anche migliorare come viviamo e come invecchiamo" ha dichiarato Peter H. Diamandis, fondatore dellX Price. |
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23 agosto 2004 |
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IMMORTALISMO: Il primo libro dell'Immortality Institute: The Scientific Conquest of Death. Essays on Infinite Lifespans |
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Una raccolta di articoli sulla ricerca e sull'eticita' di una cura per quella malattia degenerativa di cui tutti soffriamo: l'invecchiamento. La prima pubblicazione dell'Immortality Institute sara' disponibile in ottobre. Il libro e' diviso in due parti, una raccolta di articoli firmati da personalita' del mondo scientifico come Marvin Minky, Aubrey de Grey, Robert Freitas e una di articoli da rappresentanti di punta dell'immortalismo internazionale come Ray Kurzweil, Max More e Nick Bostrom. Con titoli come "Nanotecnologia e altre strategie per l'immortalita' biologica", "La guerra all'invecchiamento", "Progressi verso la cyber-immortalita'" e "Superlongevita' senza sovrappopolazione", questo e' un libro che non puo' non essere di interesse per i lettori di Estropico. |
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SCIENCE: Biomedicine, Nanotechnology and other strategies: Biological Immortality, Rose; The War on Aging, de Grey; The Dream of Elixir Vitae, Magalhaes; Therapeutic Cloning, West; Nanomedicine, Freitas, Human Body Version 2.0, Kurzweil; Progress Toward Cyberimmortality, Bainbridge; Will Robots Inherit the Earth? Minsky; Medical Time Travel: A Question of Science, Wowk. |
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PERSPECTIVES: Ethics, Sociology and Philosophy: Some Ethical and Theological Considerations, Mellon; Superlongevity without Overpopulation, More; Upsetting the Natural Order, Treder; The Self-Defeating Fantasy, Rabkin; Time Consciousness in Very Long Life, Clynes; Confessions of a Proselytizing Immortalist, Vyff; Some Problems with Immortalism, Best; An Introduction to Immortalist Morality, Geddes; Should We Fear Death? Blackford; Why Longer, Healthier Life? Bostrom. |
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13 agosto 2004 |
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SPAZIO & IBERNAZIONE: Sei mesi in ibernazione verso Marte |
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L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) esplora la possibilita' di utilizzare l'ibernazione per missioni su Marte e i pianeti esterni del sistema solare. E buona parte della ricerca e' Made in Italy. "Non sappiamo ancora se sia fattibile" dice su Nature Marco Biggiogera, dell'Universita' di Pavia , ma non e' piu' fantascienza. Secondo Mark Ayre, della sezione Advanced Concepts dell'ESA, ci vorranno almeno dieci anni per realizzare dei sistemi di ibernazione utilizzabili per missioni spaziali, ma Ayre e i suoi colleghi hanno gia' cominciato a prendere in considerazione gli studi necessari per realizzarli. L'ibernazione sarebbe la soluzione ideale per molti dei problemi dei viaggi interplanetari: permetterebbe di trasportare meno cibo e ossigeno per l'equipaggio e aiuterebbe gli astronauti a sopportare viaggi della durata di alcuni decenni, come quello verso Saturno. Una delle aree di ricerca piu' promettenti e' oggi quella su una sostanza chiamata DADLE (D-Ala,D-Leu-enkephalin). Iniettata in animali da laboratorio, DADLE ha fatto scattare il meccanismo dell'ibernazione in piena estate e ha rallentato le attivita' di colture di cellule umane in provetta. Il prossimo passo sara' la sperimetazione di DADLE in animali non normalmente dotati dell'abilita' di ibernarsi. |
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9 agosto 2004 |
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GENETICA: OGM? Olimpiadi Geneticamente Modificate |
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"Genetically Modified Athletes", appena pubblicato in Gran Bretagna, si occupa dell'inevitabile arrivo sulla scena degli atleti geneticamente modificati. Olimpiadi del 2012... Gli atleti sui blocchi, pronti per i cento metri... All'improvviso un gruppetto di ecofondamentalisti in tute bianche (Greenpeace?) irrompe sulla pista impedendo lo svolgimento della gara... Prima di essere trascinati via di peso dalla polizia, riescono a sventolare uno striscione: "No agli atleti-frankenstein!" Fantascienza? Si, ma fino a quando? La recente storia di copertina di Scientific American e il recentissimo "Genetically Modified Athletes" saranno anche dovuti al fatto che le Olimpiadi stanno per cominciare, ma sempre piu' sembra che steroidi anabolizzanti ed EPO stiano per essere resi obsoleti dalla prossima generazione di terapie geniche. Alcuni temono che gia' alle olimpiadi di Atene, potrebbero esserci degli AGM (Atleti Geneticamente Modificati). Dopotutto, presso la University College Medical School di Londra e' gia' stato creato un sistema per incrementare la massa muscolare tramite manipolazione genetica e la University of Pennsylvania ha creato un 'topo Schwarzenegger' con il 50% di massa muscolare in piu' rispetto ai topi non incrementati. La novita' interessante di Genetically Modified Athletes e' che l'autore si dichiara favorevole all'uso delle nuove technologie per la creazione di super-atleti. In un articolo sull'Observer, Andy Miah dichiara che gli Atleti Geneticamente Modificati saranno una conseguenza indiretta della ricerca medica diretta a migliorare la nostra salute. Secondo Miah, la manipolazione genetica potrebbe essere un'alternativa meno rischiosa dell'odierno abuso di medicinali, se regolata e praticata apertamente. Miah conclude l'articolo con una affermazione profondamente transumanista: l'applicazione della genetica nello sport rappresenterebbe "una affermazione della nostra inerente identita' tecnologica. Abbiamo molto da guadagnare e poco da perdere. Sono secoli che giochiamo a fare Dio". |
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4 agosto 2004 |
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FUTUROLOGIA: La guerra nel 2034 |
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L'impatto delle nuove tecnologie sulle capacita' belliche del prossimo futuro. |
