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Motori di Creazione - L'Era Prossima della Nanotecnologia |
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di K. Eric Drexler |
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Parte Terza: PERICOLI E SPERANZE |
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Capitolo 13: Scoprire i fatti |
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La paura non può essere bandita, ma può essere quieta e senza panico; e può essere mitigata dalla ragione e dalla valutazione. |
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- VANNEVAR BUSH |
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La società ha bisogno di modi migliori per comprendere la tecnologia, e ciò è ovvio da tempo. Le sfide che ci attendono rendono semplicemente più urgente il nostro bisogno. |
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Le promesse della tecnologia ci lusingano in anticipo, e la pressione della competizione rende virtualmente impossibile arrestarci. Mano a mano che la corsa tecnologica accelera, nuovi sviluppi ci sfrecciano davanti sempre più veloci, ed è più probabile che si generi qualche equivoco fatale. Abbiamo bisogno di creare un migliore equilibrio fra la nostra capacità di previsione e la nostra velocità di progresso. Non possiamo fare molto per rallentare la crescita della tecnologia, ma possiamo accelerare la crescita della previsione. E con una previsione migliore, avremo una migliore possibilità di imporre una virata alla corsa tecnologica, per dirigerla verso direzioni sicure. |
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Sono stati proposti molti approcci per guidare la tecnologia. "La gente deve controllare la tecnologia" è uno slogan convincente ma ha due possibili significati. Se significa che dobbiamo produrre tecnologia al servizio dei bisogni umani è uno slogan di buon senso. Ma se significa che la gente, nella sua globalità, deve prendere decisioni tecnologiche, diventa uno slogan davvero poco sensato. L'elettorato non può giudicare gli intricati legami fra tecnologia, economia, ambiente, e vita; la gente manca della necessaria conoscenza. E su questo è la gente stessa a concordare: in base ad una indagine della U.S. National Science Foundation (1), l'85 percento degli adulti statunitensi crede che la maggior parte dei cittadini manchi della conoscenza necessaria a scegliere quali tecnologie sviluppare. Il pubblico generalmente delega i giudizi tecnici a tecnici esperti. |
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Sfortunatamente, lasciare il giudizio agli esperti causa problemi. In Advice and Dissent (2), Primack e von Hippel fanno notare che "le dimensioni della Amministrazione possono avere come conseguenza il silenzio in cui vengono tenute certe informazioni scomode e la confusione in cui viene mantenuto il pubblico; il benessere pubblico può essere sacrificato impunemente alla convenienza delle burocrazie e al guadagno privato". I legislatori subiscono più critiche quando un nuovo farmaco provoca una sola morte, di quelle che ricevono quando l'assenza di un nuovo farmaco causa un migliaio di morti. E mal legiferano di conseguenza. I burocrati militari hanno tutto l'interesse nello spendere denaro nascondendo gli errori e portando avanti i loro progetti. Essi, di conseguenza, perseguono una cattiva gestione. Questo tipo di problema è così basilare e naturale che difficilmente servono esempi ulteriori. Ovunque, segretezza e nebulosità, fanno sentire più a loro agio i burocrati; ovunque, la convenienza personale deforma le affermazioni riguardanti i fatti di pubblico interesse. Mano a mano che la tecnologia cresce in complessità ed importanza, la pericolosità associata a questa tendenza cresce. |
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Alcuni autori considerano virtualmente inevitabile la necessità di un governo formato da tecnocrati riservati. In Creating Alternative Futures, Hazel Henderson (3) argomenta che le tecnologie complesse "diventano intrinsecamente totalitarie" poichè nessun elettore o legislatore può comprenderle. In The Human Future Revisited, Harrison Brown analogamente arguisce (4) che la tentazione di scavalcare i processi democratici quando si cerchi una soluzione a crisi complesse, comporta il pericolo che "se la civiltà industriale sopravvive alla crisi finirà per acquisire, a ritmo crescente, una natura totalitaria". Stando davvero così le cose, ciò potrebbe probabilmente significare il nostro disastro: non possiamo fermare la corsa tecnologica, ed un mondo di stati totalitari basati su tecnologia avanzata, che non abbia bisogno ne di lavoratori ne di soldati, potrebbe anche sbarazzarsi della maggior parte della popolazione. |
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Fortunatamente, democrazia e libertà hanno già prima d'ora affrontato sfide comparabili a questa. Gli stati sono cresciuti fino ad una complessità troppo grande per una democrazia diretta, per cui si sono evoluti i governi "rappresentativi". Il potere dello stato minacciava di schiacciare la libertà, ma si sono evolute le regole legislative. La tecnologia è cresciuta fino ad una complessità troppo grande, ma questo non ci da nessuna ragione per ignorare la gente, o per disfarci delle leggi ed acclamare un dittatore. Abbiamo bisogno di modi per maneggiare la complessità tecnica in un contesto democratico, usando gli esperti come strumenti per chiarire la nostra visione senza mettere nelle loro mani il controllo delle nostre vite. Ma gli esperti tecnici odierni sono impantanati in un sistema di conflitti fra fazioni. |
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Un Caos di Esperti |
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Governo ed industria, ed i loro critici, spesso nominano comitati di esperti che si incontrano in segreto, o addirittura non si incontrano affatto. Questi comitati si auto-attribuiscono una credibilità che si basa su quali siano le persone componenti, non su come esse lavorino. Gruppi che compongono fazioni in reciproca opposizione, scelgono di reclutare Premi Nobel in faziosa opposizione di idee. |
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Per conquistarsi influenza nella nostra democrazia di massa, i gruppi provano a silurarsi l'uno con l'altro. Quando i loro punti di vista abbiano una attrattiva corporativa, li propongono al pubblico tramite campagne di informazione pubblicitarie. Quando i loro punti di vista abbiano la possibilità di ottenere il supporto di finanziamenti governativi, essi li propongono ai legislatori per mezzo di opportune pressioni. Quando i loro punti di vista possiedano un drammatico potenziale di appello, li propongono al pubblico tramite campagne di informazione sui media. I gruppi reclamizzano i loro esperti preferiti, la battaglia diventa pubblica, e pacifici scienziati ed ingegneri vengono travolti dal clamore risultante. |
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Mano a mano che il conflitto pubblico si gonfia, la gente comincia a dubitare dei pronunciamenti degli esperti. Giudica le loro affermazioni nel modo più ovvio: in base alla loro sorgente ("Naturale che dichiari che le estrazioni petrolifere non siano dannose - lavora per la Exxon"; "Naturale che dica che la Exxon mente - lavora per Nader"). |
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Quando esperti dimostrati perdono la loro credibilità, i demagoghi possono entrare in battaglia in condizioni di parità. I cronisti, che smaniano di assistere a controversie e di rado sono guidati da una pregressa formazione tecnica, nel tentativo di mostrarsi equi portano tutte le fazioni dritte davanti al pubblico. Le caute affermazioni di scienziati scrupolosi suscitano scarsa impressione; altri scienziati non vedono altra scelta che quella di adottare lo stile dei demagoghi stessi. Il dibattito diventa tagliente e furioso, cresce la divisione, e il fumo della battaglia oscura i fatti. Spesso ne segue la paralisi o l'assurdità. |
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Il nostro più grande problema è come gestiamo i problemi. Molti sono i dibattiti che infuriano sulla sicurezza dell'energia nucleare, su quella delle centrali elettriche a carbone, e sui rifiuti chimici (5). Gruppi dalle buone intenzioni e sostenuti da esperti di un certo nome, battono ripetutamente sempre sugli stessi stupidi fatti, stupidi in tutto eccetto che nella loro importanza: Quali sono gli effetti di un basso livello di radioattività, e quanto probabile è la fusione e lo sprofondamento nel sottosuolo del reattore nucleare? Quali sono le cause e gli effetti delle piogge acide? Quanto bene potrebbero funzionare dei sistemi di difesa spaziali concepiti per bloccare attacchi missilistici? Cinque casi di leucemia entro tre miglia da una discarica di rifiuti dimostrano l'esistenza di un rischio mortale o sono puramente opera del caso? |
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Davanti a noi, argomenti di discussione ancora più grandi ci attendono: Quanto sono sicuri i replicatori? Questi sistemi di scudi attivi sono prudenti e sicuri? Questa procedura di biostasi è reversibile? Possiamo fidarci dei sistemi di Intelligenza Artificiale? |
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Le dispute su fatti tecnici alimentano dispute più estese sulla politica. Le persone potrebbero credere in valori differenti (Cosa sarebbe preferibile avere, encefaliti o avvelenamento da pesticidi?) ma i loro punti di vista su quali siano i fatti rilevanti spesso differiscono ancora di più (Con quale frequenza questa zanzara veicola l'encefalite? Quanto è tossico questo pesticida?). Quando punti di vista differenti su fatti noiosi conducono al disaccordo su politiche importanti, la gente potrebbe meravigliarsene: "Come è possibile che si oppongano a noi su una questione tanto vitale senza che lo facciano in malafede?". Le dispute riguardo i fatti possono in tal modo mettere l'uno contro l'altro degli alleati potenziali (6). E ciò ostacola i nostri sforzi di comprendere e risolvere i problemi. |
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La gente ha disputato sui fatti per millenni; soltanto la recente predominanza di dispute su argomenti tecnici è nuova. Le società hanno evoluto metodi per giudicare i fatti di pubblico interesse. Questi metodi suggeriscono come dovremmo giudicare i fatti riguardanti la tecnologia. |
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Dalle Fazioni al Giusto Processo |
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Lungo tutta la storia, i gruppi hanno evoluto modi di risoluzione delle dispute; l'alternativa è stata la creazione di contese del tutto chiuse e spesso mortali. Gli europei del medioevo usavano vari metodi di risoluzione delle dispute, tutti invariabilmente migliori delle eterne contese. |
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Usavano provare a cimentarsi in battaglia: gli opponenti lottavano, e la legge dava ragione al vincitore. |
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Usavano la compurgazione: i vicini, sotto giuramento, testimoniavano l'onestà dell'accusato; e se esistevano sufficienti testimonianze, l'accusa decadeva. |
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Usavano affidarsi al giudizio divino: in un esempio di tali prove, l'accusato veniva legato e gettato in un fiume; se affondava era innocente, e colpevole se galleggiava. Usavano in giudizio espresso da comitati riservatissimi: il concilio reale si incontrava per giudicare e approvare la sentenza che gli pareva più adatta. In Inghilterra, un tale concilio si riuniva in una stanza denominata Star Chamber. |
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Questi metodi presumibilmente determinavano chi faceva cosa, ossia i fatti riguardanti gli eventi umani: Ma il tutto era accompagnato da seri inconvenienti. Oggi usiamo modi analoghi di determinare "cosa provoca cosa", ossia per determinare i fatti riguardanti scienza e tecnologia. |
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Usiamo provare a cimentarci in combattimento sulla stampa. Gli oppositori lanciano parole sferzanti contro la causa dell'altra parte, danneggiandola politicamente. Sfortunatamente, questo assomiglia fin troppo spesso ad una contesa infinita. |
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Usiamo la compurgazione: gli esperti giurano su certi fatti; se abbastanza di questi esperti giurano sugli stessi fatti, i fatti vengono dichiarati veri. |
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Usiamo il giudizio di comitati riservati: esperti selezionati si incontrano per giudicare i fatti e raccomandare azioni che sembrano loro appropriate. Negli Stati Uniti, essi spesso si riuniscono in comitati della National Academy of Sciences. |
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Affidarsi al giudizio divino sembra essere invece passato di moda, ma i combattimenti a mezzo stampa sembrano proprio come torture inflitte a tranquilli scienziati dotati di rispetto per se stessi. L'Inghilterra ha abolito i procedimenti della Star Chamber nel 1641, considerando tale abolizione una grande conquista. Le contese tramite combattimento, compurgazione, e giudizio divino sono analogamente divenute storia. Oggi diamo valore a un giusto processo, quanto meno quando giudichiamo la gente. |
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Le procedure dei tribunali illustrano i principi di un giusto processo: le asserzioni devono essere specifiche. Entrambe le parti devono avere una possibilità di parlare e di confrontarsi apertamente con l'altra parte, nonché di confutare le asserzioni e di sottoporle ad esame incrociato. Il processo deve essere pubblico, al fine di prevenire una sua corruzione occulta. Il dibattito deve anzitutto condurre alla scelta di una giuria la cui imparzialità sia riconosciuta da entrambe le parti. Infine, un giudice deve arbitrare il processo ed imporre l'osservanza delle regole. |
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Per vedere quale sia il valore di un giusto processo immaginate il suo opposto: un processo che calpesti tutti questi principi darebbe la parola ad una parte e nessuna possibilità di un esame incrociato o di risposta all'altra parte. Esso si condurrebbe in segreto, permetterebbe diffamazioni vaghe e sarebbe privo di un giudice che faccia rispettare quelle poche leggi che potrebbero essere sopravvissute. I giurati verrebbero convocati avendo già pronta la loro decisione. In breve, esso assomiglierebbe ad un linciaggio popolare eseguito in un capannone serrato - o all'allestimento di un comitato per la stesura di una relazione. |
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L'esperienza mostra il valore di un giusto processo per giudicare i fatti riguardanti le persone; potrebbe tale esperienza essere di qualche validità anche nel giudicare fatti riguardanti scienza e tecnologia? Quella del "giusto processo" è una idea basilare non limitata ai tribunali di legge. Ad esempio, alcuni ricercatori nel campo dell'Intelligenza Artificiale (7) stanno costruendo, per i loro programmi per computer, dei principi che mettano tali programmi in grado di produrre giudizi corretti. Pare quindi che un "giusto processo" dovrebbe essere utile per giudicare i fatti tecnici. |
