Citizen Cyborg: perchè le società democratiche devono rispondere alla venente riprogettazione dell'essere umano, di James Hughes.


James Hughes è in una posizione a volte scomoda. Quale presidente della World Transhumanist Association è a capo di una organizzazione politicamente trasversale, ("il transumanesimo non sottoscrive ad alcun partito o programma politico"- dalla Dichiarazione Transumanista), ma Hughes è anche il principale proponente del cosiddetto "transumanesimo democratico", o di sinistra, e si descrive come social-democratico. Pubblicando Citizen Cyborg, quindi, James Hughes esprime le proprie opinioni e non necessariamente quelle della WTA. Estropico sostiene da tempo la necessità della massima diffusione del meme centrale del transumanesimo ("è giusto utilizzare mezzi tecnoscientifici per migliorare radicalmente la condizione umana") in tutte le ideologie politiche come in tutte le religioni. Non possiamo quindi non accogliere con simpatia gli sforzi di Hughes nello sdoganare il transumanesimo presso una sinistra spesso colpevole di mischiare la diffidenza (se non  l'odio) per le multinazionali con un certo bio-conservatismo, con risultati quali la reazione isterica agli OGM - non che la destra non abbia la sua buona dose di bio-reazionari, come ampiamente dimostrato ogni volta che  la rivoluzione biotecnologica tocca altri tasti!

Finito questo doveroso chiarimento, ecco una traduzione dell'introduzione a Citizen Cyborg, dal sito di James Hughes (l'articolo originale):

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Nei prossimi cinquant'anni, l'intelligenza artificiale, la nanotecnologia, l'ingegneria genetica e altre tecnologie permetteranno agli esseri umani di superare le limitazioni del corpo. Le aspettative di vita si estenderanno ben oltre il secolo. Sensi e cognizione saranno potenziati. Avremo più controllo sulle  nostre emozioni e sulla nostra memoria. I nostri corpi e cervelli saranno circondati da, e fusi con, il computer. Useremo queste tecnologie per riprogettare noi stessi e i nostri figli in varie forme di  "postumanità."

In Citizen Cyborg, James Hughes sostiene che le tecnologie "transumane" che sfidano la nostra idea di cosa significhi essere umani, possono migliorare radicalmente la nostra qualità della vita, se rese sicure ed equamente disponibili in una società liberale. In questa innovativa opera di commento sociale, Hughes sostiene che le sfide biopolitiche del secolo transumano che si apre dinnanzi a noi richiedono un ritorno ai principii alla radice della democrazia: libertà, uguaglianza e solidarietà.

Il prospetto che noi esseri umani ordinari dovremo coesistere con esseri umani incrementati o  postumani, terrorizza molta gente. Una fluida coalizione di organizzazioni è emersa per opporre l'uso della genetica per incrementare gli esseri umani. Questa coalizione è politicamente varia e include conservatori religiosi, attivisti per i diritti dei disabili, ambientalisti e critici di sinistra della biotecnologia. Gli esperti di bioetica hanno spesso alimentato i loro timori generando scenari fantastici che ricordano spesso vecchi film dell'orrore.  

Il successo dei tecnofobi ha raggiunto un relativo apogeo con la nomina a capo della Consulta di Bioetica del Presidente (USA) del filosofo conservatore Leon Kass, un avversario della riproduzione assistita, della ricerca sulle cellule staminali e dell'estensione della vita. Nel 2002, Francis Fukuyama, intellettuale conservatore nominato da Kass alla Commissione di Bioetica, ha pubblicato "L' uomo oltre l'uomo", in cui sostiene la necessità di vietare le tecnologie mirate all'incremento delle capacità umane. Nel 2003 il Consiglio di Bioetica del Presidente ha pubblicato una critica del potenziamento  umano, "Beyond Therapy" e Bill McKibben ha pubblicato "Enough: Staying Human in an Engineered Age" una critica di sinistra all'incremento delle capacità umane.

Sull'altro lato di questa barricata, troviamo una altrettanto fluida coalizione di transumanisti che si sta mobilitando in difesa del potenziamento umano. I transumanisti sostengono che il diritto alla "libertà morfologica", la libertà di controllare il proprio corpo e la propria mente, nonchè di usare la tecnologia per superare le limitazioni umane, debba essere garantito. Per esempio, Gregory Stock ha sostenuto nel suo "Redesigning Humans: Our Inevitable Genetic Future" (2002) che le preoccupazioni circa il potenziamento genetico umano non sono insormontabili e che il futuro transumano è destinato ad essere positivo.

Molti transumanisti sono libertari e sostenitori del libero mercato, scettici circa l'utilità di regolamentazioni e interventi pubblici. Rifiutando i due estremi del bio-luddismo e del transumanismo  libertario, Citizen Cyborg perora una terza via, il transumanismo democratico. L'approccio democratico al transumanisno sostiene che per realizzare il miglior futuro postumano possibile, dovremo fare in modo che le tecnologie necessarie siano sicure e a disposizione di tutti in una situazione di rispetto dei diritti degli individui di controllare il proprio corpo.

Scritto per il grande pubblico, Citizen Cyborg smonta le ansie dei tecnofobi e dimostra che esse contraddicono i valori democratici. Per esempio, mentre Fukuyama sostiene che i diritti dell'uomo dipendono da una "natura umana" immutabile, Hughes prende in considerazione animali, embrioni, pazienti in stato vegetativo, intelligenze artificiali e postumani, sostenedo che i diritti democratici sono basati sulla nostra capacità di pensare e sulla nostra sensibilità. Mentre i conservatori religiosi e laici insistono che tutti i corpi umani abbiano diritti, indipendentemente dal fatto che siano dotati di una mente o meno, Hughes sostiene che soltanto le persone hanno diritti, e che una persona non deve essere necessariamente essere un essere umano.

Il punto di vista transumanista-democratico di Citizen Cyborg fornisce una risposta a molte importante questioni "biopolitiche", come i brevetti genetici, l'ingegneria genetica umana, la clonazione, la selezione del sesso, le droghe ed il suicidio assistito.

Citizen Cyborg si conclude con un programma concreto per assicurarsi che queste tecnologie migliorino la vita di tutti, tramite, fra le altre cose, l'espansione e l'approfondimento dei diritti umani, la riforma della legge sui brevetti genetici, la provvisione di assistenza medica universale e di un reddito di base garantito.

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James Hughes Ph.D. insegna politica sanitaria presso il Trinity College di Hartford, Connecticut dove è anche Direttore Associato diInstitutional Research and Planning. E', inoltre, Direttore Esecutivo della World Transhumanist Association, conduce un programma radiofonico settimanale (Changesurfer Radio), è opinionista su  Betterhumans.com con la rubrica Change Surfing e contribuisce al blog transumanista-democratico Cyborg Democracy. Il Dott. Hughes vive nelle campagne del Connecticut con la moglie, l'artista Monica Bock, e i loro due figli.

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Citizen Cyborg: Why Democratic Societies Must Respond to the Redesigned Human of the Future, su Amazon

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Vedi anche:

TransHuman Expressway - perchè i libertari vinceranno il futuro, di Ronald Bailey. Una traduzione della recensione di Ronald Bailey di "Citizen Cyborg", su Estropico.



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