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Dal punto di vista estropico, l'articolo in questione soffre indubbiamente di forte miopia... le conseguenze dell'utilizzo di nanomateriali (giubbotti antiproiettile ai nanotubi, per esempio) sono completamente ignorate, per non parlare di sistemi nanotecnologici piu' avanzati. Nonostante cio', quest'articolo da un sito di strategia militare rimane interessante - basta anticipare la data di una quindicina d'anni... Come sara', quindi, il campo di battaglia nel, diciamo, 2020? L'umile fante sara' ormai un quasi-cyborg, dotato di sensori e computer indossabili, protetto da un'armatura probabilmente integrata ad un esoscheletro con tanto di sistema di climatizzazione. La comunicazione con gli altri componenti del proprio plotone e con la sala controllo operazioni avverra' via satellite, su canali sia audio che video. Ma l'innovazione piu' importante, secondo l'articolo, sara' l'arrivo di sistemi bellici automatizzati robot da guerra capaci di cercare e distruggere il nemico autonomamente e senza supervisione umana. Nonostante le probabili proteste, appena una nazione li mettera' sul campo di battaglia, le altre nazioni non potranno non seguirne l'esempio. I robot combatteranno contro altri robot sempre piu' frequentemente e gli esseri umani fisicamente presenti sul campo di battaglia diverranno sempre piu' rari. |
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2 agosto 2004 |
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SPAZIO: Il "da Vinci Project" un concorrente per SpaceShipOne |
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La corsa dei privati verso lo spazio continua. Un team canadese scende il pista con la navetta Wild Fire Mark VI. L'"X-Prize" e' un premio teso ad incoraggiare il coinvolgimento del settore privato nella corsa alla colonizzazione spaziale tramite un premio di 10 milioni di dollari per il primo progetto privato che portera' un razzo pilotato e riutilizzabile ad un'altitutdine di 100 Km. Il primo successo e' stato quello di SpaceShipOne, ma per vincere il premio il team dovra' ora ripetere l'impresa (la data del secondo lancio e' il 29 settembre). Nel frattempo, un altro dei 26 progetti iscrittisi all'X-Prize e' sceso in campo: il progetto, guidato da Brian Feeney, in Toronto, intende utilizzare un pallone aerostatico ad elio per trasportare il razzo Wild Fire ad un'altezza di oltre 24.000 metri, per poi lanciarlo nel tentativo di raggiungere l'obiettivo: i 100 Km di altitudine. Il lancio avverra' quest'autunno. Essendo uno sforzo del settore privato, la concorrenza non solo e' inevitabile, ma anche benvenuta dagli impazienti fautori della colonizzazione spaziale, delusi dai tempi lunghi delle agenzie spaziali di stato. |
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22 luglio 2004 |
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ROBOETICA: "Anno 2035. Affidiamo loro le nostre case, i nostri figli, le nostre vite
ma possiamo fidarci?" Le tre leggi della robotica di Asimov non sono sicure. |
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In occasione dell'uscita (in America) delladattamento cinematografico di Io, robot di Asimov, il Singularity Institute for Artificial Intelligence invita alla riflessione tramite il sito web "Le tre leggi non sono sicure". Il sito "3 Laws Unsafe" parte dal presupposto che intelligenze artificiali dalle capacita intellettuali equivalenti a quelle umane saranno un giorno una realta e che le tre leggi della robotica non saranno sufficienti a guidare tali esseri, lasciandoci esposti a significativi pericoli. Non si dimentichi, infatti, che le tre leggi furono ripetutamente utilizzate da Asimov come espediente narrativo teso ad esplorare i problemi del rapporto fra esseri umani e robot. Per quanto possano sembrare adeguate allo scopo, nella loro semplicita le tre leggi ignorano le complesse interazioni fra senso comume e moralita tipiche degli esseri umani benevoli. Senza tali interazioni, non possiamo pretendere che una futura intelligenza artificiale sia a sua volta benevola nei nostri confronti. E interessante notare che alcuni fan di letteratura fantascientifica abbiano lanciato una petizione online nel tentativo di convincere la 20th Century Fox a non usare il titolo del classico di Asimov per il film, in quanto questultimo sarebbe assolutamente non fedele alla trovata centrale del romanzo di Asimov e cioe che le tre leggi della robotica non sono mai violate dai suoi personaggi robotici e che i problemi che essi incontrano sono dovuti proprio al fatto che le tre leggi sono seguite alla lettera. Il sito 3 Laws Unsafe presenta una serie di articoli dedicati ai pregi ed ai difetti delle tre leggi ed alla ricerca di strategie piu raffinate per instillare in futuri robot la benevolenza necessaria ad evitare gli scenari catastrofici descritti nel film Io, robot. Fra i molti autori degli articoli si segnalano Greg Bear (autore di fantascienza hard) e Anders Sandberg (pensatore transumanista). |
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14 luglio 2004 |
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ALLUNGAMENTO DELLA VITA: "Viaggio fantastico: come vivere sufficientemente a lungo da poter vivere per sempre". Un nuovo libro di Ray Kurzweil, in collaborazione con Terry Grossman |
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Ray Kurzweil e' un inventore, imprenditore e scrittore di successo. E' anche un alfiere dell'immortalismo, la filosofia che vede come moralmente giusta la ricerca tecnoscientifica dell'immortalita', o quantomeno dell'allungamento indefinito della vita in buone condizioni di salute. La nuova pubblicazione ("Fantastic Voyage: Live Long Enough to Live Forever" di prossima uscita sul mercato americano) si propone di dimostrare come l'estensione radicale della vita umana sia ormai quasi a portata di mano e offre un programma pratico per rallentare il processo dell'invecchiamento e per evitare le malattie tipiche della terza eta'. Il programma e' descritto come aggressivo e basato su informazioni biomediche allo stato dell'arte. Lo scopo dichiarato e' quello di estendere la vita per arrivare in buona salute al giorno in cui piu' avanzate terapie, oggi in fase di studio, saranno finalmente disponibili. Dapprima si trattera' di interventi di tipo genico/biotecnologico, i quali, a loro volta, permetteranno di arrivare in buona salute alla rivoluzione promessa da nanotecnologia e intelligenza artificiale, la quale, a sua volta, permettera' interventi ancor piu' radicali, spalancando le porte ad aspettative di vita potenzialmente senza limite. In una recente intervista ad una radio americana (vedi sotto) Kurzweil descrive tale strategia come "tre ponti" verso il futuro. Il primo "ponte" e' gia' disponibile (dieta, esercizio, supplementi alimentari, etc) e Kurzweil stima l'arrivo di terapie di ringiovanimento biotecnologiche (il secondo "ponte") intorno al 2015, mentre le nanotecnologie avranno un impatto sulla nostra longevita' entro i dieci anni successivi. |
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12 luglio 2004 |
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ASCENSORE SPAZIALE Un cavo di nanotubi per la colonizzazione spaziale |