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Infatti, la letteratura scientifica - il forum principale della scienza - incorpora già una forma di giusto processo: nei buoni giornali, le affermazioni scientifiche devono essere specifiche. In teoria, dato un tempo sufficiente e una certa perseveranza, in una disputa tutte le parti potrebbero dichiarare i loro punti di vista, poiché i giornali restano aperti alla controversia. Sebbene gli avversari potrebbero anche non incontrarsi mai faccia a faccia, essi si confrontano l'uno contro l'altro a distanza; Essi domandano e rispondono, a ritmi lenti, tramite lettere ed articoli. Gli arbitri, come le giurie, valutano le dimostrazioni ed i ragionamenti. Gli editori, come i giudici, fanno rispettare le regole della procedura. Le pubblicazioni mantengono il dibattito totalmente aperto al pubblico scrutinio. |
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Sia nei giornali che nei tribunali, le idee in conflitto vengono illustrate e confrontate l'una contro l'altra, sulla base di regole evolutesi per assicurare un combattimento equo e regolato. Tali regole a volte falliscono, poiché vengono violate o perché sono di per sé inadeguate, ma esse sono tuttora le migliori che abbiamo sviluppato. La conduzione imperfetta di un giusto processo si è dimostrata in ogni caso migliore della assenza totale di un giusto processo. |
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Perché gli scienziati attribuiscono valore ai giornali arbitrati? Non perché essi credano a tutti i giornali arbitrati, o perché credano a tutto ciò che viene scritto in ognuno di essi. Persino il miglior sistema possibile per un giusto processo potrebbe non riuscire a spremere fuori un singolo rivolo di autentica verità. Piuttosto, gli scienziati attribuiscono valore ai giornali arbitrati perché questi tendono a mostrare l'esistenza di discussioni critiche sensate. Di fatto, i giornali devono farlo: poiché competono l'uno contro l'altro per la carta, per il prestigio e per conquistarsi lettori, i giornali migliori devono di fatto essere buoni. I giornali procedono lentamente e tuttavia dopo diversi gironi di pubblicazioni e critiche, riescono a distillare un certo consenso generale. |
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L'esperienza mostra il valore sia dei tribunali che dei giornali. Le analogie che sono alla loro base, suggeriscono che il loro valore derivi da una sorgente comune - ossia il "giusto processo". Un giusto processo può anche fallire, ma è tuttora l'approccio migliore che conosciamo per scovare i fatti. |
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Oggi, tribunali e giornali non sono sufficienti. Le dispute tecniche di importanza vitale continuano ad andare avanti, poiché non abbiamo alcun metodo rapido e regolato di estrapolarne i fatti (e delimitare la nostra ignoranza). I tribunali non sono adatti a trattare con questioni tecniche. In questo, i giornali sono migliori dei tribunali, ma sono comunque non privi di inconvenienti. Essi si sono sviluppati in tempi di tecnologia più arretrata, ed evoluti per adattarsi ai limiti del processo di stampa, alla velocità della posta e alle necessità della scienza accademica. Ma oggi, in un tempo in cui avremmo disperatamente bisogno di giudizi tecnici migliori e più rapidi, ci troviamo in un mondo in cui esistono i telefoni, gli aerei, le fotocopiatrici, la posta espresso e la posta elettronica. Possiamo usare le tecnologie moderne per accelerare il dibattito tecnologico? |
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Naturalmente sì: gli scienziati sfruttano già diversi approcci. Gli aerei portano gli scienziati lungo tutto il globo, per partecipare a conferenze in cui gli articoli vengono pubblicati e discussi. Ma le conferenze gestiscono la controversia in modo molto carente; il decoro pubblico e le strette programmazioni dei tempi limitano il vigore e la profondità del dibattito. |
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Gli scienziati si tengono in contatto anche tramite reti informali di ricerca, connesse tramite telefono, posta, computer e macchine fotocopiatrici; questi mezzi accelerano lo scambio di informazioni e la discussione. Ma essi sono essenzialmente istituzioni private. Ed inoltre, tali istituzioni non riescono a fornire una procedura pubblica e credibile per appianare le differenze. |
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Le conferenze, i giornali e le reti di informazione, condividono alcune analoghe limitazioni. Esse tipicamente si focalizzano sulle questioni tecniche di importanza scientifica, piuttosto che sulle questioni tecniche di importanza rilevante per la politica pubblica. Per di più, di solito si focalizzano esclusivamente su questioni puramente scientifiche. I giornali tendono a snobbare le questioni tecniche che mancano di intrinseco interesse scientifico; essi spesso trattano tali questioni come argomenti del tutto inediti, senza preoccuparsi di verificarli tramite arbitraggio. Ed in più, le nostre attuali istituzioni mancano di qualsiasi modalità equilibrata per presentare la conoscenza nei casi in cui essa sia legata a controversie. Sebbene alcuni articoli scientifici di rassegna spesso presentino e soppesino idee diverse, lo fanno comunque dal punto di vista di un singolo autore. |
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Tutti questi inconvenienti condividono una comune sorgente: le istituzioni scientifiche si sono evolute per far progredire la scienza, non per valutare i fatti a beneficio degli esecutori politici. Tali istituzioni assolvono il loro scopo piuttosto bene, ma assolvono altri scopi in maniera piuttosto misera. Nonostante ciò non costituisca un completo fallimento, resta insoddisfatta una necessità reale. |
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Un Approccio |
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Abbiamo bisogno di procedure migliori per dibattere i fatti tecnici - procedure che siano aperte, credibili, e mirate a trovare i fatti di cui necessitiamo per formulare politiche assennate. Potremmo cominciare dal copiare alcuni aspetti da altre procedure basate sul "giusto processo"; possiamo cioè modificare e raffinare queste procedure alla luce dell'esperienza. Usando i mezzi moderni di comunicazione e di trasporto, possiamo sviluppare un processo specializzato, snello ed analogo a quello dei giornali scientifici, e che possa accelerare il dibattito pubblico su fatti cruciali; e questo sembra essere solo metà del lavoro da fare. L'altra metà richiede di distillare i risultati del dibattito in scenari equilibrati del nostro stato di conoscenza (e altrettanto rappresentativi del nostro stato di ignoranza). A questo scopo, sembrano essere utili procedure in qualche modo simili a quelle dei tribunali (8). |
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Poiché la procedura (un fact forum, foro di discussione sui fatti) è inteso come mezzo per riassumere i fatti, ogni parte comincerà esponendo quelli che per lei sono i fatti chiave, e li elencherà in ordine di importanza. La discussione inizierà esaminando le affermazioni che ogni parte ha posto in cima alla lista. Attraverso vari gironi di discussione, di esame incrociato delle argomentazioni di ogni parte e di negoziazione, l'arbitro del forum cercherà di conquistare un accordo generalizzato sulle affermazioni. Dove rimanga il disaccordo, un pannello tecnico riporterà la trascrizione delle opinioni in proposito, schematizzando quello che pare già noto e quello che appare più incerto. I risultati prodotti dal forum dei fatti includeranno argomenti di fondo, dichiarazioni di accordo, e le opinioni riportate sul pannello. Il tutto potrebbe assomigliare ad un insieme di pezzi saggistici di una rivista scientifica, introdotti da un conciso articolo di panoramica che si limiti ad affermazioni attinenti ai fatti e quindi prive di raccomandazioni di carattere politico. |
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Questa procedura deve differire sotto diversi aspetti da quella che si adotta in un tribunale. Per esempio, il pannello tecnico, avendo nel forum la funzione di "giuria", deve essere tecnicamente competente. Un condizionamento pregiudiziale potrebbe condurre il pannello ad un giudizio erroneo dei fatti, ma una sua incompetenza tecnica risulterebbe altrettanto dannosa. Per questa ragione, la "giuria" di un forum dei fatti deve essere selezionata secondo modalità che sarebbero invece pericolose se permesse in un tribunale. Poiché i tribunali adoperano il potere della polizia, useremo giurie che siano state selezionate fra la totalità della popolazione al fine di salvaguardare la nostra libertà. Ciò obbliga il governo a cercare il consenso di un gruppo di cittadini, prima di procedere a punire qualcuno, vincolando di conseguenza l'azione del governo a criteri diffusi nella comunità. In ogni caso, un forum dei fatti non punisce mai gente e nemmeno fa politica pubblica. Il pubblico dovrebbe essere libero di assistere al processo e decidere se dare fiducia ai suoi risultati. Questo doterà la gente di sufficiente controllo. |
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Tuttavia, per rendere un forum dei fatti equo ed efficace, avremo bisogno di una buona procedura per la "selezione" dei componenti del pannello. I pannelli tecnici corrisponderanno grosso modo ai comitati di esperti che vengono nominati dai governi o ai moderatori nominati dalle riviste scientifiche. Per assicurare l'equità, un pannello deve essere selezionato non da una commissione, un politico o un burocrate, ma da un processo che raccolga il consenso di entrambe le parti coinvolte nella disputa. Nei processi legali dei tribunali, gli avvocati possono mettere in discussione e respingere ogni giurato che possa sembrare non imparziale; possiamo utilizzare una procedura simile in un forum dei fatti, per la selezione del suo pannello. |
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Esperti che siano direttamente coinvolti in una disputa non possono contribuire alla stesura delle trascrizioni da inserire nel pannello: infatti potrebbero sia condizionarlo che determinarne la sua faziosa frammentazione. Il gruppo che sostiene un forum dei fatti dovrebbe cercare le persone incaricate di scrivere il pannello fra coloro che sono competenti nei campi coinvolti. Questo pare essere un criterio pragmatico, poiché i metodi del giudizio tecnico (spesso basati sugli esperimenti ed i calcoli) sono piuttosto generali. I curatori del pannello, avendo familiarità con i fondamenti di un determinato campo, saranno in grado di giudicare le dettagliate argomentazioni prodotte dagli specialisti di ognuna delle due parti. |
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I forum dei fatti assomiglieranno ai tribunali e alle riviste scientifiche anche sotto altri aspetti. Un comitato simile al gruppo editoriale di un giornale nominerà un arbitro e alcuni curatori del pannello per ogni disputa. I difensori di ognuna delle due parti, come fossero procuratori o autori, costruiranno e presenteranno le più forti argomentazioni che sapranno mettere in piedi. |
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A dispetto di queste analogie, un forum dei fatti differirà da un tribunale: esso si concentrerà su questioni tecniche. E non suggerirà alcuna azione. Mancherà quindi di potere esecutivo. Seguirà regolamenti tecnici basati su prove ed argomenti. Differirà dai tribunali in un numero infinito di dettagli riguardo tono e procedura. L'analogia con un tribunale è, in quanto tale, una semplice "analogia": ossia una fonte di idee d'ispirazione. |
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Un forum dei fatti differirà anche da una giornale: esso procederà a ritmi altrettanto veloci di quel che permettono la posta, le conferenze ed i messaggi elettronici, piuttosto che ritardare gli scambi di opinioni di molti mesi, come avviene nella tipica pubblicazione di un giornale. Esso sarà incentrato su una singola questione, piuttosto che essere concepito per coprire un intero campo scientifico. Riassumerà la conoscenza per aiutare le decisioni, piuttosto che servire come primaria fonte di dati per la comunità scientifica. Nonostante un insieme di forum dei fatti non possa sostituire un giornale, i forum ci aiuteranno a trovare e pubblicizzare i fatti che potrebbero salvare le nostre vite. |
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Il Dottor Arthur Kantrowitz (un membro della National Academy of Sciences che è competente in campi che vanno dalla tecnologia medica ai laser d'alta energia) ha ideato il concetto che ho appena descritto a grandi linee (9). Ha parlato di tale idea dapprima denominandola "consiglio di investigazione scientifica". I giornalisti la hanno prontamente ridenominata "tribunale della scienza". Io l'ho chiamata "forum dei fatti": Ho invece riservato la denominazione di "tribunale della scienza" ad un forum dei fatti che venga impiegato (o proposto) come istituzione governativa (10). Le proposte per un giusto processo condotto su dispute tecniche sono tuttora in divenire; altre discussioni utilizzano denominazioni differenti. |
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Il Dottor Kantrowitz si è impegnato in un giusto processo riguardante dalla decisione degli Stati Uniti di costruire un razzo gigantesco per raggiungere la Luna in un unico immenso balzo; egli, appoggiato dai risultati riscontrati da un comitato di esperti (11), ha raccomandato alla NASA di utilizzare razzi più piccoli per trasportare componenti in un'orbita bassa, e qui assemblarli assieme per costruire un veicolo che raggiunga la Luna. Questo approccio promette un risparmio di miliardi di dollari e contemporaneamente lo sviluppo di abilità di costruzione in ambiente spaziale. Nessuno ha risposto alle sue argomentazioni, per cui egli ha fallito nel vincere la sua causa. Le menti sono ormai impostate verso ben definite inclinazioni, i politici sono impegnati, il suo resoconto è stato conservato sotto chiave in una camera di sicurezza della Casa Bianca ed il dibattito è stato chiuso. I fatti tecnici sono stati mestamente soppressi negli interessi di quelli che cercano di costruire una nuova generazione di razzi giganteschi. |
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Ciò mostra una grave pecca delle nostre istituzioni, una pecca persistente che ci fa sprecare denaro e incrementa il rischio di un errore disastroso. Il Dr. Kantrowitz raggiunge prontamente la conclusione oramai ovvia: abbiamo bisogno di istituzioni mirate per condurre giusti processi su controversie riguardanti argomenti tecnici. |
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Il Dr. Kantrowitz ha perseguito questo obiettivo (nella sua forma di "tribunali della scienza) per mezzo di discussioni, relazioni, studi e conferenze. Per la sua idea dei tribunali scientifici è stato premiato da Ford, Carter, e Reagan in qualità di candidati presidenziali. Dai presidenti, non ha ottenuto nulla, sebbene un consiglio presidenziale appositamente composto abbia elaborato una dettagliata proposta di procedura (12). |
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Tuttavia, alcuni progressi sono stati compiuti. Nonostante io abbia usato il tempo futuro nel descrivere i forum dei fatti, la loro sperimentazione è già stata avviata. Ma prima di descrivere un percorso verso un giusto processo, ha senso prendere in considerazione alcune delle obiezioni. |
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Perché Non un Giusto Processo? |
