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"Dalla Terra alle stelle. Tre secoli di fantascienza e utopie italiane" a cura di Giuseppe Lippi. |
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Biblioteca di via Senato Edizioni Milano, 2005 euro 35 pagg. 223 |
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Recensione di Giuseppe Vatinno |
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Questo è un libro particolare; infatti, già dal costo, si capisce che contiene qualcosa in più. Si tratta infatti di una splendida raccolta di tavole a colori riproducenti, con grande effetto di dettaglio, le principali copertine dei libri e delle riviste di fantascienza italiane in un arco di tempo che abbraccia due secoli e cioè dal XX al XXI, con alcune escursioni in "esperimenti" anche nei secoli precedenti, come l'Icosameron di Casanova (XVIII secolo). |
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Il volume, abbinato ad una mostra dallo stesso nome e che si è tenuta a Milano dal 19 maggio al 30 ottobre 2005 (abbinata anche ad una rassegna cinematografica), si apre con una introduzione di Marcello Dell'Utri sulla "via italiana alle stelle" ufficialmente inaugurata dall'uscita della rivista "Urania" nel 1952 e prosegue non per cronologia ma per argomenti, ognuno preceduto da una breve introduzione di un esperto. |
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L'introduzione di Marcello Dell'Utri, politico e bibliofilo, e "Presidente della Fondazione Biblioteca di via del Senato" (in cui è contenuto il fondo di ben 4000 volumi di fantascienza) ci parla dei libri di Salgari e dei testi letterari di Palazzeschi, Landolfi, Calvino, passando dal futurismo di Marinetti. |
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Si parte con una sorta di introduzione dal titolo "Fare fantascienza" di Lino Aldani, uno dei più noti scrittori di fantascienza nostrana, segue Giuseppe Lippi curatore del mensile "Urania" con il breve saggio "Dalla Terra alle stelle". Poi nell'ordine Fabio Pagan, giornalista scientifico, con "Invenzioni strabilianti e scienze immaginarie", Giovanni Caprara, giornalista scientifico del Corriere della Sera, con il tema de "Il viaggio nello spazio", Vittorio Cartoni, scrittore e traduttore, con "Gli abitanti degli altri mondi: da qui all'alienità", Riccardo Valla, storico della fantascienza,con "Guerre del futuro" e termina Lorenzo Codelli , scrittore e giornalista, con "Il cinema di fantascienza in Italia: la morte viene (non solo) dal pianeta Aytin". |
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Dicevamo quindi un libro particolare, ricco di tavole a colori meravigliosamente illustrate che riproducono con in credibile vivacità i temi cari all'immaginario fantascientifico collettivo, si va dalle ingenue rappresentazioni ottocentesche dei libri di Julius Verne, quali "Intorno alla Luna" con copertine di pittori e incisori dell'epoca, in questo caso, E. Bayard e Hildebrand (edizione del 1905 di Paolo Carrara) R. Paletti (edizione del 1920 della Bietti) a "Il giro del mondo in 30 giorni" del Prof. Ulisse Grifoni (1899) con illustrazioni di A. Marabelli e P. Parodi ed incisioni di A. Centenari (edizioni La Milano 1899), alle suggestioni fantascientifiche delle copertine di Urania illustrate dal grande Karel Thole degli anni '50 dello scorso secolo. |
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E si può sicuramente affermare che ogni decade, ogni decennio, del XX secolo, il secolo che ha visto la compiuta maturazione del genere fantascientifico, ha un suo fascino particolare, una sorta di imprimatur che lo caratterizza inequivocabilmente dal punto di vista grafico. Ad esempio se l'inizio del secolo è caratterizzato da donne e uomini che calcano i deserti lunari in abiti ottocenteschi con buffi (per noi ora) cappellini e bastoni da passeggio, gli anni venti e trenta sono invece caratterizzati dalla compiuta realizzazione della trasformazione industriale esemplificata del resto meravigliosamente in film come Metropolis, del regista tedesco Fritz Lang. |
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Gli anni '40 sono quelli del conflitto e quindi vi è poco spazio per la fantasia che invece tornerà a fiorire meravigliosamente negli anni '50 con le incredibili e suggestive atmosfere lunari, marziane, venusiane e saturniane degli albi di Urania o della Rivista "Fantasia e Fantascienza". E' il periodo del fascino di paesaggi astrali, metallo e roccia aliena, incastonati in un diadema notturno di stelle splendenti. Spesso la luna è presente ad illuminare alte montagne e picchi inaccessibili che ricordano molto quelli terrestri della catena dell'Himalaya e della sua vetta più alta il monte Everest. Paesaggi in cui corrono treni ultramoderni con un contorno di pianeti e stelle. Poi si passa alle illustrazioni delle riviste degli anni '60, un decennio diremmo caratterizzato da un certo tipo di sfumatura di colore che lo rende assolutamente inconfondibile. E' il periodo dell'affermarsi della famosa serie americana di Star Trek che ci mostra astronavi ultra aerodinamiche che sfrecciano da incredibili e coloratissimi astroporti tutti geometria ed 'acciaio. |
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Ai secoli d'oro della fantascienza, segue un certo periodo più umbratile e cioè i decenni degli anni '70 e '80 che molto probabilmente riflettono anche dal punto di vista grafico un tempo faticoso e dubbioso, un periodo di angoscia collettiva segnato dalla riprese della guerra (Vietnam) e soprattutto dominato come un macigno dalla guerra fredda fra le due superpotenze. E' un mondo impaurito che avverte un profondo disagio di vivere; i colori si fanno cupi (al contrario invece dell'incredibile vivacità cromatica degli anni '60), le strutture metalliche sono particolarmente inquietanti. |
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Gli anni '90 segnano invece una certa ripresa di ottimismo con temi dominati sempre più dalle suggestioni della cosiddetta fisica estrema, come la Relatività di Einstein e la meccanica quantistica, che hanno mostrato scientificamente la possibilità di "giocare con il tempo e con gli universi" dimostrando che spesso la fantascienza è solo una incredibile anticipatrice della scienza. |
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Un piccolo appunto di natura editoriale: sarebbe stato più comodo per il lettore avere i dati (autore, anno e Rivista e Romanzo) direttamente a fondo pagina delle illustrazioni invece che nell'ultima. Ma questo nulla toglie ad un'opera veramente interessante nel suo genere. |
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