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Disponibili online le presentazioni della recente terza conferenza internazionale sullo "space elevator" |
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Quella dell'ascensore spaziale e' una rivoluzionaria strategia per sfuggire all'orbita terrestre: viaggiando lungo un cavo verticale disteso fra una piattaforma equatoriale e lo spazio, un ascensore spaziale permettera' il trasporto di satelliti, navi spaziali, parti di stazioni orbitali, etc, a costi estremamente ridotti se paragonati a quelli dei metodi attuali. Non piu' relegato ai libri di fantascienza, l'ascensore spaziale e' ormai alla fase di ricerca e sviluppo. "The Space Elevator: 3rd Annual International Conference" si e' tenuta dal 28 al 30 giugno 2004 a Washington DC ed ha affrontato il tema da tutti gli aspetti possibili ed immaginabili come dimostrato dalle 38 presentazioni ora messe a disposizione online: non solo tecnologie e materiali (con particolare attenzione ai nanotubi), ma anche gli aspetti economici, politici e di marketing. |
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8 luglio 2004 |
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In arrivo a settembre (sul mercato americano) latteso seguito di "Ghost in the shell", il cult-film di animazione giapponese. Cartoni animati su Estropico?! Non si sottovaluti il potere della cultura pop nel creare una mitologia moderna e, in questo caso, intrinsecamente, tormentatamente transumanista. "Ghost in the shell" e' un film di animazione giapponese del '96 che e' divenuto un cult-movie grazie alle atmosfere rarefatte che descrive, atipiche in un genere famoso in particolare per le frenetiche scene d'azione (che comunque non mancano certo). E' anche stato l'evidente "ispirazione" di molte scene di Matrix, a cominciare dal famoso schermo a caratteri verdi in caduta verticale. La trama racconta di agenti speciali bionici alle prese con criminali altrettanto incrementati in una megalopoli giapponese del prossimo futuro, ma l'aspetto di interesse estropico e' la sensibilita' con cui viene esplorata la relazione di amore/odio che i vari personaggi hanno con la propria natura di esseri piu'-che-umani. Ghost in the shell 2 promette di approfondire il discorso nel raccontare la storia di un cyborg-poliziotto dal corpo quasi completamente artificializzato che mantiene la propria umanita' nella forma dei propri ricordi. Nel dare la caccia ad un androide creato per il piacere sessuale che si trasforma in pluriomicida, il protagonista inevitabilmente invoca lo spettro di un certo Rick Deckard in un altro film di successo che si confronto' con identita', memoria e artificializzazione del corpo... Ghost in the shell 2 e' stato presentato al festival di Cannes. |
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5 luglio 2004 |
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NANOTECNOLOGIE: Nanotechnology News Network |
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Un interessante sito russo da aggiungere ai favoriti, sezione nanotech. In due recenti articoli "Nanotechnology News Network" intervista Robert Freitas e si occupa di progetti nanomedici. |
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"Robert A. Freitas Jr ha tre lauree (fisica, psicologia e legge) e ha pubblicato piu' di 100 studi, libri e articoli su diversi temi scientifici, tecnologici e legali. E' l'autore di Nanomedicine, la prima opera ad affrontare gli aspetti tecnici dell'uso della nanotecnologia molecolare e dei sistemi nanotecnologici medici. La nanomedicina puo' essere descritta come il monitoraggio, la riparazione, la costruzione ed il controllo di sistemi biologici umani a livello molecolare tramite nanomeccanismi e nanostrutture ingegnerizzati" |
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Uno studio di ingegneria teorica simula semplici sistemi nanorobotici semoventi per interventi medici al livello della singola cellula e ne analizza alcuni sotto-sistemi. Un progetto completo di riparazione cellulare e' al di la' degli obiettivi dello studio, il quale si concentra invece sugli aspetti relaviti alla simulazione delle parti e delle funzioni di tale teorico nanosistema. Che tipo di robot sara'? Dovra' potersi muovere nel sistema circolatorio e nei tessuti del corpo umano. Dovra' avere un accurato sistema di navigazione. Dovra' essere costruito con materiali immunocompatibili (diamondoidi?) Avra' bisogno di braccia telescopiche per intervenire su superfici cellulari. L'articolo include una serie di dettagliate immagini, per dare un'idea dell'aspetto che i discussi sistemi nanomedici potrebbero assumere. |
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3 luglio 2004 |
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Transvision e' una conferenza annuale organizzata dalla World Transhumanist Association. Quest'anno si terra' a Toronto dal 5 all'8 di agosto 2004. Artisti, scienziati, filosofi e attivisti interessati alle prospettive aperte dal progresso tecnoscientifico si sono dati appuntamento ad agosto in Canada per analizzare e discutere le potenzialita' della "condizione postumana" prossima ventura. A guidarci in questa esplorazione saranno esperti provenienti da diversi, ma convergenti, settori quali cibernetica, intelligenza artificiale, genetica, nanotecnologia e gerontologia, nonche' cyborg-artisti quali Steve Mann (da molti considerato l'inventore del wearable computer) e Stelarc. "La nostra capacita' di dirigere l'evoluzione umana e' un tema che diviene piu' scottante con ogni nuovo passo in avanti tecnologico" dichiara George Dvorsky, organizzatore della conferenza. "E' naturale che cresca l'interesse verso quelle tecnologie che aprono la strada all'incremento delle capacita' umane e ad un futuro transumano." La conferenza include un seminario dal titolo "Fede, transumanesimo e speranza" su un tema finora poco discusso: il rapporto fra transumanesimo e religione/spiritualita'. Nonostante in passato transumanesimo e fede religiosa siano stati spesso visti come incompatibili, un recente sondaggio della World Transhumanist Association ha rilevato che una importante minoranza, circa un quarto, dei propri iscritti si descrive come fedele di una qualche religione (circa una dozzina di dottrine diverse). E' quindi evidente come questo sia un tema che, per quanto delicato, non puo' essere ignorato. I partecipanti a Transvision 2004 includono il filosofo transumanista Nick Bostrom dell'Universita' di Oxford (fondatore della World Transhumanist Association), il biogerontologo dell'Universita' di Cambridge Aubrey de Grey (ideatore del programma "Senescenza Negligibile Ingegnerizzata"), Ronald Bailey (giornalista pro-tecnologia presso la rivista Reason), Max More (fondatore dell'Extropy Institute) e altri. |