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I critici di questa idea (quanto meno nella sua versione di tribunali della scienza) sono stati spesso l'uno in disaccordo con l'altro. Alcuni hanno obbiettato che le dispute fattuali non sono importanti, o che possono essere attenuate tenendole nascoste dietro porte chiuse; altri hanno obbiettato che le dispute fattuali sono troppo profonde ed importanti perché l'applicazione di un giusto processo possa servire. Alcuni hanno lanciato l'allarme sul fatto che i tribunali della scienza potrebbero essere pericolosi; altri hanno avvertito che essi potrebbero essere impotenti. Queste critiche hanno tutte qualche valido contenuto: i giusti processi non sarebbero una cura universale. Talvolta potrebbero non essere necessari, e talvolta potrebbero venir abusati. Ma allo stesso modo, tuttavia, si potrebbe rigettare la validità della penicillina sulla base della sua sporadica inefficacia, o della sua sporadica non necessità o dannosità. |
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Questi critici non propongono alcuna alternative, e raramente osservano che al giorno d'oggi portiamo avanti comunque dei giusti processi, oppure che i processi attuali sono senza alcun valore. Dobbiamo trattare con questioni tecniche complesse dalle quali dipendono milioni di vite; non saremmo forse incoscienti se lasciassimo tali questioni a comitati riservati, a giornali indolenti, a battaglie sui media, al giudizio tecnico dei politici? Se distruggessimo gli esperti, dovremmo accettare il giudizio di comitati riservati formatisi in segreto oppure domandare un processo più aperto? Infine, possiamo con il nostro sistema presente fronteggiare la corsa tecnologica globale verso la nanotecnologia e la intelligenza artificiale? |
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Le istituzioni per processi giusti ed aperti sembrano essere di importanza vitale. Permettendo a tutte la parti di parteciparvi, imbriglieremo le energie del conflitto nella ricerca dei fatti. Limitare la possibilità degli esperti di descrivere i fatti, ci aiuterà a fronteggiare la tecnologia senza consegnare le nostre decisioni nelle mani dei tecnocrati. Individui, compagnie e ufficiali nominati, manterranno il pieno controllo delle politiche; gli esperti tecnici potranno raccomandare altre politiche tramite altri canali. |
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Come possiamo distinguere i fatti dai valori? Lo standard proposto da Karl Popper sembra essere utile a questo scopo: una affermazione è fattuale (ossia vera o falsa) se un esperimento o una osservazione potrebbe in linea di principio confutarla. Ad alcune persone, l'idea di esaminare i fatti senza considerare i valori ricorda l'idea di fare politica senza considerare i valori. E ciò sarebbe effettivamente assurdo: per loro stessa natura, le decisioni politiche coinvolgono sempre sia i fatti che i valori. Causa ed effetto riguardano i fatti, dicendoci quel che è possibile. Ma la politica coinvolge anche i nostri valori, i nostri motivi di azione. Senza fatti accurati non possiamo ottenere i risultati che cerchiamo, ma senza valori - senza desideri e preferenze - non potremmo anzitutto cercare alcunché. Un processo che scopra i fatti può aiutare le persone a scegliere politiche che siano efficaci nel servire i loro valori. |
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I critici hanno espresso alcune preoccupazioni riguardo la possibilità che un tribunale della scienza (praticamente) dichiarerà che la Terra è piatta, perciò ignorando un Aristarco di Samo o un Magellano quando questi ultimi trovino evidenza del contrario. Errori, inclinazioni dettate dal pregiudizio e conoscenza imperfetta saranno di certo tutte cause di equivoci memorabili. Ma i membri di un pannello tecnico non hanno necessità di dichiarare una certezza contraffatta. Essi possono invece descrivere la nostra conoscenza e delimitare i confini fra questa e la nostra ignoranza, talvolta affermando che semplicemente non conosciamo i fatti, o quantomeno le prove attuali forniscono solo una idea approssimativa dei fatti. In questo modo, essi proteggeranno le loro reputazioni di buoni giudici. Quando giungano delle nuove prove, una questione può essere riaperta; le idee non hanno bisogno di essere salvaguardate dalla eventualità di un secondo giudizio. |
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Se i forum dei fatti diverranno popolari e rispettati, essi guadagneranno influenza. Il loro successo li renderebbe tali che sarà più difficile abusarne: molti gruppi in competizione li sosterrebbero, anche economicamente, e gruppi che abusino della procedura tenderanno a conquistarsi una cattiva reputazione e saranno quindi ignorati. Nessun singolo gruppo sostenitore sarà in grado di oscurare i fatti riguardanti un argomento importante, se i forum dei fatti guadagneranno una sufficiente affidabilità per mezzo della ridondanza. |
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Nessuna istituzione sarà mai in grado di eliminare corruzione ed errore, ma i forum dei fatti saranno guidati, per quanto in modo imperfetto, da uno migliore standard per la conduzione di dibattito pubblico; essi dovrebbero degenerare in gran misura prima di diventare peggiori del sistema che abbiamo oggi. La giustificazione di base per i forum dei fatti è che (1) un giusto processo è l'approccio corretto da tentare, e (2) riusciremo a far di meglio se lo tentiamo, piuttosto che se non lo facciamo. |
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Costruire un Giusto Processo |
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L'antropologa Margaret Mead venne invitata ad un colloquio sui tribunali scientifici per parlare contro tale idea (13). Ma quando giunse il momento, essa parlò a favore dell'idea, sottolineando che "Abbiamo bisogno di una nuova istituzione. Non c'è alcun dubbio su questo. Le istituzioni che abbiamo sono del tutto insoddisfacenti. In molti casi inoltre non sono solo insoddisfacenti, ma implicano una prostituzione della scienza ed una prostituzione del processo di creazione delle decisioni". La gente che non ha alcun interesse consolidato nelle istituzioni esistenti, spesso è d'accordo con la sua valutazione. |
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Se scovare i fatti riguardanti la tecnologia è davvero così cruciale per la nostra sopravvivenza e se i giusti processi sono davvero la chiave per scovare i fatti, allora cosa dovremmo fare in proposito? Non abbiamo bisogno di iniziare per forza con delle procedure perfette; possiamo cominciare con dei tentativi informali per migliorare la procedura di cui disponiamo al momento. Possiamo evolvere procedure migliori per variazione dei nostri metodi e per selezione di quelli che funzionano meglio. Un processo giusto è una questione di grado. |
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Le istituzioni esistenti potrebbero muoversi verso il giusto processo (14) modificando alcune delle loro regole e tradizioni. Per esempio, le agenzie governative potrebbero regolarmente consultarsi con le parti in opposizione prima di stabilire quali siano i componenti di un comitato di esperti. Esse potrebbero garantire ad ognuna delle due parti il diritto di presentare prove, esaminare prove, ed esaminare gli esperti dell'altra parte. Esse potrebbero aprire i loro procedimenti agli osservatori. Ognuno di questi passi rafforzerebbe la correttezza del processo, trasformando processi non dissimili da quelli della "Star Chamber" in istituzioni più degne di rispetto. |
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I benefici pubblici dei giusti processi, comunque, non necessariamente li renderanno popolari fra i gruppi che chiedono la loro modifica. Non abbiamo sentito il boato di gruppi di interesse che si precipitano a verificare sperimentalmente le loro affermazioni, ne le lacrime di gioia dei comitati all'apertura delle loro porte per consentire di sottomettere il loro operato alla disciplina imposta da un giusto processo. E nemmeno abbiamo sentito riferire di politici che abbiano rinunciato all'utilizzo di fatti spuri per nascondere le basi politiche delle loro decisioni. |
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E tuttavia tre candidati alla presidenza U.S.A. hanno sottoscritto l'idea dei tribunali della scienza. Il Committee of Scientific Society Presidents, che include ventotto delle società scientifiche di punta degli Stati Uniti, ha sottoscritto l'idea. Lo U.S. Department of Energy ha utilizzato una "procedura analoga a quella dei tribunali della scienza" per valutare alcune proposte in competizione per la produzione di energia tramite fusione nucleare, e ha dichiarato che la procedura è efficiente e utile. Il Dottor John C. Bailar del National Cancer Institute, dopo aver fallito nel far riconoscere a varie organizzazioni mediche la pericolosità dei raggi X e del loro impiego massiccio in radiografia, ha proposto un tribunale della scienza sull'argomento. I suoi avversari hanno allora fatto marcia indietro e modificato le loro politiche - apparentemente la semplice minaccia dell'eventualità di un giusto processo sta già salvando vite. Nonostante questo, il vecchio corso prosegue, quasi invariato. |
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Perché accade ciò? In parte perché la conoscenza è potere, e quindi viene gelosamente sorvegliata (15). In parte perché gruppi potenti possono prontamente immaginare in che modo i giusti processi potrebbero andare a loro svantaggio. In parte perché uno sforzo di migliorare i metodi sistematici di "risoluzione di problemi" mancano del potenziale drammatico di una campagna allestita per combattere direttamente i problemi; ossia il potenziale drammatico associato a un migliaio di attivisti alacremente impegnati nel salvataggio dello stato della nave, ognuno dedito a tappare un singolo buco nello scafo. |
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I governi potrebbero tuttavia adoperarsi per realizzare i tribunali della scienza, ed ogni passo potrebbe portare verso un maggior merito della procedura per un giusto processo. E tuttavia è ragionevole temere il supporto del governo per i tribunali della scienza: il potere centralizzato tende a generare mostri in quantità. Una "Agenzia Giudiziaria della Scienza" centralizzata potrebbe anche lavorare piuttosto bene mentre fa ben poco danno evidente, e tuttavia comportare un gran costo poco visibile: la sua stessa esistenza (e l'assenza di competizione) potrebbe bloccare miglioramenti basati su processi evolutivi. |
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Altre strade restano aperte. I forum dei fatti saranno in grado di esercitare influenza senza ricevere aiuto da particolari poteri legali. Per avere un effetto potente, i loro risultati avranno soltanto bisogno di essere più credibili delle asserzioni di una specifica persona, uno specifico comitato o una specifica corporazione o gruppo di interesse. Un forum dei fatti ben condotto sarà caratterizzato da una certa credibilità in virtù della sua stessa struttura. Alcuni forum potrebbero essere finanziati dalle università. |
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Infatti, il Dottor Kantrowitz ha recentemente condotto una procedura sperimentale presso la University of California a Berkeley (16). Essa era incentrata attorno alla disputa pubblica fra il genetista Beverly Paigen ed il biochimico William Havender riguardante i difetti di nascita e i rischi genetici presso il sito di discarica chimica della Love Canal. I due scienziati hanno svolto il ruolo di avvocati; studenti di corsi di laurea hanno svolto il ruolo di pannello tecnico. La procedura era composta da incontri distribuiti su diverse settimane, per gran parte spesi nella discussione delle aree di accordo e disaccordo; essa si è conclusa con diverse sessioni pubbliche di esame incrociato, che hanno immediatamente preceduto la stesura finale del pannello. Sia gli avvocati che il pannello hanno concordato su undici affermazioni di fatto, e hanno evidenziato chiaramente i loro rimanenti punti di disaccordo e le loro incertezze residue. |
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Arthur Kantrowitz e Roger Masters notano che "in contrasto con le difficoltà sperimentate nei molti tentativi di realizzare un tribunale della scienza sotto auspici governativi, risultati incoraggianti sono stati ottenuti nel primo serio tentativo di questo tipo che sia stato condotto in un ambiente universitario". Essi sottolineano che le tradizioni e le risorse delle università, rendono le università stesse luoghi naturali in cui impegnarsi in tali sforzi. E auspicano che ci avviino esperimenti di questo tipo in numero maggiore. |
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Tutto ciò mostra un modo decentralizzato di sviluppare istituzioni per giusti processi, un modo che ci permetta di aggirare l'esistenza delle attuali burocrazie e interessi acquisiti. Nel far questo, possiamo costruire su principi stabiliti e sperimentare le variazioni nella migliore tradizione evolutiva. |
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I leaders preoccupati di migliaia di problemi differenti - con leaders sui lati opposti delle barricate per ognuno di tali problemi - possono unirsi nel supporto da dare alla realizzazione di giusti processi. Come fanno notare Roger Fisher e William Ury dell'Harvard Negotiation Project (17), se si tenta di ottenere il consenso delle parti avverse per mettere in piedi un giusto processo, e quando ogni parte è fermamente convinta di essere nel giusto, esse tendono a favorire un arbitraggio imparziale. Infatti, entrambe le parti si aspettano di vincere (18), per cui entrambe acconsentono a partecipare. I forum dei fatti dovrebbero quindi attrarre i sostenitori in buona fede delle cause, e ripugnare i ciarlatani. |
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Mano a mano che il giusto processo diverrà uno standard, i sostenitori di cause fondate conquisteranno vantaggio su coloro che rifiutano di cooperare - "Se non vogliono difendere la loro causa in pubblico, perché dovremmo ascoltarli?". Inoltre, molte dispute si risolverebbero (o sarebbero evitate) senza gli svantaggi delle procedure attuali: la prospettiva di un dibattito pubblico ed arbitrato incoraggerà i sostenitori delle cause a controllare i loro fatti prima di iniziare il dibattito. Istituire un forum dei fatti potrebbe facilmente fare di più per una causa assennata, di quanto potrebbe fare il reclutamento di un milione di sostenitori. |
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E tuttavia, oggi, leaders ben intenzionati potrebbero sentirsi obbligati a esagerare le loro cause semplicemente per poter essere ascoltati al di sopra del rombo prodotto dai comunicati stampa dei loro avversari. Queste persone, potrebbero mai contrastare a malincuore la disciplina di un forum dei fatti? Sicuramente no; i giusti processi possono in primo luogo curare la malattia sociale che ci costringe ad allontanarsi dai fatti. Proponendo i loro punti di vista in un forum dei fatti, queste persone potrebbero recuperare il rispetto per se stessi che deriva dalla onestà intellettuale. |
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Dissotterrare la verità potrebbe minare una posizione presa particolarmente a cuore, ma non può danneggiare gli interessi di un gruppo orientato verso esigenze autenticamente "pubbliche". Se è necessario smuovere un po' di cose per far spazio alla verità, perché non farlo? Grandi leaders hanno visto cambiare le loro posizioni per ragioni anche peggiori, ed anche i giusti processi comporteranno trasformazioni nelle posizioni dei gruppi avversi. |