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25 giugno 2004 |
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NANOTECNOLOGIA La scienza e l'arte dei "nanofiori" |
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Un mazzo di fiori nanotecnologico vince il concorso di fotografia scientifica del Dipartimento di Ingegneria dell'Universita' di Cambridge. La vincitrice e' Ghim Wei Ho, una studentessa in nanotecnologia impegnata nella creazione di nuovi materiali con caratteristiche utili per applicazioni pratiche. Nel corso del suo lavoro ha scattato una serie di fotografie (prese con un microscopio elettronico a scansione) di nanostrutture "cresciute" da gocce di gallio su di una superfice di silicio che, oltre alle caratteristiche estetiche, posseggono anche caratteristiche fisiche che le rendono interessanti per nuove applicazioni pratiche quali vernici idrorepellenti e cellule solari ad alta efficienza. |
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23 giugno 2004 |
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ECOFONDAMENTALISMO Lecoterrorismo e riconosciuto dalla FBI come la principale forma di terrorismo domestico negli Stati Uniti. Un articolo di Wired si occupa del preoccupante fenomeno. |
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Le organizzazioni nel mirino dell'FBI sono l'Animal Liberation Front, il Earth Liberation Front e Stop Huntington Animal Cruelty, ma tali gruppi operano tramite cellule isolate e usando spessi nomi diversi. Secondo Gary Perlstein, un professore della Portland State University che si occupa di eco-terrorismo dal punto di vista accademico, questo fenomeno continua ad essere sottovalutato: "Non abbiamo preso in seria considerazione il terrorismo prima dell11 settembre. Finche' [gli eco-terroristi] non uccideranno qualcuno, le aziende [biotecnologiche] non li prenderanno seriamente". Si noti che e' stata solo una questione di fortuna se una serie di attacchi incendiari ecoterroristici non hanno causato vittime. I danni economici causati da circa 1100 atti criminali commessi da ecofondamentlisti si aggirano intorno ai 110 milioni di dollari, a partire dal 1976 negli USA - senza contare gli esperimenti abbandonati e per non parlare dei costi che non e' possibile quantificare: quanto valgono alcuni anni di ritardo nello sviluppo di terapie antitumorali? |
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Una serie di link sull'universo ecoterrorista (sopratutto in inglese, vista la scarsita' di simili siti italiani): |
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21 giugno 2004 |
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SPAZIO: Coronata da successo la prima missione privata nello spazio |
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Raggiunti i 16km di altitudine, il White Knight ha lanciato la SpaceShipOne che ha poi raggiunto l'altezza di 100km. Dopo essere usciti dall'atmosfera terrestre, ma senza entrare in orbita, SpaceShipOne ed il suo pilota, l'ultrasessantenne Mike Melvill, sono rientrati planando come lo Shuttle nel deserto californiano. |
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Commento: dopo le delusioni dei vari monolitici programmi spaziali statali, la speranza e' che il successo di oggi apra lo spazio allo sfruttamento commerciale come motore economico della colonizzazione spaziale. Un articolo su Estropico esamina il perche' del ritardo nella colonizzazione spaziale e giunge ad una conclusione che sembra anticipare gli eventi di oggi: I privati alla conquista dello spazio, di Guglielmo Piombini |
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15 giugno 2004 |
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CYBORG Un esoscheletro parziale permette di trasportare enormi carichi su lunghe distanze |
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Le potenziali applicazioni includono il trasporto di equipaggiamento militare su terreni difficili, piu' efficaci operazioni di salvataggio in aree colpite da terremoti, etc, e sistemi deambulatori per disabili. Stephen Jacobsen della Sarcos di Salt Lake City vuole portare gli esoscheletri nella nostra realta' quotidiana. Finanziato dal "Department of Defense" americano, a cui non sfuggono certo gli ovvi vantaggi militari degli esoscheletri, Jacobsen ha sviluppato un prototipo di esoscheletro parziale (nel senso che che incrementa solo le capacita' degli arti inferiori del corpo) che permette di salire le scale con 90 kg di carico sulle spalle, ma con il minimo sforzo. Cosa frena l'adozione di sistemi esoscheletrici per applicazioni pratiche? Le fonti di energia rimangono uno dei problemi principali. Quelle del prototipo di Jacobsen includono pompe idrauliche esterne e un motore a scoppio delle dimensioni di uno zaino. Solo quando queste saranno di dimensioni piu' ridotte e parte integrante del design gli esoscheletri potranno uscire dai laboratori e trasformarsi in veri e propri robot da indossare ("wearable robots"). |
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13 giugno 2004 |
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NANOTECNOLOGIA I naniti auto-replicanti sono possibili: lo conferma uno studio della General Dynamics Advanced Information Systems per conto della NASA. |
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Un meccanismo nanotecnologico auto-replicante e con applicazioni pratiche potrebbe essere meno complesso del previsto e fattibile in dieci anni, secondo lo studio in questione. Le recenti polemiche fra nano-scettici e nano-visionari sembrano gia' lontane e il consenso comincia a dirigersi verso la visione "drexleriana" di naniti programmabili e auto-replicanti. Lo studio commissionato dalla NASA conclude, sorprendendo molti, che non solo la costruzione di un sistema molecolare auto-replicante e' possibile, ma anche che esso potrebbe essere "meno complesso di un chip di Pentium IV". Di conseguenza, potremmo vederne i primi esempi a partire dal 2014. Ancora piu' sorprendente e' il fatto che quello della General Dynamics e' l'unico studio americano dedicato ai sistemi auto-replicanti negli ultimi venti anni, una lacuna che nessuna nazione puo' piu' permettersi. |
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7 giugno 2004 |
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SPAZIO Prima missione spaziale finanziata da privati |
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La ditta californiana Scaled Composites spera di divenire la prima organizzazione non-governativa a raggiungere l'orbita terrestre. La data fissata per lo storico tentativo e' il 21 giugno 2004. Dal deserto californiano del Mojave, uno speciale aereoplano, il White Knight portera' la navetta SpaceShipOne (foto) ad un'altitudine di 14 Km. A quel punto la navetta si sgancera' e il pilota accendera' i motori per portarsi a 100 Km dalla superficie terrestre, cioe' a livello sub-orbitale, dove conta di rimanere per circa tre minuti. "Ogni volta che SpaceShipOne prende il volo, dimostra che quantita' relativamente modeste di fondi privati possono significativamente allargare gli orizzonti delle tecnologie spaziali commerciali" afferma Paul Allen (finanziatore del progetto e co-fondatore di Microsoft). |
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4 giugno 2004 |
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ALLUNGAMENTO DELLA VITA "Rejuvenation Research" la rivista scientifica dedicata alla ricerca nel settore della biogerontologia |
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Il "Journal of Anti-Aging Medicine" viene rilanciato con un nuovo titolo ed un nuovo direttore. |
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Il nuovo direttore e' Aubrey de Grey, il ricercatore dell'Universita' di Cambridge che ha recentemente lanciato un concorso per la creazione di un "topo Matusalemme", allo scopo di promuovere la ricerca scientifica sullinvecchiamento. Nella sua lettera di presentazione ai propri lettori (inglese, PDF) De Grey annuncia la nuova direzione della rivista, in particolare l'enfasi verso la pubblicazione di risultati da tutte le aree della ricerca biologica che potrebbero contribuire allo sviluppo di terapie anti-invecchiamento, ma che sono spesso ignorate dai biogerontologi in quanto estranee alla loro specializzazione, nonostante siano estremamente promettenti. Ottimi esempi sono quelli delle cellule staminali e delle terapie geniche. Particolare attenzione sara' dedicata agli interventi mirati al ringiovanimento di modelli animali (mammiferi), nonche' al potenziale impatto socio-politico di aspettative di vita enormemente estese. Il risultato sara un punto di incontro multidisciplinare con il dichiarato obiettivo di facilitare lo sviluppo di una cura per quella malattia degenerativa meglio nota come "invecchiamento". La homepage di "Rejuvenation Research" |
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26 maggio 2004 |
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Il principio di proazione: l'alternativa estropica al principio di precauzione |
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L'Extropy Institute conduce un'autopsia del cosiddetto principio di precauzione evidenziandone la subdola pericolosita' e proponendo un'alternativa che non soffochi il progresso tecnoscientifico. La liberta' di ricercare, sviluppare ed introdurre innovazioni tecnologiche e' di estrema importanza per una societa' moderna, in quanto fonte di crescita economica e di progresso scientifico. La regolamentazione di tale liberta', allo scopo di evitare i possibili impatti negativi di nuove tecnologie, richiede particolari cautele se non si vuole uccidere la gallina dalle uova d'oro del progresso tecnoscientifico. Le raccomandazioni dell'Extropy Institute (emerse dal recente Vital Progress Summit): |
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-Rischi e opportunita' devono essere esaminati alla luce dell'evidenza scientifica disponibile e non giudicati sulla base del mutevole umore dell'opinione pubblica. |
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-Si prendano in considerazione sia il costo delle restrizioni proposte che quello delle opportunita' a cui si dovrebbe rinunciare come risultato della loro introduzione. |
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-Si favoriscano interventi che siano proporzionali alla gravita' di possibili eventi negativi, nonche' alla probabilita' che essi si materializzino. |
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-Si difenda il diritto di sperimentare ed innovare. |
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7 maggio 2004 |
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CRIOBIOLOGIA - Le applicazione terapeutiche dell'ipotermia profonda, lo stadio che precede il congelamento |
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Un articolo di Wired sulla BioTime, l'azienda americana specializzata nella produzione di prodotti per la chirurgia a basse temperature. La BioTime e' una piccola azienda che aiuta i chirughi ad abbassare la temperatura dei propri pazienti sottoposti ad interventi su cuore, cervello e apparato vascolare. l vantaggi degli interventi chirurgici a basse temperature includono piu' tempo a disposizione per un'operazione, ridotte perdite di sangue e minori complicazioni post-intervento. Sono questi vantaggi che hanno contribuito a creare un mercato ormai stimato intorno al miliardo di dollari per il settore, composto da una dozzina di imprese, dell'ipotermia terapeutica. La BioTime offre prodotti che permettono di abbassarne la temperatura di un pazienti fino al confine del congelamento. Il "trucco" da loro utilizzato e' lo stesso che usiamo per l'automobile in inverno: l'antigelo. Hextend, l'antigelo della BioTime e' stato usato in test su animali (babbuini, cani e maiali) ed ha permesso di portarne la temperatura a 1,5 gradi centigradi. A quel punto tutti i segni di vita scompaiono (niente battito cardiaco, niente respirazione, elettroencefalogramma praticamente piatto) e l'animale puo' essere tenuto in questo stato (equivalente alla morte clinica) per ben due ore. Dopodiche', innalzandone la temperatura e facendo ripartire il cuore con uno shock elettrico, l'animale puo' ritornare in vita ed in perfetta salute. Un'altro prodotto dell'azienda americana e' HetaFreeze un crioprotettore che permette di preservare campioni biologici senza danno cellulare. Finora e' stato testato su campioni di pelle e capelli, ma l'obiettivo e' di utilizzarlo per conservare per lunghi periodi di tempo interi organi destinati ai trapianti . Se state pensando che tali prodotti potrebbero anche essere di interesse per l'emergente settore della crionica avete perfettamente ragione. Non a caso, fra i fondatori della BioTime troviamo alcuni pionieri di questa pratica. La BioTime non puo' ancora offrire l'animazione sospesa, ma sta andando sicuramente nella direzione giusta. |
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2 maggio 2004 |
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NANOTECNOLOGIE: Nanomedicina |
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Pubblicato online il volume IIa di Nanomedicine, "Biocompatibility" di Robert A. Freitas Jr. |