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Gregory Bateson ha affermato una volta che "nessun organismo può permettersi di esser conscio su materie che dovrebbero essere affrontate a livello inconscio". Se l'organismo in questione è una democrazia, il livello conscio corrisponde approssimativamente al dibattito sui mass media. Il livello inconscio è costituito da qualsiasi processo che di solito funziona abbastanza bene fintanto che non è accompagnato da clamorose proteste del pubblico. Nei media, come nella coscienza umana, una preoccupazione tende a far passare in secondo piano un'altra preoccupazione. Questo è ciò che rende l'attenzione cosciente così scarsa e preziosa. La nostra società ha bisogno di identificare i fatti che la riguardano con maggiore rapidità ed affidabilità, e con meno contese faziose dei media che distolgano l'attenzione. Ciò lascerà il dibattito pubblico libero di occuparsi dei suoi veri compiti - ossia giudicare le procedure atte a rintracciare i fatti, decidere cosa vogliamo e aiutarci a scegliere una strada che ci conduca verso un mondo in cui valga la pena di vivere. |
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Mano a mano che il cambiamento andrà accelerandosi, il nostro bisogno crescerà. Per giudicare i rischi di un replicatore o l'attuabilità di uno scudo attivo, abbiamo bisogno di modi migliori per dibattere i fatti. Invenzioni puramente sociali come i forum dei fatti ci aiuteranno, ma le nuove tecnologie sociali basate sui computer sono promettenti in altrettanta misura. Anche queste arricchiranno le nostre procedure per la conduzione di giusti processi. |
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Capitolo 14: La rete della conoscenza |
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I computer [...] sono entrati nelle nostre vite quotidiane e stanno diventando il sistema nervoso centrale della nostra società. |
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- TOHRU MOTO-OKA (1) |
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Per prepararsi al passo avanti degli assemblatori avanzati, la società deve imparare ad "imparare" più velocemente. I forum dei fatti ci aiuteranno a farlo, ma le nuove tecnologie potrebbero aiutarci ancora di più. Con esse, saremo in grado di diffondere, raffinare e combinare le nostre informazioni in modo di gran lunga più rapido di quanto sia mai stato fatto prima. |
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Il sovraccarico informativo è diventato un ben noto problema: frammenti di conoscenza si accumulano troppo velocemente perché le persone possano mettervi ordine e trarne fuori un senso. Migliaia di riviste tecniche si occupano di migliaia di soggetti diversi. Gli articoli pubblicati ammontano a oltre un milione per anno. I forum dei fatti ci aiutano a far pulizia delle menzogne, alleggerendo il nostro sforzo di dare senso al mondo. Ma qualunque istituzione formale di questo tipo resterebbe comunque sommersa dal travolgente moderno flusso di informazione: i forum dei fatti saranno in grado di trattare solo una frazione dei fatti, sebbene una frazione importante, e inevitabilmente saranno in qualche modo flemmatici. Le istituzioni formali possono intercettare solo una minuscola frazione delle energie intellettuali della nostra società. |
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Oggi, i nostri sistemi informativi sono d'ostacolo al nostro progresso. Per farsi un'idea intuitiva del problema, immaginate di dover gestire un frammento di informazione: L'avete scoperta: ma come potreste diffonderla? Qualcun altro l'ha pubblicata: ma come trovarla? L'avete trovata: e dove dovreste archiviarla? Avete individuato un errore in essa: come potreste correggerla? Il vostro archivio cresce: come dovreste organizzarlo? |
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Attualmente gestiamo l'informazione in maniera maldestra. I nostri "media" elettronici tradizionali sono vivaci ed intriganti, ma sono malamente adattabili per divenire capaci di gestire dibattiti di lungo termine; come potreste, nel ruolo di spettatore, archiviare, organizzare, o correggere l'informazione contenuta in un documentario televisivo? In breve, come potreste trasformare queste informazioni in una ben integrata porzione di un corpo di conoscenze in evoluzione? Possiamo gestire meglio dei dibattiti complessi usando i "media" cartacei, tuttavia le settimane (o anni) di ritardo imposte da un tipico processo di pubblicazione rallentano il dibattito, il quale procede come camminasse a carponi. Ed anche le pubblicazioni su carta sono difficili da archiviare, organizzare e correggere. Le macchine tipografiche producono fasci di carta inchiostrata; a prezzo di sforzi eroici, i bibliotecari e gli studiosi lavorano per collegare ed organizzare in modo utile tutte questi fasci cartacei. Ma indici, riferimenti e correzioni, semplicemente aggiungono ulteriori pagine ed edizioni, e seguire i collegamenti che essi rappresentano resta tuttora un compito tedioso. |
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Libri ed altri fasci di carta funzionano bene, a prezzo di qualche adattamento. Essi contengono molti dei nostri tesori culturali e per ora non abbiamo nessun altro modo migliore di pubblicare la maggior parte di queste cose. Tuttavia, la loro forma attuale lascia aperto molto spazio per il miglioramento. |
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I problemi che incontriamo nel diffondere, correggere ed organizzare le informazioni obbligano la nostra conoscenza a rimanere relativamente scarsa, non corretta e disorganizzata. Poiché la conoscenza consolidata è spesso difficile da trovare, altrettanto spesso ne facciamo a meno, col risultato di rimanere apparentemente più ignoranti di quando abbiano necessità d'esserlo. Le nuove tecnologie possono aiutarci? |
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Le nuove tecnologie lo hanno già fatto prima d'ora. L'invenzione del torchio di stampa ha portato grandi progressi; I servizi testuali basati sull'informatica ci promettono ancora di più. Comunque, per intuire in che modo la nostra informazione potrebbe essere migliore, potrebbe aiutarci tentare di capire in che modo essa potrebbe risultare peggiore. Consideriamo quindi, una immaginaria situazione caotica, ed una sua immaginaria soluzione. |
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Il Racconto del Tempio |
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Tanto tempo fa, c'era un popolo con un problema di informazione. Nonostante avessero sostituito le loro ingombranti tavolette d'argilla con la carta, la utilizzavano in modo bizzarro. Nel cuore della loro terra si ergeva una cupola imponente. Sotto la cupola vi era la loro grande Camera degli Scrittori. All'interno di questa camera c'era una grossa collinetta di foglietti di carta, ognuno dalla dimensione della mano di bambino. |
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Di tanto in tanto, un erudito viaggiava fino a questo "tempio dello studio" per offrire la sua conoscenza. Un consiglio di scribi avrebbe giudicato il valore della conoscenza offerta. Se questa si fosse dimostrata preziosa, essa sarebbe stata trascritta su un foglietto, il quale sarebbe stato solennemente lanciato sul mucchio. |
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Di tanto in tanto, altri industriosi eruditi venivano a cercare conoscenza, frugando nel mucchio alla ricerca del foglietto desiderato. Alcuni di loro, più abili in queste ricerche, avrebbero potuto trovare un particolare foglietto in meno di un mese. Gli scribi accoglievano sempre volentieri i ricercatori, poiché erano così rari. |
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Noi moderni possiamo vedere chiaramente il loro problema: in un mucchio disordinato, ogni foglietto aggiunto seppellisce i restanti (come accade su molte odierne scrivanie). Ogni foglietto è separato, non correlato agli altri, ed aggiungere un riferimento ad un altro foglietto sarebbe ben poco utile, visto che cercare un foglietto richiede dei mesi. Se usassimo un tale mucchio per conservare la nostra informazione, i nostri innumerevoli e dettagliati scritti di scienza e tecnologia diventerebbero quasi inutili. Le ricerche richiederebbero anni, o intere vite. |
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Noi moderni abbiamo adottato una soluzione semplice: mettiamo in ordine le pagine. Mettiamo una pagina dopo l'altra per comporre un libro, un libro dopo l'altro per riempire uno scaffale, e quindi riempiamo di mensole un edificio per comporre una biblioteca. Mettendo in ordine le pagine possiamo trovarle, e seguire molto più rapidamente i riferimenti. Se gli scribi avessero assunto degli eruditi per disporre i foglietti in pile distinte per soggetto, la ricerca dei foglietti sarebbe divenuta più facile. |
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E tuttavia, di fronte a pile distinte di foglietti riguardanti la storia, la geografia e la medicina, dove avrebbero dovuto mettere, questi eruditi, i foglietti riguardanti la geografia storica, o la epidemiologia geografica, o la storia medica? Dove avrebbero dovuto mettere i foglietti riguardanti "La Storia della Diffusione della Grande Peste?". |
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Ma nel nostro paese immaginario, gli scribi adottarono un'altra soluzione: si rivolsero ad un mago. Ma prima di farlo, essi rinchiusero gli eruditi nella camera perché cucissero e legassero dei fili di connessione fra un foglietto ed un altro. I fili di un particolare colore legavano un foglietto al successivo in una serie, un altro colore conduceva ad un riferimento, un altro ad una nota critica, e così via. Gli eruditi intessevano una rete di relazioni, rappresentate da una rete di connessioni. Infine il mago (dagli occhi scintillanti e una chioma fluttuante) recitò un incantesimo, e l'intero caos si librò lentamente nell'aria per aleggiare come una nuvola nella cupola. Dopo di ciò, un erudito che impugnasse un foglietto doveva solo afferrare dal suo bordo uno dei fili che vi erano annodati, per tirarsi appresso tutti gli altri foglietti collegati. E i fili, magicamente, non si ingarbugliavano mai. |
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Ora gli eruditi potevano collegare i foglietti riguardanti "La Storia della Diffusione della Grande Peste" ai foglietti riguardanti la storia, la geografia e la medicina. Potevano aggiungere tutte le note e tutto il testo che volevano, collegandoli nel modo più vantaggioso. Potevano aggiungere speciali foglietti d'indice, in grado di mettere a portata di mano qualunque cosa fosse in lista. Potevano disporre i collegamenti ovunque desiderassero, tessendo una rete di conoscenza che sapesse far corrispondere le connessioni con il mondo reale. |
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Noi, con le nostre inerti pile di carta, potremmo solo invidiarli - se non avessimo i computer. |
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La Carta Magica Diventa Reale |
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Nel 1945, Vannevar Bush propose un sistema che denominò "memex". Era un dispositivo da scrivania, zeppo di microfilm e meccanismi, e capace di visualizzare le pagine immagazzinate e di consentire all'utente di aggiungervi delle note. Un sistema a microfilm memex non è mai stato costruito, ma il sogno ha continuato a vivere. |
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Oggi, i computer ed i loro schermi hanno cominciato a diventare sufficientemente economici perché siano abitualmente utilizzati come strumenti di scrittura e di lettura. Alcuni editori di riviste cartacee sono diventati editori elettronici, producendo riviste, quotidiani e giornali accessibili solo attraverso le reti di computer. E con i programmi giusti, i computer dedicati alla gestione di testi ci permetteranno di collegare questa informazione in modi anche migliori del filo magico. |
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Theodor Nelson, l'iniziatore dell'idea, ha denominato ciò che ne risulta con il nome di "Ipertesto": ossia un testo con collegamenti in molte direzioni, e non solo in una sequenza unidimensionale. Lettori, autori ed editori che utilizzano i sistemi ipertestuali di solito non conoscono il funzionamento di computer e schermi, proprio come di solito non conoscevano neanche i meccanismi della fotocomposizione o della stampa litografica del passato. Un sistema ipertestuale funzionerà semplicemente come uno scritto magico; chiunque ci giochi per un po' acquisisce subito familiarità con le sue capacità basilari. Tuttavia, una descrizione della struttura di uno di questi sistemi (2) aiuterà nella spiegazione del funzionamento di un ipertesto. |
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Nell'approccio adottato dallo Xanadu hypertext group (presso San Jose in California), il nucleo del sistema, la parte "server", è una rete di computer capace di immagazzinare sia documenti che collegamenti fra i documenti. Un sistema iniziale potrebbe essere rappresentato da una singola macchina desktop; ma alla fine un intera crescente rete di macchine sarebbe capace di servire come una biblioteca elettronica. I documenti memorizzati saranno in grado di rappresentare quasi qualsiasi cosa, sia romanzi che grafici, libri di testo o persino programmi, ed infine anche musica o filmati. |
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Gli utenti saranno in grado di collegare qualsiasi parte del documento ad un'altra qualsiasi parte dello stesso documento, o di un qualunque altro documento. Quando un lettore punta ad uno dei capi di un collegamento (sia che esso venga mostrato sullo schermo come una sottolineatura, un asterisco una icona o un filo colorato), il sistema preleva dalla memoria e visualizza il materiale corrispondente all'altro capo del collegamento. Inoltre, esso registra le nuove versioni di un documento molto grande senza immagazzinare copie addizionali; il sistema avrà unicamente la necessità di memorizzare le parti che sono state modificate. Questo permette che l'immagazzinamento sul sistema delle precedenti versioni di un qualsiasi documento pubblicato e modificato causi meno dispendio di memoria. Il sistema farà tutto ciò rapidamente, persino quando la quantità totale di informazione immagazzinata divenga immensa. Una rete di tali macchine potrebbe infine maturare in una biblioteca elettronica mondiale. |
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Per immaginare come tutto ciò dovrebbe apparire ad un utente, immaginate uno schermo della dimensione di un libro aperto, riempito da caratteri con una dimensione che consenta una chiara lettura, come quelli che state leggendo ora. Oggi lo schermo potrebbe assomigliare un apparecchio televisivo, ma entro pochi anni il suo aspetto potrebbe essere più simile a quello di un libro, un oggetto dalla dimensione tale da poter essere tenuto in grembo, con un cavo di connessione verso un dispositivo di immagazzinamento e distribuzione di informazione. (Con la nanotecnologia potremmo eliminare il cavo: un oggetto della dimensione di un libro sarà in grado di contenere un sistema ipertestuale comprendente riproduzioni fotografiche di tutte le pagine distinte che esistono al mondo, immagazzinate in una memoria veloce realizzata da un nastro molecolare). |