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La nanotecnologia molecolare e' stata descritta come il controllo tri-dimensionale di strutture molecolari allo scopo di creare materiali e meccanismi con un livello di precisione fino ad oggi difficilmente raggiungibile. Dato che l'organismo umano si basa su sistemi molecolari, il progresso in campo nanotecnologico apre la strada ad applicazioni mediche potenzialmente rivoluzionarie, il settore emergente della cosiddetta "nanomedicina" (uno dei primissimi esempi di sistemi molecolari nanomedici, per quanto rudimentale se paragonato agli esempi di ingegneria speculativa proposti da Freitas e altri, e' il DNA-computer recentissimamente annunciato da un team di ricercatori israeliano - discusso qui). Freitas e' un pioniere del settore e l'autore di Nanomedicine, un'opera in tre volumi dedicata all'esplorazione delle potenziali possibilita' e dei limiti della nanomedicina. Ad oggi, sono disponibili online i seguenti volumi: |
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"Nanomedicine, Vol. IIB: Systems and Operations" e' in fase di preparazione e la pubblicazione e' prevista per il 2005, mentre "Nanomedicine, Vol. III: Applications" e' previsto per il 2007. |
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29 aprile 2004 |
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Il Lawrence Berkeley National Laboratory getta le basi per una catena di montaggio nanotecnologica |
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I ricercatori americani hanno trasformato dei nanotubi di carbonio in nastri trasportatori per singoli atomi o molecole. Ovviamente, e' gia' possibile posizionare millioni di atomi con i mezzi della chimica moderna, ma tali mezzi rimangono troppo rozzi per la costruzione di strutture nano-meccaniche. Applicando una corrente elettrica a dei nanotubi, i ricercatori hanno creato sufficiente energia termica per far procedere una processione di atomi nella direzione desiderata. In futuro, questo sistema potrebbe evolversi in un quello che e' stato descritto come un "formidabile strumento di nano-assemblaggio". "Per poter costruire una [qualsiasi] struttura bisogna poter trasportare il materiale necessario" dice Chris Regan del Zettl Research Group. "Il nostro sistema di trasporto di massa e' semplice e reversibile, ha solo bisogno di qualche nanotubo, una fonte di energia elettrica e di qualcosa da trasportare." |
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25 aprile 2004 |
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NANOTECNOLOGIE - e-drexler.com |
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Nuovo sito web lanciato da Eric Drexler, autore di Motori di creazione e pioniere della nanotecnologia |
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E-drexler ha molti obiettivi: esaminare gli aspetti scientifici delle tecnologie emergenti; segnalare i risultati dei vari team di ricercatori internazionali; analizzare la direzione presa dalla ricerca in campo nanotecnologico. E-drexler offre anche materiale educativo, bibliografie e link a fonti di informazione nanotecnologica esterni. I primi argomenti ad essere affrontati sono quelli della produzione basata su sistemi nanotecnologici e il "secure distributed computing", due fondamentali aree di sviluppo tecnologico che sono ancora profondamente fraintese. Si raccomandano, fra le molte pagine interessanti, il particolarmente conciso FAQ e le dettagliate animazioni di semplici meccanismi molecolari. Sul sito si annuncia anche il prossimo lancio di un sito parallelo a e-drexler e dedicato all'analisi e discussione dell'impatto globale e politico delle nanotecnologie: metamodern.com |
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8 aprile 2004 |
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CRIONICA Undici nuovi pazienti al Cryonics Institute |
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La CryoSpan chiude e trasferisce gli ultimi pazienti presso il Cryonics Institute. Ventiquattr'ore dopo arriva un'inaspettato paziente. Il 6 aprile il Cryonics Institute ha ricevuto dalla CryoSpan dieci pazienti in biostasi della American Cryonics Society. Da anni la CryoSpan aveva deciso di chiudere e con il trasferimento degli ultimi pazienti (altri erano stati trasferiti alla Alcor qualche tempo fa) puo' finalmente farlo (ed e' rassicurante notare come un'organizzazione crionica sia riuscita a chiudere i battenti senza mettere a rischio i propri pazienti). Il 7 aprile e' arrivato, invece, un paziente "inaspettato". Si tratta di un caso in cui l'opzione della crionica e' stata presa dopo la morte del paziente (in questo caso dal marito). Il problema con queste situazioni e' che l'intervallo fra morte e trattamento pre-sospensione e' spesso prolungato ed e' quindi impossibile evitare un livello di danno cerebrale come e' invece, in genere, possibile con la presenza di uno "stand-by" team pronto ad intervenire in punto di morte. Questi recenti sviluppi portano il totale dei pazienti in biostasi presso il Cryonics Institute a 62. |
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3 aprile 2004 |
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CRIONICA - Risolta positivamente la sfida legale nei confronti della crionica in Arizona |
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Grazie all'intervento del personale della Alcor, il decreto "HB 2637" proposto dal parlamento dell'Arizona (lo stato in cui ha sede la Alcor) e' stato abbandonato. |
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13 marzo 2004 |
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TERRORISMO - In questi giorni di attonito sgomento di fronte alle atrocita' commesse a Madrid, una segnalazione forse off-topic, ma certamente necessaria. |
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Proprio qualche giorno prima della strage madrilena, mi sono imbattuto nella una pubblicita' della European Security Advocacy Group, una organizzazione che si batte contro il terrorismo di qualunque marca politica, religiosa o etnica. I dati raccolti dall'Esag illustrano come, anche prima di questo tragico 11 marzo, il terrorismo fosse un fenomeno europeo: fra il 1991 ed il 2000, infatti, il 31% degli atti terroristici commessi nel mondo ha avuto luogo in Europa. La risposta agli attacchi dei fanatici puo' solo essere "forte, decisa e allo stesso tempo ponderata". Una battaglia, questa si, degna di essere condotta senza se ne ma. Gran parte del sito dell'Esag e' ancora in fase di costruzione, ma e' tradotto in inglese, francese, tedesco e spagnolo e sono anche disponibili, in formato PDF, gli annunci pubblicati su vari mezzi stampa europei. Infine, a proposito del quasi-giustificazionismo che troppo spesso viene spacciato per un tentativo genuino di comprendere le radici del terrorismo, una citazione di Fernando Savater, scrittore basco (dal Corriere del 12 marzo): "E' indecente che, dopo ogni attentato, gli stessi che affermano come la violenza terroristica sia inaccettabile, ci ricordino che tuttavia esiste un conflitto politico." |