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In questo libro - quello che avete adesso nelle vostre mani - potrei descrivere i libri di Theodor Nelson(3) riguardanti gli ipertesti, le Macchine da Letteratura e le biblioteche computerizzate, ma non potreste vedere i suoi libri su queste pagine. Le pagine in questione sono altrove, restando momentaneamente intrappolate in uno degli scritti del suo autore. Ma se questo fosse un sistema ipertestuale ed io, o qualcun altro, avessimo aggiunto l'ovvio collegamento, voi potreste puntare all'espressione "Macchine da Letteratura" qui presente, ed un momento più tardi vedreste sostituirsi al testo di questa pagina la visualizzazione chiara dell'Indice del libro di Nelson, o di una mia selezione di citazioni tratte dal suo libro. Da lì, potreste entrare nel suo libro e vagare in esso, forse mentre un'altra porzione del vostro sistema di visualizzazione vi mostra ogni nota che io ho collegato al suo testo. Potreste quindi ritornare qui (o verso pagine che forse ora mostrano anche le sue note al mio testo) o muovervi ancora oltre , verso un altro documento collegato al suo. Senza lasciare la vostra sedia, potreste avere una panoramica di tutti i principali scritti sugli ipertesti, spostandovi da un collegamento ad un altro attraverso un qualsiasi numero di documenti. |
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Mantenendo traccia dei collegamenti (diciamo per esempio fra descrizioni di massima, bozze e materiali di riferimento) gli ipertesti aiuteranno la gente a scrivere e a redigere lavori più ambiziosi. Utilizzando gli ipertesti potremo tessere la nostra conoscenza per dar vita a unità coerenti. John Muir ha osservato che "Quando proviamo a individuare isolatamente qualcosa, scopriamo che pare legata a qualsiasi altra cosa nell'universo". Gli ipertesti ci aiuteranno a mantenere legate assieme le idee secondo modi che meglio rappresentano la realtà. |
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Con gli ipertesti saremo meglio capaci di collezionare e organizzare conoscenza, accrescendo l'efficacia operativa della nostra intelligenza. Ma perché la collezione di informazione si traduca in una maggiore efficacia operativa, deve essere decentralizzata; una informazione frammentariamente sparpagliata su molte menti non può essere facilmente inserita dentro il sistema da un gruppo composto da pochi specialisti. Lo Xanadu group propose un soluzione semplice: permettere che chiunque potesse scrivere e che il sistema retribuisse automaticamente ad ogni scrittore i relativi diritti d'autore ogni volta che qualcuno avesse letto il suo materiale. La pubblicazione sarebbe stata favorita dalla possibilità di fornire alla gente ciò che essa vuole. |
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Immaginate che voi stesso abbiate qualcosa da dire riguardo alcune idee o eventi. Immaginate alcuni vecchi commenti dotati di un certo perspicace acume, e che oramai sono sbiaditi nella memoria sia degli oratori che degli ascoltatori di tutto il mondo. Su un sistema ipertestuale, sarà facile pubblicare e trovare commenti. Immaginate le domande che vi hanno confuso. Potreste pubblicare anche queste; qualcuno, trovata la risposta che vi serve, pubblicherà una replica al vostro intervento. |
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Poiché chiunque sarà in grado sul sistema di scrivere testi e creare collegamenti, la rete di ipertesti accumulerà grandi magazzini di conoscenza e di saggezza e ancor più grandi mucchi di completa immondizia. Gli ipertesti comprenderanno vecchie news, pubblicità, graffiti, urla insensate e bugie - sicché come potrebbe un lettore essere in grado di evitare le cose cattive e focalizzarsi su quelle buone? Potremmo mettere su un comitato editoriale centrale, ma ciò potrebbe distruggere la apertura del sistema. Ordinare informazioni costituisce di per se stesso un problema di informazione per il quale fortunatamente gli ipertesti ci aiuteranno ad evolvere buone soluzioni. |
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Poiché gli ipertesti saranno capaci di fare quasi qualunque cosa di ciò che i sistemi cartacei possono fare, possiamo almeno usare la soluzione che adottiamo già oggi. Autori ed editori si sono costruiti delle reputazioni consolidate nell'ambito dei media cartacei, e molti di loro hanno cominciato a spostarsi verso la pubblicazione elettronica. Su un sistema ipertestuale essi saranno in grado di pubblicare documenti coerenti con i loro standard di reputazione. I lettori ben disposti verso di loro, potranno impostare i loro sistemi di visualizzazione affinché mostrino solo questi documenti, ignorando automaticamente la nuova immondizia. Per essi, il sistema ipertestuale apparirà come qualcosa che contiene solo materiale di pubblicisti rispettabili, che in più, rispetto alla distribuzione su carta, sarà materiale caratterizzato da una maggiore accessibilità perché distribuito elettronicamente e corredato da indici e collegamenti ipertestuali. L'autentica immondizia sarebbe ancora lì, (quanto meno finché i suoi autori continueranno a pagare una piccola tariffa per la conservazione in memoria del proprio materiale), e tuttavia essa non invaderà lo schermo di ogni lettore. |
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Ma saremo in grado di fare ancor meglio di così. Il consenso su un documento (dimostrato da collegamenti e raccomandazioni) può venire da chiunque; i lettori presteranno più attenzione al materiale raccomandato da qualcuno che stimano. Al contrario, i lettori che troveranno dei documenti che apprezzano, saranno in grado di vedere chi li ha raccomandati; questo condurrà i lettori a scoprire gente che condivide i suoi stessi interessi e preoccupazioni. Indirettamente, gli ipertesti aggregheranno la gente e accelereranno lo sviluppo e la crescita di comunità. |
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Quando la pubblicazione sarà divenuta così facile e veloce, gli scrittori produrranno più materiale. Poiché gli ipertesti incoraggeranno l'attività editoriale indipendente, gli editori stessi troveranno più lavoro da fare. I documenti che citano, elencano e collegano altri documenti serviranno da antologie, giornali ed indici ad accesso istantaneo. L'incentivo rappresentato dagli introiti dovuti ai diritti d'autore incoraggerà la gente a trovare ciò che desidera. Appariranno ben presto guide alla letteratura presente, in competizione fra loro - nonché guide alle guide. |
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Gli ipertesti collegano meglio di quanto facciano i riferimenti bibliografici cartacei, e non solo in termini di velocità. I riferimenti cartacei permettono ad un lettore volenteroso di seguire collegamenti da un documento ad un altro - ma tentate di scoprire in quali documenti ci sono dei riferimenti verso quello che state leggendo attualmente! Oggi, trovare tali riferimenti richiede l'ingombrante presenza di un indice delle citazioni, disponibile solo in apposite biblioteche di ricerca, ed orientato verso argomenti ristretti a campi limitati, nonché obbligato ad aggiornamenti che vengono compiuti con ritardi di qualche mese. Gli ipertesti collegheranno i lavori in entrambe le direzioni, permettendo ai lettori di trovare anche commenti su ciò che stanno leggendo. Questo, di fatto, è proprio un drastico passo avanti tecnologico: un progresso che sottopone le idee ad una analisi critica più completa, velocizzando perciò la loro evoluzione. |
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L'evoluzione della conoscenza - sia in filosofia che in politica, o in scienza, o in ingegneria - richiede la generazione, la diffusione e la verifica di memi. Gli ipertesti accelereranno questo processo. I media cartacei gestiscono questo processo di generazione e diffusione piuttosto bene, ma sono molto goffi per quel che riguarda la gestione della verifica. |
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Una volta che una cattiva idea raggiunga la stampa, essa assume vita propria, e persino il suo autore può di rado avere la possibilità di piantare un paletto nel suo cuore. Una confutazione devastante di una cattiva idea diventa semplicemente un'altra pubblicazione, un altro foglietto di carta. Giorni o anni più tardi, resta ancora improbabile che i lettori che hanno incontrato o incontrano l'idea contraffatta siano anche casualmente capitati sulla sua confutazione. E così il nonsenso sopravvive e prospera. Solo con l'avvento degli ipertesti, i critici saranno in grado di piantare i loro stiletti nelle carni dei loro bersagli. Solo con gli ipertesti gli autori possono essere in grado di ritrattare i loro errori, e facendolo non grazie al rogo delle biblioteche o imbastendo una massiccia campagna pubblicitaria, ma semplicemente revisionando i loro testi ed etichettando la vecchia versione come "ritrattata". Gli autori avranno il mezzo per rimangiarsi le loro parole in tutta tranquillità; questo li compenserebbe, in parte per l'accresciuta ferocia della critica. |
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I critici useranno chiare confutazioni per trafiggere a morte le insensatezze (come per esempio quello dei falsi limiti allo sviluppo), spazzandole via dall'arena intellettuale - sebbene senza eliminare le loro registrazioni - con quasi la stessa velocità con cui esse diventano visibili. Le guide alle buone critiche aiuteranno i lettori a vedere se una idea è sopravvissuta alle obiezioni più agguerrite sollevate fino a quel momento. Oggi, l'assenza di critiche conosciute non significa molto, poiché i brevi commenti critici sono difficili da pubblicare e ardui da trovare. In un consolidato sistema ipertestuale, tuttavia, le idee che siano sopravvissute a tutte le critiche note saranno sopravvissute ad una vera sfida. Esse si saranno conquistate una credibilità autentica e crescente. |
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Collegare la Nostra Conoscenza |
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I pregi impliciti negli ipertesti si estendono molto in profondità; e questo è il motivo per cui essi sono così grandi. Gli ipertesti ci consentiranno di rappresentare la conoscenza in maniera più naturale. La conoscenza umana forma una rete priva di interruzioni, ed i problemi umani sconfinano largamente oltre i vaghi confini che delimitano i vari campi. Le schiere ordinate di libri svolgono un ben misero lavoro come rappresentanti della struttura della nostra conoscenza. Le biblioteche, inventando modi migliori di indicizzare, referenziare e disporre fogli sfusi, hanno lavorato per rendere queste schiere di libri più simili a reti, e tuttavia, a dispetto dei nobili sforzi compiuti e delle vittorie riscosse dai bibliotecari, una ricerca bibliografica è tuttora qualcosa che spaventa chiunque, fatta eccezione per una minoranza specializzata del pubblico di lettori. I bibliotecari hanno evoluto pian piano soluzioni orientate in direzione degli ipertesti, e tuttavia la meccanica della carta è tuttora d'intralcio per questo obiettivo. I sistemi ipertestuali ci consentiranno di compiere un passo da gigante nella stessa direzione verso cui ci siamo mossi fin dall'invenzione della scrittura. |
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La nostra stessa memoria funziona tramite associazioni, cioè per mezzo di collegamenti che rendono richiamabili le nostre re-classificazioni delle informazioni memorizzate. Anche i ricercatori nel campo della IA trovano che il meccanismo dell'associazione sia essenziale per la costruzione di conoscenza utilizzabile dai loro sistemi; questi ricercatori programmano ciò che loro chiamano "reti semantiche" per costruire sistemi di rappresentazione della conoscenza, Sulla carta, le associazioni fra parole ci forniscono un aiuto prezioso; nella mente, un vocabolario funzionante si basa su associazioni rapide e flessibili fra parole. Di fatto, nella memoria, le correlazioni forniscono il contesto che dona significato alle nostre idee. Utilizzando gli ipertesti la gente assocerà idee grazie a collegamenti pubblicati, arricchendo le stesse idee di significato, e rendendole ancor più parte della nostra stessa mente. |
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Quando modifichiamo la nostra mente riguardo alla concezione che abbiamo del mondo, e la concezione di dove esso stia andando, trasformiamo la nostra rete di conoscenza. Trasformazioni ragionate spesso ci richiedono di confrontare schemi di idee in competizione fra loro. |
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Per giudicare la specifica visione del mondo presentata da un libro, un lettore deve spesso ricordare o rileggere spiegazioni da recuperare dalle pagine precedenti - o da un contestato articolo apparso l'anno precedente. Ma la memoria umana è fallace, e scavare alla ricerca di un vecchio articolo spesso sembra richiedere troppo lavoro. Ben conoscendo tale problema, gli autori spesso esitano incerti fra l'alternativa di includere troppo materiale nel loro lavoro (annoiando i loro lettori) e quella di tralasciare molte cose importanti (lasciando punti deboli nella loro discussione). Inevitabilmente, essi fanno entrambe le cose, contemporaneamente. |
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I lettori degli ipertesti saranno in grado di vedere se le fonti collegate supportano una idea o se altre fonti connesse contengono critiche che la demoliscono. Gli autori scriveranno corposi e stimolanti sunti delle loro idee e le collegheranno alle loro estese e noiose spiegazioni. Mano a mano che gli autori esporranno le loro idee e i critici le discuteranno, entrambi tesseranno in parallelo intere reti contrastanti di visioni del mondo, punto su punto. I lettori non saranno ancora in grado di giudicare perfettamente o istantaneamente le idee presentate, ma saranno quanto meno in grado di giudicarle meglio e più rapidamente. In questo modo, gli ipertesti ci aiuteranno in uno dei compiti più grandi del nostro tempo: giudicare cosa sia davanti a noi, e correggere il nostro pensiero per adeguarlo alle prospettive di ciò che scuoterà le fondamenta delle nostre consolidate visioni del mondo. Gli ipertesti rafforzeranno la nostra preveggenza. |
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Per allora, molte delle utili applicazioni di un maturo sistema ipertestuale saranno divenute ovvie - o quantomeno altrettanto ovvie di quanto lo possono essere oggi, prima di aver mai avuto l'occasione di sperimentarle direttamente. Il supporto alla diffusione di news giornalistiche è una di queste ovvie applicazioni. |
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Le news modellano la nostra visione del mondo, ma i media attuali pongono dei limiti a ciò che i giornalisti possono ritrarre. Spesso, le storie riguardanti la tecnologia e gli eventi del mondo hanno senso solo nell'ambito di un contesto più generale, ma le limitazioni di spazio e le frenetiche scadenze di pubblicazione strappano via il contesto associato alle storie. Ciò indebolisce la nostra comprensione degli eventi. Utilizzando gli ipertesti, i cronisti troveranno facile collegare le news del giorno a più estese discussioni precedenti. Per di più, la gente coinvolta nelle storie e i casuali osservatori delle stesse, saranno in grado di dire la loro, collegando così i loro commenti alla storia riportata dal cronista. |
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La pubblicità lubrifica gli ingranaggi dell'economia, spingendoci (anche in malafede) verso i prodotti disponibili. Dei consumatori ben informati potrebbero anche evitare l'acquisto di beni mediocri ed in sovraprezzo, ma la necessità di cercare fra i beni disponibili e confrontarli, inghiottirebbe notevoli quantità di tempo. Su un sistema ipertestuale, invece, alcune compagnie che offrono servizi per i consumatori compileranno cataloghi comparativi, collegando l'una all'altra le descrizioni di prodotti in reciproca competizione per verificarle e riferire ai consumatori. |
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Per quel che riguarda l'istruzione, impariamo meglio quando siamo interessati a quel che stiamo leggendo. Ma la maggioranza dei libri presenta idee solo in una unica sequenza, e solo ad un livello di difficoltà, senza preoccuparsi della preparazione pregressa o dell'interesse di chi legge per apprendere. Anche in questo caso, la domanda popolare favorirà la crescita di utili reti ipertestuali. La gente creerà collegamenti fra presentazioni analoghe, ma concepite per livelli di difficoltà differenti. Gli studenti saranno in grado di leggere una presentazione pensata su un agevole livello di difficoltà, sbirciando su discussioni parallele che scendono un tantino più in profondità. La facilità di assimilazione del materiale più ostico ne risulterà accresciuta, poiché i collegamenti verso nozioni e definizioni basilari consentirà al lettore di prendersi pause per riordinare le idee - istantaneamente, privatamente e senza imbarazzo. Altri collegamenti potrebbero condurre in tutte le direzioni verso materiale correlato; i collegamenti in una descrizione sulla barriera corallina potrebbero condurre verso testi sull'ecologia dei coralli o sulle storie di squali affamati. Potremmo soddisfare un nostro interesse momentaneo quasi istantaneamente, ed apprendere diverrà più divertente. Sempre più gente potrebbe considerarlo qualcosa che genera assuefazione. |
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Con gli ipertesti la procedura del giusto processo si irrobustirà. Poiché gli ipertesti sono aperti verso tutte le direzioni, permettendo di formulare domande, di rispondervi, e così via, il dibattito condotto a mezzo ipertesto sarà dotato di una implicita procedura di giusto processo di alta qualità. Di fatto, gli ipertesti saranno un media ideale per la conduzione di forum dei fatti. Le procedure dei forum, a loro volta, saranno complementari agli ipertesti perché distilleranno i risultati dei loro dibattiti d'ampio respiro in affermazioni chiare (sebbene ottenute per tentativi) riguardanti fatti tecnici di importanza chiave. |
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Un effetto finale ovvio degli ipertesti sarà quello di ridurre il problema delle citazioni fuori contesto: i lettori saranno in grado di recuperare il contesto originario associato ad ogni citazione, facendolo riapparire nel sistema con la semplice pressione di un pulsante. Questa sarà una caratteristica preziosa, e non solo per la prevenzione della rappresentazione travisata della posizione di un autore; i benefici indiretti potrebbero essere ancor più grandi. Strappare dal loro contesto di fondo affermazioni ragionevoli può sembrare assurdo, ma gli autori degli ipertesti sapranno che le citazioni "assurde" condurranno i lettori direttamente verso il contesto originale dell'autore. Ciò favorirà una scrittura più ardita, dando ai memi basati sulle prove e sul ragionamento un vantaggio rispetto a quelli basati sulla pura convenienza o timidezza. |
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Forse il più importante (sebbene il meno evidente) beneficio degli ipertesti sarà una nuova capacità di vedere l'esistenza di lacune. Per sopravvivere ai prossimi anni, dobbiamo saper valutare correttamente idee complesse, e ciò richiede di saper giudicare se un argomento è pieno di lacune. Ma al momento abbiamo problemi ad individuare le lacune. |
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Ancora più difficile è riconoscere l'assenza di lacune fatali, e tuttavia questa è la chiave per riconoscere un argomento fondato. Gli ipertesti ci aiuteranno anche in questo. I lettori esamineranno importanti argomentazioni, e dove riscontrino delle lacune le correderanno di cospicue obiezioni. Queste obiezioni renderanno le lacune così consistentemente visibili che l'assenza di buone obiezioni costituirà una chiara assenza di lacune conosciute. Potrebbe essere difficile apprezzare quanto tutto ciò sia importante: la mente umana tende a non riconoscere i problemi causati dalla nostra incapacità di vedere l'assenza di lacune, per non parlare poi delle opportunità che questa incapacità ci fa sfuggire. |
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Per esempio, immaginate di avere una idea, e di star cercando di decidere se sia plausibile e valga la pena pubblicarla. Se l'idea non è ovvia, potreste dubitare della sua veridicità e non pubblicarla. Ma se sembra ovvia, potreste con tutta ragione presumere che sia stata già pubblicata, anche se proprio non sapete trovare dove. Gli ipertesti, poiché rendono più facile trovare le cose, renderanno più facile vedere se qualcosa non sia ancora stata pubblicata. Rendendo le lacune della nostra conoscenza più visibili, gli ipertesti ci stimoleranno a colmare tali lacune. |
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Per comprendere e guidare la tecnologia, abbiamo bisogno di trovare gli errori - incluse le omissioni - nelle proposte tecnologiche complesse. Poiché assolviamo questo compito in modo così carente, incorriamo in molti equivoci, e la visibilità di questi equivoci rende la nostra incompetenza un fatto evidente e minaccioso. Ciò incoraggia la prudenza, e tuttavia favorisce anche la paralisi: poiché abbiamo difficoltà ad accorgerci della presenza di lacune, temiamo che siano ovunque, anche dove non esistono affatto. Gli ipertesti ci aiuteranno a costruire fiducia in noi stessi dove tale fiducia sia giustificata grazie ad una più affidabile esposizione dei problemi. |
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Pericoli degli Ipertesti |
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Come molti altri utili strumenti, gli ipertesti potrebbero essere utilizzati per far danno. Sebbene ci aiuteranno a mantenere traccia dei fatti, potrebbero anche aiutare i governanti a mantenere traccia di noi. Tuttavia, in un bilancio complessivo, essi potrebbero servire la libertà. Pensati per essere intrinsecamente decentralizzati - con molte macchine, molti scrittori, molti editori - gli ipertesti potrebbero aiutare i cittadini più di quanto possano aiutare coloro che li governano. Le banche dati governative cresceranno di dimensioni in ogni caso, indipendentemente dagli ipertesti. I sistemi ipertestuali potrebbero persino aiutarci a tenerle d'occhio. |
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Affidarsi completamente alla pubblicazione elettronica comporta altri pericoli. I governi degli Stati Uniti, come quelli d'altri paesi, hanno spesso interpretato l'ideale che una volta veniva enunciato come "libertà di parola" e di "stampa" intendendolo esclusivamente come libertà di parlare e di vendere carta stampata. I governi hanno infatti regolamentato l'uso della radio e della televisione, richiedendo a questi media di servire una concezione del pubblico interesse piuttosto orientata verso l'interpretazione che le burocrazie avevano di esso. I limiti pratici che obbligano a vincolare il numero di canali trasmittenti sul largo raggio, hanno fornito qualche scusa per questa imposizione, ma tali scuse devono fermarsi qui. Dobbiamo estendere i principi della libertà di parola ai nuovi media. |
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Saremmo inorriditi se i governanti ordinassero agli agenti di irrompere nelle biblioteche per bruciare libri. Dovremmo ugualmente inorridire se i governanti tentassero di cancellare documenti pubblici dalle librerie elettroniche. Se gli ipertesti dovranno veicolare le nostre tradizioni, allora ciò che è stato pubblicato deve restare tale. Una biblioteca elettronica non sarebbe meno di una biblioteca solo perché è priva di scaffali o di carta. La cancellazione non produrrebbe fumo o fiamme, ma la puzza del rogo di libri resterebbe. |
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Dal Desktop alla Libreria Mondiale |
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Alcuni dei benefici che ho descritto deriverebbero solo da un grande ed altamente evoluto sistema ipertestuale - uno che già svolga la funzione di forum per dibattiti d'ampio respiro e che sia sulla buon strada per divenire una biblioteca elettronica mondiale. Un sistema di questo tipo potrebbe anche non arrivare a piena maturazione prima dell'arrivo della rivoluzione degli assemblatori e della IA. Perché gli ipertesti conquistino terreno, piccoli sistemi devono guadagnare applicazione pratica, e perché gli ipertesti ci aiutino a gestire la corsa tecnologica, i sistemi piccoli devono ottenere effetti che vanno al di la della loro dimensione. Fortunatamente, possiamo attenderci benefici sostanziali fin quasi dal principio. |
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Singole macchine ipertestuali saranno in grado di servire contemporaneamente per diversi utilizzi. Anche senza essere collegati ad ogni cosa del mondo esterno, essi aiuteranno le compagnie, le associazioni e i gruppi di ricerca, a gestire informazioni complesse. |
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Tuttavia, creare collegamenti con l'esterno sarà facile. Il numero di basi di dati pubbliche che sono disponibili, si è sviluppato dalla dozzina della metà degli anni '60 fino a qualche centinaio nella metà degli anni '70, e qualche migliaio nella metà degli anni '80. Le compagnie hanno reso queste basi di dati pubblicamente disponibili grazie alle reti di computer. I sistemi ipertestuali saranno in grado di prelevare materiali da tali basi di dati, per cui dovranno immagazzinare solo i codici di accesso verso di esse piuttosto che il testo attuale. Questa informazione sarà solo apparentemente residente nel sistema ipertestuale, ma la bontà di tale soluzione sarà sufficiente per molti scopi. |
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La gente utilizzerà i primi sistemi per fornire ad una comunità un servizio di connessione telefonica come quelli esistenti negli attuali bulletin board systems. Gruppi di discussione dedicati a interessi specifici sono già emersi sulle reti di computer; tali gruppi trovano che gli ipertesti siano un media migliore per lo scambio di informazione e punti di vista. |
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I primi sistemi ipertestuali ci aiuteranno anche a costruire e avviare delle organizzazioni. L'ordinaria conferenza a mezzo computer (che semplicemente manda avanti e indietro dei brevi messaggi) già aiuta i gruppi a comunicare. I vantaggi di una conferenza non "faccia a faccia" includono costi più bassi (nessun bisogno di viaggiare) una interazione meno aspra (nessuna necessità di attendere o di interrompere la gente) ed una migliore visibilità delle caratteristiche delle menti partecipanti (grazie a messaggi più chiari e meno conflitti derivati da particolari protagonismi). Le comunicazioni ipertestuali estenderanno tali benefici dando ai partecipanti strumenti migliori per riferire, confrontare e riassumere. Poiché i dibattiti a mezzo ipertesti non hanno bisogno di un singolo editore, alle organizzazioni è perciò consentito di divenire più aperte. |
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Utilizzare un servizio ipertestuale tramite il telefono e da un computer domestico durante le ore non di punta probabilmente costerà all'inizio diversi dollari per ogni ora. Questo costo crollerà nel tempo. Per diverse decadi fino ad oggi, l'effettivo costo dei computer è sceso di circa un fattore dieci ogni dieci anni, e il costo delle comunicazioni si è ridotto anch'esso. I sistemi di ipertesto saranno affrontabili da un numero sostanziale di persone quasi nello stesso momento in cui essi diverranno disponibili. Sembra che entro dieci anni, il costo calerà abbastanza da essere compatibile con l'utilizzo di questi sistemi da parte di un mercato di massa. |
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La possibilità della pubblicazione elettronica è già stata colta al volo. La Academic American Encyclopedia, strutturata come un semplice ipertesto, è stata resa disponibile a 90.000 sottoscrittori, incluse 200 librerie e scuole. Il Time magazine riferisce (4) che i bambini usano il sistema con entusiasmo. I terminali nelle librerie possono già accedere al testo dei titoli di quotidiani, rotocalchi e giornali professionali. |
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Non abbiamo bisogno di attendere un sistema universale per beneficiare universalmente dei suoi benefici, poiché gli ipertesti inizieranno a fare la differenza molto prima. Abbiamo bisogno che gli ipertesti siano a portata di mano di studenti, scrittori, ricercatori e dirigenti, e per la stessa ragione per cui abbiamo bisogno di libri di testo nelle scuole, di strumenti nei laboratori e di utensili nelle officine. Alcuni libri hanno fatto una grande differenza, persino quando letti da meno di una persona su mille, poiché hanno originato un ondata di nuove idee, in seguito propagatasi lungo tutta la società. Gli ipertesti faranno la stessa cosa, aiutandoci a raffinare idee che potranno in seguito diffondersi più estesamente anche tramite la carta stampata e i media radiotelevisivi. |
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Ipertesti e Carta Stampata |
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Come si potrebbe confrontare la rivoluzione degli ipertesti con la rivoluzione di Gutenberg? Alcuni numeri suggeriscono la risposta. |
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La stampa con caratteri mobili abbatte drasticamente i costi dei libri. Ne quattordicesimo secolo, l'Avvocato Reale di Francia aveva solo settantasei libri, e tuttavia essi venivano considerati componenti di una biblioteca molto grande. Un libro richiedeva settimane di lavoro esperto - e i copisti erano necessariamente dei letterati. Le masse contadine non avrebbero mai potuto né permettersi né leggere dei libri. |
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Oggi, un anno di lavoro può permettere l'acquisto di quattromila libri. Molte case ne contengono centinaia; le grosse biblioteche ne contengono milioni. La stampa taglia i costi dei libri di un centinaio di volte o anche più, aprendo la possibilità dell'alfabetizzazione ed educazione di massa, e della rivoluzione mondiale tecnologica e democratica in corso. |
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E gli ipertesti? Gutenberg mostrò all'Europa come disporre caratteri di metallo per stampare pagine; gli ipertesti ci permetteranno di redisporre del testo già immagazzinato e inviarlo lungo tutti i paesi alla velocità della luce. La stampa accumula pile di libri nelle case e montagne di libri nelle biblioteche; gli ipertesti avranno l'effetto di portare queste montagne di libri ad ogni terminale. Gli ipertesti estenderanno la rivoluzione di Gutenberg grazie all'incremento della quantità di informazione disponibile (5). |