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10 marzo 2004 |
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CRIONICA: Mercoledì 3 marzo 2004 un nuovo membro della Alcor e' stato sospeso crionicamente. |
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E' il caso numero 60. Il paziente soffriva di cancro allo stomaco ed e' legalmente deceduto nella sua casa, nella zona di Los Angeles. E' stata la moglie ad accorgersi che il suo cuore aveva cessato di battere. E' stata lei stessa a chiamare il numero di emergenza 911 della polizia di Los Angeles. Nessun tentativo di rianimazione e' stato effettuato. La Alcor ha inviato sul posto il team leader della California meridionale e una squadra di tre tecnici che hanno eseguito il consueto protocollo di progressiva riduzione della temperatura e supporto cardio-polmonare. Stando ai primi risultati degli accertamenti effettuati dal personale della Alcor, il cuore deve aver cessato di battere solo poco prima che la moglie se ne accorgesse e desse l'allarme. Una volta attraversato il confine di stato e raggiunta la sede dell'Alcor, in Arizona, e' iniziata la procedura di sospensione crionica. L'intervento chirurgico e il washout del sangue non hanno presentato problemi. Sono stati notati i segni del trauma ischemico che e' occorso al paziente. Un edema interessa l'emisfero destro del cervello e durante la perfusione con sostanze crioprotettive si e' ridotto. La concentrazione di sostanze crioprotettive ha raggiunto 10.03 Molar. La sera di giovedì 4 marzo la temperatura del paziente aveva raggiunto -110°C. Il suo viaggio nel tempo era iniziato. |
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26 febbraio 2004 |
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VITAL PROGRESS SUMMIT 4 |
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Alcuni passaggi dall'intervento di Robert A. Freitas Jr, autore di Nanomedicine, al convegno on-line organizzato dall'Extropy Institute: "Un corpo sano si deteriora e le sue parti si consumano" osserva il rapporto Beyond Therapy ["Oltre la terapia"]. "Una mente sana diviene piu' lenta e comincia ad avere problemi di memoria". Quando questi cambiamenti clinici avvengono nel giro di qualche ora, giorno, mese o anno, essi sono generalmente riconosciuti come malattie da trattare con le piu' efficaci terapie a disposizione. E' quindi difficile comprendere il motivo per cui simili terapie [che potrebbero essere realizzate in] futuro dovrebbero essere considerate eticamente inaccettabili, solo perche' gli stessi problemi fisiologici che curerebbero, appaiono nel corso di decenni, sotto forma del normale processo di invecchiamento, invece che nel corso di anni. [...] Beyond Therapy convenientemente ignora una tecnologia post-biotecnologica che si trova oggi a due o tre decadi sull'orizzonte dei programmi di ricerca e sviluppo, e che promette l'eliminazione della senescenza biologica ed il mantenimento di una mente e di un corpo sani per periodi di tempo indefiniti, con minimi o inesistenti effetti collaterali. Tale nuova tecnologia implica l'uso di strumenti di nanotecnologia molecoalre e nanorobotica [...] ed e' nota col termine nanomedicina." |
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24 febbraio 2004 |
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VITAL PROGRESS SUMMIT 3 |
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Alcuni passaggi dall'intervento di Christine Peterson, presidente del Foresight Institute, al convegno on-line organizzato dall'Extropy Institute: "Il rapporto Beyond Therapy critica la ricerca medica dedicata a scopi che non siano di cura o prevenzione. Si parla spesso di "dignita' umana" quando si affrontano questi temi e viene spesso sostenuto che gli sviluppi medici in questione danneggerebbero tale dignita'. In America, tradizionalmente, il concetto di dignita' e' collegato a quello di liberta' e abbiamo quindi lasciato [tali scelte] alla discrezione degli individui adulti, come nel caso della chirurgia estetica, che molti considerano inappropriata." "Per quanto riguarda il principio precauzionale, Eric Drexler ha commentato che, nella sua forma "forte", esso rappresenterebbe un profondo cambiamento del modo in cui noi, come specie, affrontiamo l'innovazione. E' tutt'altro che ovvio che tale enorme cambiamento risulterebbe in un mondo con un livello di rischio piu' basso [
] La prima cosa da fare, quando si prende in considerazione il principio di precauzione nella versione "forte" e' di applicarlo a esso stesso [
] Possiamo essere sicuri che porterebbe a risultati positivi? [
] Dobbiamo e possiamo [invece] studiare le tecnologie all'orizzonte in modo di minimizzarne gli aspetti negativi e di massimizzarne i benefici, soprattutto per i meno fortunati di questa nostra societa' globale." |
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23 febbraio 2004 |
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VITAL PROGRESS SUMMIT 2 |
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Alcuni passaggi dall'intervento di Gregory Stock, autore di "Redesigning Humans" al convegno on-line organizzato dall'Extropy Institute: "L'eccessiva cautela che e' parte integrante del principio [precauzionale] e' figlia del benessere duramente conquistato da generazioni precedenti, le quali erano piu' abituate a confrontarsi con incertezza e rischio [
] Il pericolo rappresentato dal principio precauzionale e' piu' ovvio non quando ci sforziamo di immaginare scenari futuri, ma quando prendiamo in considerazione il presente e cerchiamo di immaginare in che stato sarebbe oggi il nostro mondo, se il principio di precauzione fosse stato applicato in passato [
] Se fosse stato implementato nel 1900, oggi vivremmo in un mondo senza contraccezione, antibiotici e medicinali moderni [
] useremmo ancora il carbone per riscaldarci e viaggeremmo su carrozze trainate da cavalli. Televisione e computer non esisterebbero." "La certezza assoluta e' impossibile quando si tratta di nuove tecnologie. Il principio precauzionale porrebbe sostanzialmente fine al progresso tecnologico." |
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20 febbraio 2004 |
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NANOTECNOLOGIE - La mappa mondiale del settore nanotecnologico |