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E tuttavia, un altro vantaggio pare essere ancora più grande. Oggi, seguire un riferimento in una biblioteca di solito richiede minuti - con un po' di fortuna qualche centinaio di secondi - ma richiede anche giorni o più se il materiale non è molto popolare quindi è assente, oppure è troppo popolare e quindi esaurito. Gli ipertesti decurtano questi ritardi da centinaia di secondi a circa un secondo. Sicché, dove la rivoluzione di Gutenberg riduceva il costo del lavoro per la produzione di testi in misura di varie centinaia, la rivoluzione degli ipertesti ridurrà il costo del lavoro necessario per trovare un testo in misura di varie centinaia. Questa, di fatto, sarebbe una rivoluzione. |
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Come ho discusso, rendere più convenienti i riferimenti ai collegamenti trasformerà la tessitura del testo, portando ad una rivoluzione non semplicemente nella quantità ma anche nella qualità. Questo incremento in qualità assumerà molte forme. Indici migliori renderanno più facile rintracciare informazione. Migliori discussioni critiche estirperanno le insensatezze ed aiuteranno a rafforzare le idee plausibili. Migliori presentazioni della globalità evidenzieranno le lacune nella nostra conoscenza. |
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Con informazione abbondante, disponibile e d'alta qualità, sembreremo più intelligenti. E ciò aumenterà le nostre possibilità di gestire correttamente i passi avanti tecnologici in arrivo. Cosa potrebbe essere più utile? La prossima volta che vedrete diffondersi una falsità o vedrete una cattiva decisione derivare dalla pura ignoranza, fermatevi un attimo, e riflettete sugli ipertesti. |
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Capitolo 15: Abbondanza di mondi e tempo |
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La difficoltà risiede, non tanto nelle nuove idee, quanto nello sfuggire a quelle vecchie che, per quelli che sono stati educati nel modo in cui la maggior parte di noi lo è stata, si ramificano in ogni angolo delle nostre menti. |
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- JOHN MAYNARD KEYNES |
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Ho descritto come i progressi della chimica e della biotecnologia condurranno verso gli assemblatori, che a loro volta ci porteranno ai nanocomputer, ai replicatori, ed alle macchine ripara-cellule. Ho descritto come i progressi del software ci condurranno verso l'ingegneria automatizzata e verso l'intelligenza artificiale. Assieme, questi progressi renderanno possibile un futuro ricco di possibilità, una delle quali è la nostra stessa distruzione. Tuttavia, se utilizzeremo i forum dei fatti e gli ipertesti per rafforzare la nostra preveggenza, potremo evitare l'annichilazione, per muoverci oltre
ma verso dove? |
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Verso una trasformazione d'estensione mondiale che può, se risulterà in un successo, portare abbondanza e longevità a tutti quelli che le desiderano (1). E questa è una prospettiva che, come è piuttosto naturale, scatena sogni di utopia. |
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Un problema classico dell'utopia, come tutti ben sanno, è che dovrebbe essere statica, noiosa e terribile; infatti, altrimenti non sarebbe affatto un'utopia. Ciò nonostante, i sogni degli utopisti hanno cambiato ed ancora cambiato la storia, moltissime volte, in meglio o in peggio. Sogni pericolosi hanno condotto la gente ad uccidere in nome dell'amore, e schiavizzare in nome della fratellanza. Fin troppo spesso i sogni sono stati impossibili da realizzare, ed il tentativo di inseguirli è stato disastroso. |
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Abbiamo bisogno di sogni più utili per guidare le nostre azioni. Un sogno utile deve mostrarci una meta possibile e desiderabile, ed i passi intrapresi verso quella meta devono produrre risultati positivi. Per aiutarci a cooperare nella conduzione della corsa tecnologica, abbiamo bisogno di mete che facciano presa su gente con sogni differenti; ma quali mete ci occorrono? Pare che ci debba essere spazio per la diversità. Analogamente, quali dei sogni oggi scelti, così vicino all'alba dell'intelligenza, potrebbero dimostrarsi preoccupanti per il nostro futuro potenziale? Pare che ci debba essere spazio per il progresso. |
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Solo un certo tipo di futuro sembra risultare sufficientemente di largo respiro da possedere un'attrattiva generalizzata: un futuro aperto, di libertà, diversità e pace, che abbia spazio per l'inseguimento di molti sogni differenti; un futuro aperto, e desiderabile in egual misura da persone molto diverse fra loro; I piani grandiosi, come quello di stabilire un ordine mondiale uniforme, sembrano invece più pericolosi. L'imperativo "un mondo o nessun mondo", significherebbe l'imposizione di un singolo sistema sociale su un mondo di ostili potenze nucleari, il che pare una giusta ricetta verso il disastro. "Molti mondi o nessuno" sembrerebbe essere la nostra scelta reale, se potremo sviluppare scudi attivi per assicurare la pace. |
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Potremmo essere capaci di realizzare tutto questo. Utilizzando dei sistemi di ingegneria automatizzata come quelli descritti nel capitolo 5, saremo in grado di esplorare i limiti del possibile a ritmi milioni di volte superiori rispetto a quelli umani. Saremo quindi in grado di delineare i limiti ultimi della corsa tecnologica, inclusa la corsa agli armamenti. Assieme all'impiego di scudi attivi basati su tale conoscenza, sembra quindi che potremo assicurare una pace stabile e duratura (2). |
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La tecnologia avanzata non ha bisogno di modellare il mondo pressandolo contro un unico stampo. Molta gente un tempo aveva timore che macchine e organizzazioni sempre più grandi potessero dominare il nostro futuro, stritolando la diversità e i desideri umani. Di fatto, le macchine possono svilupparsi nella direzione di un accrescimento sempre maggiore, ed alcune lo fanno. Le organizzazioni possono svilupparsi verso un accrescimento sempre maggiore, ed alcune lo fanno. Ma macchine sgradevoli e sferraglianti, e burocrazie immense cominciano già ad avere l'aspetto di abiti fuori moda, a confronto dei microcircuiti, delle biotecnologie e delle organizzazioni fluide. |
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Oggi possiamo vedere le linee generali del quadro delineato sulla scala umana da una più alta tecnologia, quelle di un mondo in cui le macchine non sferragliano e gli impianti chimici non puzzano e i sistemi di produzione non usano la gente come fossero semplici ingranaggi meccanici. La nanotecnologia ci mostra che i progressi possono condurre verso un differente stile di tecnologia. Assemblatori ed intelligenza artificiale ci permetteranno di creare prodotti complessi senza organizzazioni complesse. Gli scudi attivi ci permetteranno di assicurare la pace senza un massiccio complesso militare-industriale. Queste tecnologie allargheranno le nostre scelte, liberandoci dai nostri vincoli e creando disponibilità di spazio per una più grande diversità ed indipendenza. Instaurare un'era di abbondanza richiederà soltanto che, un giorno, le vaste e non rivendicate risorse dello spazio siano divise in modo da distribuirne ad ognuno una significativa porzione. |
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Nelle poche restanti sezioni, darò uno sguardo su alcune possibilità estreme che le nuove risorse e i nuovi motori della creazione apriranno per noi; estremi che spaziano dalla fantascienza ai modi di vita dell'età della pietra. Considerate gli estremi presentati nel seguito come degli intensi colori primari, da mescolare sulla vostra tavolozza per dipingere il futuro che più vi piace. |
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Nanotecnologia e Vita Quotidiana |
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Una tecnologia avanzata potrebbe mettere fine alla vita oppure estenderla, ma potrebbe anche trasformare la sua qualità. I prodotti basati sulla nanotecnologia pervaderanno le vite quotidiane della gente che sceglierà di utilizzarli. Alcune conseguenze saranno triviali; altre potrebbero essere profonde. |
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Alcuni prodotti produrranno effetti in termini di semplificazione dell'ordinaria manutenzione casalinga (altrettanto sostanziali degli effetti di riduzione delle cause di litigio domestico). Non dovrebbe rappresentare un indice di grande ingegnosità, per esempio, pensare di realizzare ogni prodotto casalingo, dai piatti ai tappeti, in maniera che risulti essere auto-pulente, mantenendo così permanentemente sana l'aria della casa. Per delle nanomacchine progettate a questo scopo, lo sporco potrebbe essere cibo. |
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Altri sistemi basati sulla nanotecnologia, potrebbero produrre del cibo fresco: carne genuina, grano, vegetali, ecc
, prodotti direttamente in casa e lungo tutto l'anno. Questi cibi derivano dallo sviluppo di cellule secondo certi schemi, sviluppo che costruisce così piante e animali; le cellule potrebbero quindi essere obbligate a svilupparsi secondo gli stessi schemi anche in altri luoghi. Gli sviluppatori domestici di cibo consentiranno alla gente di sostenere delle diete ordinarie senza uccidere nessuno. Il movimento per i diritti degli animali (il precursore di un movimento per la protezione di tutte le entità coscienti e senzienti?) approverà entusiasticamente. |
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La nanotecnologia renderà possibile schermi ad alta risoluzione capaci di proiettare immagini differenti su ogni occhio; il risultato sarà una televisione tridimensionale così reale che lo schermo sembrerà come una finestra su un altro mondo. Schermi di questo tipo potrebbero corredare l'elmetto di una tuta spaziale simile a quella descritta nel capitolo 6. La tuta stessa, piuttosto che esser programmata per applicare alla pelle forze e trame di pressione definite dall'esterno, potrebbe invece applicare forze e trame di pressione definite da un complesso programma interattivo. La combinazione di una tuta e di un elmetto di questo tipo, potrebbe simulare la maggior parte delle visioni e delle sensazioni di un intero ambiente, sia esso un ambiente reale o immaginario. La nanotecnologia renderà possibile delle vivide forme d'arte e la creazione di mondi fantastici estremamente più avvincenti di qualsiasi libro, gioco o film. |
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Le tecnologie avanzate renderanno possibile un intero nuovo mondo di prodotti al cui confronto ciò che oggi è considerato conveniente sembrerà sconveniente e pericoloso. Perché gli oggetti non dovrebbero essere leggeri, flessibili, duraturi e cooperativi? Perché le pareti non dovrebbero apparirci in qualunque aspetto desiderato, e non dovrebbero poter trasmettere solo i suoni che desideriamo udire? Perché dovremmo costruire edifici e veicoli che stritolano o arrostiscono i propri occupanti? Per quelli che lo desidereranno, l'ambiente della vita quotidiana potrà assomigliare a quello delle più sfrenate fra le descrizioni che è possibile trovare nella fantascienza. |
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Altri Sogni Fantascientifici |
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Verso molti degli estremi del possibile ci sono i sogni della fantascienza, per coloro che desiderano viverli. Essi spaziano dalle case che cooperano con noi per il nostro comfort alle prospettive del duro lavoro su pianeti distanti. Gli autori di fantascienza hanno immaginato moltissime cose, alcune possibili ed altre in evidente contraddizione con le leggi naturali conosciute. Alcuni hanno sognato del volo spaziale, ed il volo spaziale è giunto. Alcuni hanno sognato di robot, ed i robot sono arrivati. Alcuni hanno sognato del volo spaziale economico e di robot intelligenti, ed anche questi sogni sono prossimi a realizzarsi. Ma esistono ancora altri sogni che paiono possibili. |
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Gli autori hanno scritto della condivisione diretta di pensieri ed emozioni da una mente all'altra. La nanotecnologia sembra probabilmente in grado di rendere possibile una qualche forma di questo sogno, grazie alla connessione di strutture neurali per mezzo di trasduttori e segnali elettromagnetici. Sebbene limitata dalla velocità della luce, questa sorta di telepatia sembra altrettanto possibile di quanto lo è la telefonia. |
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Astronavi, colonie spaziali e macchine intelligenti diverranno tutte cose possibili. Ma sono tutte cose che risiedono all'esterno della nostra pelle, mentre gli scrittori hanno anche narrato di trasformazioni interne alla nostra pelle, che diverranno altrettanto possibili. Conquistare completamente la salute nel corpo e nella mente è una delle forme di tali possibilità, e tuttavia alcune persone vorranno di più. Esse saranno alla ricerca di cambiamenti ad un livello più profondo che non la semplice conquista di salute ed abbondanza. Alcuni cercheranno appagamento nel mondo dello spirito; sebbene questa ricerca risieda oltre la portata della tecnologia puramente materiale, nuove possibilità fisiche forniranno punti di partenza, nonché tempo a sufficienza per tentare. La tecnologia alla base dei sistemi di riparazione cellulare permetterà alla gente di trasformare i propri corpi in modi che vanno dal triviale al sorprendente, ed infine al bizzarro. Tali trasformazioni avranno ben pochi limiti ovvi. Alcune persone potrebbero spogliarsi della forma umana al pari di un bruco che si trasformi per spiccare il volo; altre potrebbero portare il modello umano verso un nuovo nirvana di perfezione. Altre persone ancora, infine, semplicemente si cureranno le loro verruche, ignoreranno le nuove farfalle e se ne andranno a pesca. |
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Gli scrittori hanno sognato di viaggi nel tempo verso il passato , ma a tal riguardo la natura non sembra cooperare (3). Tuttavia la biostasi apre la porta del viaggio temporale verso il futuro, poiché può far si che gli anni trascorrano nell'arco di un battito di ciglia. La stanchezza potrebbe spingere alla ricerca di un futuro molto più distante, forse nell'attesa di una lenta maturazione nel campo delle arti oppure in altri campi sociali, o nell'attesa della creazione di interi mondi su tutta la galassia. Se le cose andranno davvero così, si potrebbe passare da un'epoca all'altra alla ricerca di un futuro che ci sembri adatto. |
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Strani futuri restano aperti, associati a mondi oltre la nostra immaginazione. |
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Semplicità Avanzata |
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E. F. Schumacher, autore di Small Is Beautiful, ha scritto: "Non ho dubbi che sia possibile dare una nuova direzione allo sviluppo tecnologico, una direzione che lo riporti indietro verso i reali bisogni dell'uomo, il che significa anche: verso la vera scala dimensionale umana. L'uomo è piccolo, e di conseguenza piccolo è bello". Schumacher non stava scrivendo a proposito di nanotecnologia, ma davvero una tecnologia avanzata fatta su misura per la scala umana, potrebbe contribuire ad una vita più semplice? |
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In tempi preistorici, la gente utilizzava due tipi di materiali: i prodotti dei processi naturali di mole (pietra, acqua, aria ed argilla) ed i prodotti del macchinario molecolare naturale (ossa, legno, pelle e lana). Oggi noi utilizziamo questi stessi materiali assieme a dei complessi processi di mole, per fabbricare i prodotti della nostra civiltà industriale globale. Se in passato il nostro sistema tecnologico é cresciuto al di là della portata della scala umana, sono in massima parte da commiserare solo la nostra tecnologia di mole e la stupidità delle nostre macchine: per realizzare sistemi complessi dobbiamo renderli più grandi. Per renderli capaci, dobbiamo riempirli di gente. Il sistema risultante si è ormai allargato su tutti i continenti, intrappolando la gente in una ragnatela globale. Esso ci ha offerto una via di fuga dalla dura fatica di dover condurre fattorie per assicurarci la nostra sussistenza, ed ha prolungato le nostre vite portandoci benessere, ma lo ha fatto ad un costo che qualcuno considera troppo alto. |
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La nanotecnologia ci apre ora nuove possibilità. I sistemi autoreplicanti saranno capaci di produrre il cibo, aver cura della nostra salute, fornirci asilo e soddisfare altre nostre necessità. Essi compiranno tutto ciò senza burocrazie o grosse industrie. Comunità piccole ed autosufficienti potranno raccoglierne tutti i benefici. |
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Una misura sperimentale della libertà che una tecnologia offre, è il grado di libertà che lascia alla gente di scegliere se ritornare a modi di vita più primitivi. La tecnologia moderna ha fallito da questo punto di vista; la tecnologia molecolare invece riuscirà in tutto ciò. Per misurare il grado di libertà offerto dalla nanotecnologia, immaginiamo di ritornare allo stile di vita dell'età della pietra, ma non semplicemente ignorando la tecnologia molecolare, quanto piuttosto mentre continuiamo comunque ad utilizzarla. |
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Gli abitanti dell'età della pietra, mancando di una istruzione come quella moderna, non avrebbero potuto comprendere il macchinario molecolare, ma questo poco importa. Fin dai tempi antichi, gli abitanti di queste epoche hanno utilizzato il macchinario molecolare di lieviti, semi, e capre, pur senza comprenderli a livello molecolare. Se cose così complesse ed indisciplinate come lo sono le capre, sono adatte a stili di vita primitivi, allora ci sono sicuramente anche altre forme di macchinario molecolare che sono altrettanto qualificate per questo scopo. Le cose viventi mostrano che il macchinario interno ad un sistema auto-replicante può anche non esserci noto, persino più di quanto si possa ignorare quello che c'è all'interno di una automobile. Per cui, un gruppo di persone può tranquillamente coltivare "piante" ed allevare "animali" per facilitare la severa durezza dell'esistenza, e continuare a condurre uno stile di vita fondamentalmente identico a quello dell'età della pietra. Queste persone potrebbero anche auto-limitarsi a piante ed animali ordinari, modificati solo tramite la semplice ingegneria di millenni di selezionamenti artificiali delle specie coltivate o allevate. |
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Con possibilità così ampie, alcune persone potrebbero persino scegliere di vivere come facciamo oggi: con i rumori del traffico, e gli stessi cattivi odori e pericoli di oggi; con i denti cariati e gli stridenti trapani del dentista; con le giunture dolenti e le rughe della pelle; con le loro gioie disturbate ed intralciate da paure, da fatiche e dall'approssimarsi della morte. Ma a meno di una totale amnesia che faccia loro dimenticare l'esistenza di possibilità migliori, quante persone desidererebbero davvero rassegnarsi a vite come queste? Forse pochissime. |
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Possiamo immaginare di condurre una vita ordinaria in una colonia spaziale? Un insediamento spaziale dovrebbe essere grande, complesso e localizzato nello spazio: ma anche la Terra è grande, complessa e localizzata nello spazio. I mondi nello spazio possono essere altrettanto auto-sostenuti rispetto alla Terra, e grandi quanto interi continenti, inondati dalla luce del sole, saturi d'aria e contenuti in un bio-cilindro se non addirittura in una biosfera. |
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I mondi nello spazio non necessariamente dovranno essere dei prodotti della diretta progettazione umana. Soggiacente a molta della bellezza della natura, c'è un certo tipo di disordinato ordine. Le venature di una foglia, i rami di un albero, le ramificazioni di un bacino fluviale, contengono tutte una libertà di forme incanalata nell'ambito di schemi che assomigliano a ciò che i matematici chiamano "frattàli" (4). I paesaggi dello spazio non dovranno necessariamente essere modellati come campi da golf o periferie residenziali. Alcuni potranno essere modellati con l'ausilio di computer programmati per riflettere una profonda conoscenza dei processi naturali, e per combinare tale conoscenza in realizzazioni guidate da scopi umani, svolgendo tutto ciò con una naturalezza che nessuna mente o mano umana può direttamente produrre. Montagne e valli selvagge verranno rispecchiate nella modellazione di forme di rocce e terre di sogno scolpite nelle acque elettroniche di una sognante era virtuale. I mondi nello spazio saranno veri mondi. |
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Spazio a Sufficienza per i Sogni |
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Questa quindi è la dimensione che il futuro promette. Sebbene continueranno ad esistere limiti allo sviluppo, saremo in grado di raccogliere la potenza energetica del sole in misura un milione di miliardi di volte maggiore di tutta la potenza attualmente impiegata dall'uomo. Dalle risorse del nostro sistema solare saremo in grado di creare aree di territorio un milione di volte più estese di quelle terrestri. Con gli assemblatori, con l'ingegneria automatizzata e con le risorse dello spazio, potremo rapidamente conquistare un benessere in quantità e qualità ben superiore a quella immaginata nei sogni del passato. Resteranno dei limiti ultimi all'estensione della vita umana, ma la tecnologia per la riparazione cellulare metterà a disposizione di tutti una salute perfetta e una longevità indefinita. Questi progressi ci porteranno nuovi motori di distruzione, ma renderanno anche possibili scudi attivi e sistemi di controllo degli armamenti capaci di stabilizzare la pace. |
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In breve, abbiamo una possibilità per un futuro con spazio a sufficienza per molti mondi e molte scelte, e con tempo sufficiente per poter esplorare entrambe. Una tecnologia ben addomesticata può far recedere i nostri limiti, consentendo che le forme della tecnologia modellino molto meno le forme dell'umanità stessa. In un futuro aperto di abbondanza, spazio e diversità, i gruppi di persone saranno liberi di costituire qualsiasi forma di società essi desiderino, liberi di fallire o di diventare un fulgido esempio per il mondo. A meno che il vostro sogno non sia quello di dominare chiunque altro, ci sono possibilità che altre persone desiderino condividerlo. E se sarà così, allora voi e questi altri potreste scegliere di unirvi per dar forma ad un mondo nuovo. Se una promettente partenza dovesse poi rivelarsi fallimentare, se essa risolvesse troppi problemi oppure troppo pochi, avreste il modo di riprovarci ancora. I nostri problemi attuali non sono quelli di saper costruire o progettare utopie, ma di cercare una possibilità per provare a realizzarle. |
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Preparativi |
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Potremmo anche fallire. Gli assemblatori-replicatori e l'IA potrebbero condurci a problemi dalla complessità senza precedenti, e minacciare di arrivare con una repentinità senza precedenti. Non possiamo attendere che si verifichi un errore fatale, per decidere solo in seguito cosa fare in proposito; dobbiamo impiegare queste nuove tecnologie per costruire scudi attivi prima che i sintomi minacciosi compaiano. |
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Fortunatamente per le nostre possibilità, i passi avanti tecnologici imminenti diverranno costantemente sempre più ovvi. Essi probabilmente cattureranno l'attenzione pubblica, garantendo almeno un certo grado di preveggenza. Ma più presto cominceremo a stendere dei piani, migliori saranno le nostre probabilità. Il mondo diverrà presto un luogo ospitale per i memi che si propongono di descrivere delle politiche assennate per gestire i passi avanti tecnologici degli assemblatori e della IA. E a quel punto, tali memi si diffonderanno e rafforzeranno, indipendentemente al fatto che lo meritino o meno. Le nostre probabilità saranno migliori se, quando verrà il momento, sarà stato elaborato un sensato corredo di idee, e se esso avrà cominciato a diffondersi - opinione e politica pubbliche avranno maggiore probabilità di scattare in direzioni assennate quando la crisi si avvicinerà. La situazione rende importante già da ora una attenta discussione e una adeguata educazione pubblica. Guidare la tecnologia richiederà anche delle nuove istituzioni, e le istituzioni non si evolvono nell'arco di una notte. Questo rende importante già da ora lavorare sugli ipertesti e sui forum dei fatti. Se saranno già pronti all'uso, essi cresceranno in popolarità all'approssimarsi della crisi. |
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A dispetto della enorme attrattiva esercitata da un futuro di apertura, alcune persone si opporranno ad esso. Gli affamati di potere, gli idealisti intolleranti, ed una manciata di persone assolutiste nel loro odio verso l'umanità intera, giudicheranno ripugnante la prospettiva della libertà e della diversità. Ma il punto fondamentale è: queste persone influenzeranno la politica pubblica in modo sostanziale? Inevitabilmente, i governi sovvenzioneranno, ritarderanno, classificheranno, gestiranno, abbozzeranno o guideranno i rivoluzionari progressi tecnologici. Le democrazie cooperative potrebbero commettere errori fatali, ma se li commetteranno è probabile che ciò accadrà più come risultato della pubblica confusione nel giudicare quali siano le politiche che provocano determinate conseguenze. |
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Ci sarà una più genuina opposizione ad un futuro di apertura, sulla base di valori e obiettivi differenti (e spesso non esplicitamente dichiarati), ma ci saranno disaccordi ancora più grandi su specifiche proposte, sulla base di differenti credenze riguardanti materie di fatto. E nonostante la maggior parte dei disaccordi deriverà da differenze di giudizio, molti altri deriveranno inevitabilmente dalla semplice ignoranza. Persino fatti solidi e ben attestati resteranno, in un primo momento, poco noti. Quel che è peggio, la prospettiva di tecnologie così fondamentali come quelle degli assemblatori, della IA e della macchine di riparazione cellulare, deve inevitabilmente rovesciare, tutte assieme in una volta sola, molte vecchie idee fortemente radicate. Questo causerà conflitti nelle menti della gente (lo so bene, avendone sperimentati alcuni). In alcune menti, i conflitti farebbero scattare il riflesso del "rigetta-il-nuovo" che è finora servito all'umanità come il più basilare dei sistemi immunitari mentali. E questo riflesso farà sì che l'ignoranza sarà molto tenace. |
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E c'è ancora di peggio, ossia che la diffusione di mezze-verità sarà causa di danni ulteriori. Perché possano funzionare appropriatamente, alcuni memi devono essere messi in relazione con altri. Se ad esempio l'idea della nanotecnologia fosse libera dall'idea dei suoi pericoli, la nanotecnologia sarebbe un pericolo ancora più grande di quello che già costituisce di per sé stessa. Ma in un mondo già pieno di diffidenza verso la tecnologia, questo rischio sembra improbabile. E tuttavia altri frammenti incompleti di idee si diffonderanno, seminando incomprensione e conflitto. |
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L'idea dei forum dei fatti, quando venga considerata senza distinguere fra fatti, valori, e politiche, ha il sapore di qualcosa di tecnocratico. Gli scudi attivi, se proposti senza menzionare gli ipertesti o i forum dei fatti, potrebbero sembrare cose su cui è impossibile fare affidamento. I pericoli e l'inevitabilità della nanotecnologia condurrebbero alla disperazione coloro che ignorassero l'esistenza dell'idea degli scudi attivi. Il pericolo della nanotecnologia, se allo stesso tempo non se ne comprendesse bene la sua inevitabilità, fomenterà futili sforzi locali mirati ad arrestare la sua avanzata globale. Gli scudi attivi, quando non motivati dal loro requisito ultimo di controllare la tecnologia molecolare, sgomenteranno qualcuno per la loro apparente problematicità eccessiva. Quando si parla di "progetti difensivi" senza distinguere fra difesa ed offesa, gli scudi attivi sgomenteranno qualcuno per la loro apparente minacciosità nei confronti della pace. |
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Analogamente, l'idea della longevità, se non affiancata all'aspettativa di abbondanza e di nuove frontiere, sembrerà perversa. L'abbondanza, immaginata senza uno sviluppo spaziale, suona pericolosa per l'ambiente. L'idea della biostasi, per coloro che nulla conoscono sulla riparazione cellulare e confondono l'espirazione con la dissoluzione, suona assurda. |
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Se non ci fossero le copertine dei libri o i collegamenti ipertestuali a tenerle assieme, le idee tenderebbero a frammentarsi man mano che si diffondono. Abbiamo bisogno di sviluppare e diffondere una comprensione unitaria del futuro, ossia la comprensione di un sistema di pericoli ed opportunità fittamente intrecciate. Questo nostro bisogno richiede lo sforzo di molte menti. L'incentivo allo studio ed alla diffusione delle informazioni necessarie sarà sufficientemente forte: gli argomenti sono infatti affascinanti ed importanti, e molta gente vorrà unirsi ad amici, familiari e colleghi, nelle discussioni e riflessioni su quel che ci attende. Se spingiamo nella giusta direzione - imparando, insegnando, discutendo, cambiando direzione - ed infine ancor spingendo, potremmo ancora guidare la corsa tecnologica verso un futuro con spazio a sufficienza per i nostri sogni. |
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Eoni di evoluzione e millenni di storia ci hanno preparato questa sfida, e l'hanno sommessamente presentata alla nostra generazione. I prossimi anni ci porteranno fino al punto di svolta più importante di tutta la storia della vita sulla Terra. Guidare la vita e la civiltà attraverso questa transizione è il compito più grande del nostro tempo. |
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Se avremo successo (e se sopravviveremo), potremmo essere onorati dalle domande incessanti dei nostri seccanti pronipoti: "Com'era quando eri ragazzo, prima della rivoluzione tecnologica?" e " Che si prova ad invecchiare?" e "Cosa hai pensato quando hai sentito che stava per arrivare il 'Passo Avanti'?" e "E quindi che hai fatto?". Con le vostre risposte, racconterete un'ennesima volta la storia di come vincemmo il futuro. |
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