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Nanovip.com pubblica una serie di statistiche aggiornate al gennaio 2004 sulla diffusione mondiale delle aziende del settore nanotecnologico. Non stupira' nessuno sapere che il Nord America domina questo settore con il 62% delle aziende attive e che la California, da sola, e' addirittura il leader mondiale, con 89 aziende. L'Europa e' in seconda posizione con il 24%, grazie soprattutto alla Germania e alle sue 52 aziende nanotecnologiche. Per quanto riguarda l'Italia, lo studio ne indica due, tante quante India, Singapore, Spagna e Gibilterra. L'Asia, sebbene in crescita, rimane al 9% e gli Altri rappresentano solo il 5%. Per i dati completi, clicca QUI |
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17 febbraio 2004 |
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VITAL PROGRESS SUMMIT 1 |
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Il convegno on-line organizzato dallExtropy Institute e finalmente cominciato. Nelle prossime due settimane si discutera di come rispondere alla doppia minaccia rappresentata dai bioconservatori alla Leon Kass (ma anche in Italia i bioconservatori non mancano di certo
) e dal cosiddetto principio di precauzione. Il contributo introduttivo di uno degli ospiti, Ronald Bailey, giornalista della rivista americana Reason: "Lo scontro politico che caratterizzera' il 21mo secolo si sta delineando, sottoforma della battaglia su biologia e biotecnologie. "Importanti movimenti anti-tecnologici saranno in esistenza negli Stati Uniti ed altrove entro il 2030", ha detto Francis Collins [
] direttore del progetto genoma umano del National Institutes of Health. Purtroppo Collins sbaglia di trent'anni. Gia' oggi le forze contrarie alle biotecnologie, alcune politicamente di destra, altre di sinistra, stanno cercando di fermare il progresso nel settore ad ogni livello. La pubblicazione di Beyond Therapy: Biotechnology and the Pursuit of Happiness (Oltre la terapia: biotecnologia e la ricerca della felicita') da parte del Consiglio sulla Bioetica [USA] diretto da Leon Kass e' solo il piu' recente attacco contro la rivoluzione biotecnologica all'orizzonte." Nelle prossime due settimane EstropicoBLOG vi terra' aggiornati su quanto succede al Vital Progress Summit. E' comunque possibile partecipare direttamente (in lingua inglese) con un'iscrizione che va da $5 ("spettatore" accesso a tutte le aree, ma senza possibilita' di contribuire) a $15 per l'accesso completo. |
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30 gennaio 2004 |
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FANTASCIENZA: L'eta' dell'oro - un romanzo del lontano futuro |
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Pubblicato in italiano dalla Editrice Nord "The Golden Age" di John C. Wright, nuovo autore-rivelazione. Che si tratti di un'opera di ovvio interesse estropico e' chiaro dal bollettino dell'editore (disponibile in formato PDF e contenente anche un'intervista con l'autore): "In questo romanzo vengono trattati i temi della nanotecnologia, dell'intelligenza artificiale e della realtà virtuale, oltre a quello della trasformazione della mente e del corpo umano, sullo sfondo di un mondo post-umano bizzarramente razionale. [...] È un'elaborata ed entusiastica celebrazione dell'esotico, del meraviglioso, delle infinite possibilità della condizione post-umana." Gli anglofoni hanno gia' a disposizione i due volumi successivi: |
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29 gennaio 2004 |
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L'Extropy Institute annuncia un "Vital Progress Summit" online per affrontare neo-luddisti e bio-conservatori |
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I recenti attacchi bio-conservatori contro il nostro potenziale futuro postumano hanno preso la forma di un rapporto preparato dal Comitato Bioetico del Presidente degli Stati Uniti ("Beyond Therapy") e della pubblicazione "The New Atlantis", mentre i neo-luddisti usano il principio di precauzione come un'arma, nel tentativo di bloccare i progressi tecno-scientifici cruciali al superamento delle nostre limitazioni di esseri umani. Il "summit", un vero e proprio congresso online, prendera' la forma di interventi presentati da un gruppo di autori che includera' Ronald Bailey, Aubrey de Grey, Raymond Kurzweil, Max More, Marvin Minsky, Christine Peterson, Gregory Stock, Natasha Vita-More, Roy L. Walford, Michael West. Tali interventi potranno essere commentati e criticati tramite un blog creato per l'occasione e tutti i partecipanti potranno sottoporre interventi propri. Lo scopo del summit e' quello di produrre un manifesto che risponda agli attacchi della destra bio-conservatrice e della sinistra neo-luddista, nonche' di creare un network trasversale di organizzazioni, pubblicazioni e gruppi favorevoli al progresso tecnologico ed al superamento della condizione umana. |
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23 gennaio 2004 |
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INTELLIGENZA ARTIFICIALE Lautomazione della ricerca scientifica |
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Un team di ricercatori inglesi ha sviluppato un "robo-scienziato". Nature descrive come il team abbia utilizzato il robo-scienziato, creato dopo cinque anni di sforzi, nel campo della genetica. Il sistema sfrutta tecniche di intelligenza artificiale per produrre ipotesi e per condurre gli esperimenti necessari a testare tali ipotesi, interpretandone i risultati. L'esperimento in questione riguarda l'analisi della funzione dei geni del lievito Saccharomyces cerevisiae, ma il significato dell'esperimento va ben oltre i limiti del settore scelto per testare la funzionalita' del sistema. L'automazione della ricerca scientifica con un sistema di intelligenza artificiale che puo' chiedersi "what if?" ("cosa succederebbe se
?") apre la strada ad un'ulteriore e benvenuta accelerazione del progresso scientifico. |
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10 gennaio 2004 |
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CRIONICA (ibernazione umana): il Cryonics Institute risolve i recenti problemi con le autorita' del Michigan e ottiene i permessi necessari ad operare un "cimitero" |
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Dopo alcuni mesi di incertezza, il Cryonics Institute (C.I.) ha raggiunto un compromesso con le autorita' in modo di poter continuare a preservare i propri "pazienti" nella propria sede. L'accordo implica che future "sospensioni" (il trattamento preparatorio necessario prima della conservazione alla temperatura dell'azoto liquido) condotte nello stato del Michigan, non siano piu' effettuate presso la sede del C.I., ma presso agenzie funebri. Questa, d'altra parte, non e' un novita': da anni il C.I. fornisce il training ed i materiali necessari a quelle agenzie funebri interessate ad offrire la crionica ai propri pazienti, oltre alle piu' tradizionali inumazioni e cremazioni. |
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